Alla fine di un tira e molla durato qualche settimana il consiglio d’amministrazione di Twitter ha deciso di accettare l’offerta avanzata da Elon Musk, fondatore di Tesla e di SpaceX, che oggi le classifiche danno in testa nella gara tra i più ricchi al mondo, per rilevare il controllo del 100% del social. La piattaforma passa di mano per 44 miliardi di dollari, pari a 54,20 dollari per azione. Si tratta di uno dei più importanti leverage buyout che si ricordi a Wall Street, un’operazione di acquisizione di una società quotata portata cioè a termine anche contraendo debiti.

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La roadmap dell’operazione

Dopo la luce verde arrivata dal board di Twitter il closing dell’operazione è previsto entro la fine del 2022, e potrebbe preludere a un delisting della società: una società non quotata avrebbe infatti meno vincoli e regole da rispettare. Nel passato dell’attività di Elon Musk su Twitter, caratterizzata da un agire molto spregiudicato, c’è un tweet che nel 2018 gli costò sanzioni per 40 milioni di dollari dalla Sec e la poltrona di presidente di Tesla, quando il magnate annunciò proprio con un “cinguettio” di voler effettuare il delisting di  Tesla a 420 dollari per azione: dichiarazioni che vennero interpretate dall’authority statunitense che vigila sulla Borsa come “false” e “ingannevoli”.

10 Maggio 2022 – 09:15

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Altra questione da chiarire nella roadmap che Musk potrebbe avere in mente per il nuovo corso di Twitter è quello del business model: in passato il fondatore di Tesla aveva parlato a più riprese del “potenziale inespresso” del social network: rimane da vedere attraverso quali scelte il magnate abbia in mente di  fare su Twitter, a partire dai vertici societari.

Prima del closing ci saranno da superare una serie di passaggi intermedi, come l’approvazione delle autorità regolatorie sull’operazione, a partire dall’antitrust: ma secondo le prime uscite degli analisti, dal momento che né Tesla né SpaceX sono piattaforme di social media, il deal non dovrebbe causare criticità sul piano della concorrenza. Altro step sarà quello del passaggio dal voto dell’asseblea degli azionisti, per il quale non è ancora stata ufficializzata la data, anche se l’assemblea annuale era già stata fissata  in precedenza per il 25 maggio.

Dalle società di analisi finaiziaria emergono intanto alcune criticità, nonostante all’annuncio dell’accordo il titolo abbia registrato consistenti guadagni in borsa: è il caso di Standard&Poors, secondo cui “L’operazione verrà finanziata con una combinazione di debito e capitale quindi ci si aspetta che la leva finanziaria  ossia l’indebitamento di Twitter aumenti in modo sostanziale al di sopra la soglia limite di 1,5 volte. Ciò potrebbe comportare un downgrade del rating”.

La libertà d’espressione e i rischi collegati

Il filo conduttore del nuovo corso di Twitter sarà all’insegna della “libertà di parola”, come lo stesso Elon Musk ha già avuto di sottolineare nei primi commenti dopo l’ufficializzazione dell’accordo per l’acquisizione: “La libertà di parola è il fondamento di una democrazia funzionante…

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