Molteplici studi hanno evidenziato come in Italia l’alfabetizzazione finanziaria sia molto carente, soprattutto tra i giovani e tra le donne. Una ricerca OECD del 2020 posiziona, infatti, l’Italia in fondo alla classifica europea degli alfabetizzati finanziari, collocandola alla 25° posizione, davanti solo a Malta. Una seconda indagine sull’Alfabetizzazione e le Competenze Finanziarie degli Italiani, condotta dalla Banca d’Italia nel gennaio-febbraio 2020, ha confermato la posizione di ritardo dell’Italia nei confronti degli altri Paesi internazionali, nonostante un miglioramento delle conoscenze finanziarie rispetto al 2017. La competenza finanziaria si differenzia nella popolazione a seconda del livello di istruzione genere, dell’età e della localizzazione geografica degli intervistati.
A fronte di queste ricerche, si può senza dubbio affermare che In Italia l’educazione finanziaria sia carente sin dalla scuola: tra gli studenti, infatti, uno su cinque non possiede le competenze minime di base per prendere decisioni finanziarie responsabili, carenza che aumenta tra i giovani under 35 con bassi livelli di istruzione. Tuttavia, la mancanza di una solida educazione finanziaria all’interno del piano formativo scolastico non è dannosa solo per i giovani, ma anche per le donne. Infatti, la disparità di genere, quando si parla di finanza, è un problema vivo e presente soprattutto nel nostro Paese. L’indagine condotta dalla Banca d’Italia all’inizio del 2020 sul livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani adulti conferma l’esistenza, nel nostro Paese più che in altri, di un significativo divario di genere.
Un gender gap, quindi, dovuto alla scarsa formazione scolastica ma anche ad una forte leva culturale che ha sempre di più allontanato l’universo femminile dal mondo finanziario. Come ha affermato la Direttrice della School of Gender Economics Unitelma Sapienza, Azzurra Rinaldi, durante l’inaugurazione delle Business Class promosse dall’Associazione GammaDonna, le donne sono sempre state restìe a parlare o occuparsi di denaro, perché considerato un argomento non abbastanza adatto per essere trattato da una donna.
Nonostante, in famiglia siano quelle che si occupano di prendere le decisioni sulla gestione delle spese e dei consumi, le donne mostrano significative carenze finanziarie rispetto agli uomini che sono economicamente più consapevoli e più propensi all’investimento e all’uso dei molteplici strumenti finanziari. Un esempio significativo di questo divario è il fatto che tre donne su dieci, in Italia, non possiedono un proprio conto corrente, fenomeno dovuto al fatto che spesso le donne non abbiano un proprio reddito, oppure che siano più propense a farlo gestire al marito. E così, oltre che creare distanza con il mondo finanziario, si innescano altre conseguenze. Ad esempio, nel mondo del lavoro è stato stimato che solo il 12,5% delle donne negozia il proprio salario all’ingresso, contro il 52% degli uomini. Un atteggiamento che, allargato all’intera carriera, contribuisce notevolmente al rafforzamento del fenomeno del Gender Pay Gap, ovvero la differenza tra il salario annuale medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini, ancora molto alta in Italia.
Oltre a ciò – come evidenziato nell’evento di inaugurazione delle Business Class da Milena Bardoni, Wealth Advisor di Banca Mediolanum – un ulteriore problema che deriva dalla scarsa educazione finanziaria del genere femminile viene…

