Google ha annunciato l’estensione di Privacy Sandbox su Android, con l’obiettivo di introdurre nuove soluzioni per la pubblicità. L’obiettivo è quello di garantire una maggior privacy per gli utenti. L’idea di Google è quella di sostituire il vecchio e invasivo sistema di tracking dei cookies con un monitoraggio basato sul browser dell’utente, on un ambiente personalizzato e sicuro per la privacy che ridurrà al minimo i dati degli utenti condivisi con i siti web, lasciando sul dispositivo locale la maggior parte delle informazioni personali. Secondo Google, questo è solo uno dei modi per superare la logica dei ’cookie’, ovvero l’impronta di navigazione che un utente lascia in rete e che viene sempre più aggirata con la navigazione in anonimo o l’uso di ad-blocker, per nascondere gli annunci sui siti. Google calcola che quando i cookie di terze parti sono disabilitati, i publisher ricevono in media il 52% in meno delle entrate pubblicitarie previste
Cosa cambia.
A partire da oggi, le proposte saranno disponibili sul sito per sviluppatori Android, dove gli sviluppatori potranno inoltre lasciare i loro commenti. Nel corso dell’anno verranno condivise le successive anteprime, compresa una versione beta prevista entro la fine del 2022. Privacy Sandbox su Android, si legge nel blog ufficiale, è un progetto di lungo periodo e Google manterrà le funzionalità della piattaforma pubblicitaria esistente per almeno due anni, offrendo un ampio preavviso prima di eventuali modifiche.
L’addio ai cookies e la scadenza del 2023.
Il passaggio non è di poco conto perché all’orizzonte c’è la cancellazione dei cookies da Chrome, che vuole dire ridisegnare il modo attraverso cui gli inserzionisti pubblicitari investono nel web. L’idea, come detto è quella di inglobarli nella Privacy Sandbox. Ma non è ancora chiaro in che modo e quali vantaggi ci saranno per i cittadini digitali (cioè tutti noi) e per chi vive di pubblicità sul web (cioè buona parte delle imprese). A fine di gennaio Google ha annunciato di aver archiviato anche il progetto sperimentale FLoC (Federated Learning of Cohorts). A fine gennaio è stata presentato Topics che è una delle soluzioni che Google sta testando nell’ambito di Privacy Sandbox per Android. Altre soluzioni in fase di test sono Attribution Reporting e FLEDGE, anche queste API già proposte come parte di Privacy Sandbox per il Web
Come funziona Topics?
Verrà assegnato a ciascun utente che usa Google Chrome quando naviga una serie di categorie pubblicitarie, come viaggi o fitness, in base ai siti che visitano. Quando la persona visita un sito con annunci, tre di questi argomenti verranno condivisi con gli inserzionisti sul sito, consentendo loro di mostrare un annuncio pertinente. Questi Topics sono conservati per tre settimane, non vengono incrociati con altri dati e sono selezionati interamente sul tuo dispositivo senza coinvolgere alcun server esterno, compresi i server di Google
La partita della privacy e la sostenibilità del web
Ridimensionare la sua capacità di conoscere i propri utenti evidentemente è diventata un prezzo da pagare accettabile per venire incontro alla crescenti preoccupazione degli…

