di Emanuele Buzzi
Il sottosegretario all’Interno: «Il direttivo ormai è superato. Avendo stima di Luigi Di Maio e conoscendo la sua intelligenza politica mi hanno molto meravigliato alcune sue uscite. Alessandro Di Battista? Il M5S non vuole gridare dall’opposizione»
Carlo Sibilia, l’ordinanza di Napoli ha riportato il Movimento all’anno zero.
«Al momento Beppe Grillo ha chiarito che si sta doverosamente approfondendo la situazione. Ne parlerà con Conte. Quello che bisogna tenere presente è la volontà chiara espressa nella votazione:il 92% ha voluto Conte leader per un processo rifondativo del M5S cominciato non più tardi di 5 mesi fa».
Conte sostiene che la sua leadership non dipende dalle carte bollate.
«Possiamo rifare quella votazione altre 100 volte, con qualsiasi piattaforma esistente, gli iscritti sceglieranno di avere una leadership e di affidarla a Giuseppe Conte per il lavoro che ha fatto da premier. I sondaggi parlano chiaro. Tra l’altro aggiungendo gli iscritti degli ultimi 6 mesi, molti dei quali si sono iscritti proprio per Conte, la maggioranza sarà evidente. Per cui, trattiamo la cosa il dovuto rispetto ma non vedo stravolgimenti all’orizzonte».
Lei ha fatto parte del direttorio e si è schierato per una guida collegiale: ora ritiene sia meglio un leader forte?
«La leadership di Conte è sempre stata collegiale nei fatti. Basti vedere la conduzione delle trattative sul Quirinale che hanno coinvolto vicepresidenti, capigruppo e ministri. Inoltre anche quando c’era il direttorio, c’erano sempre Grillo e Casaleggio a tenere salda la leadership. Quindi se un leader è consapevole dell’importanza della condivisione dei valori e degli obiettivi tiene bene in considerazione la collegialità. Altrimenti non sarebbe un leader».
Il M5S ha detto di voler votare la ratifica ma Grillo ha stoppato tutti e ha chiesto silenzio e un confronto.
«Ci dovranno essere nuove votazioni. Sono solo da decidere le modalità più adeguate e con le dovute cautele. Il fatto che Grillo abbia esplicitamente citato Conte, in riferimento ad un confronto, è la dimostrazione di un riconoscimento di un ruolo che è nei fatti».
C’è chi teme che Conte voglia portare il M5S al voto.
«Da mesi il M5S parla di stabilità, un’uscita dal governo sarebbe l’opposto. Questo scenario non lo vedo. Anche recentemente abbiamo ribadito massima compattezza del M5S per rilanciare l’azione dell’esecutivo. Ovvio che ci aspettiamo soluzioni su alcuni temi, come il caro bollette e il Superbonus».
Andare al voto comporta anche scegliere se dare deroghe per un terzo mandato. Lei si darebbe una deroga?
«Non lo chieda a me. E come ha detto Conte non è un tema all’ordine del giorno. Ho sempre rispettato le scelte del M5S e continuerò a farlo. Ora pensiamo a fare bene il nostro lavoro. Le persone ci premiano quando portiamo a casa i risultati. Io lo vedo sul lavoro fatto per i Vigili del Fuoco».
E a Di Maio? Corsa pensa dello scontro con Conte?
«Avendo stima del ministro e conoscendo la sua intelligenza politica e quanto abbia sempre dato al M5S mi hanno molto meravigliato alcune uscite. Penso dettate più dall’emotività. Anche perché danneggiano tutto il M5S, incluso lui. E nel momento in cui il centrodestra si sta polverizzando siamo noi al centro delle polemiche. Dobbiamo trovare una quadra insieme, non è la prima volta che ci troviamo in situazioni di crisi».
Si vocifera anche del ritorno di Alessandro Di Battista.
«Alessandro ha preso un’altra direzione da tempo. Il M5S vuole dare il proprio contributo per rilanciare il Paese nel post pandemia, non gridare dall’opposizione. Inoltre è iniziato un percorso nel campo progressista insieme a Pd e Leu, da qui è necessario costruire».
8 febbraio 2022 (modifica il 8 febbraio 2022 | 22:10)
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