La sonda cinese Tianwen-1, in orbita attorno a Marte,ha catturato nuove immagini ravvicinate della cometa interstellare 3I/Atlas, mentre negli Stati Uniti la Nasa resta paralizzata dal blocco amministrativo (shutdown). L’agenzia spaziale è ora sotto pressione: in molti chiedono la pubblicazione degli scatti realizzati dalla telecamera HiRISE a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter tra il 2 e il 3 ottobre. 

L’ultima richiesta ufficiale è arrivata dalla deputata repubblicana Anna Paulina Luna, che nelle ultime ore ha contattato direttamente la Nasa per ottenere chiarezza.

Nel frattempo, cresce la curiosità popolare attorno a questo misterioso oggetto cosmico, grande quanto Manhattan, che sta attirando l’attenzione di astronomi e appassionati di tutto il mondo per le sue caratteristiche insolite.

Perché “interstellare”

Scoperta soltanto lo scorso luglio, 3I/Atlas è subito balzata agli onori delle cronache come il terzo oggetto di origine interstellare mai osservato all’interno del sistema solare. 

Gli astronomi l’hanno classificata come interstellare a causa della forma iperbolica della sua orbita, che non segue un percorso chiuso intorno al Sole. Tracciando l’orbita di 3I/ATLAS nel passato, risulta infatti evidente che la cometa proviene da oltre i confini del sistema solare.

A far esplodere l’interesse è stato l’intervento del celebre astronomo di Harvard Avi Loeb, che ha ipotizzato — con la consueta audacia — che la cometa potrebbe essere una tecnologia aliena. Il suo blog su Medium ha raccolto in pochi giorni migliaia di lettori, in attesa quotidiana di nuove “anomalie” legate alla cometa, anche se la comunità scientifica rimane decisamente scettica.

Cometa Atlas (Nasa)

C’è la mano degli Alieni o è fenomeno da studiare?

Secondo Loeb, che ha analizzato i dati raccolti da satelliti come SOHO, STEREO e GOES-19, la cometa ha subito un improvviso aumento di luminosità, molto più marcato rispetto alle comete “classiche”: la brillantezza cresce seguendo una legge esponenziale incredibilmente ripida, molto superiore ai valori tipici delle comete normali.

Un’altra caratteristica sorprendente riguarda il suo colore, che appare più blu del Sole. La luce del Sole, in realtà, è bianca, leggermente tendente al giallo, e contiene tutte le componenti dello spettro visibile. Dire che una cometa è “più blu del Sole” significa che la sua luce riflette o emette più radiazione azzurra rispetto alla luce solare. Normalmente le comete appaiono più rosse, a causa della polvere che diffonde la luce solare, ma questa tonalità azzurra potrebbe indicare la presenza di gas ionizzati o una composizione chimica insolita, rendendo 3I/ATLAS un oggetto “raro” nel nostro sistema solare.

Loeb segnala inoltre un’altra anomalia: durante il perielio quando la cometa ha raggiunto la distanza minima dal Sole, sono stati registrati movimenti non spiegabili solo dalla gravità. 

Si muoverebbe come se fosse spinta da un razzo naturale, probabilmente a causa del degassamento di materiali volatili. Loeb non esclude, in modo provocatorio, l’ipotesi più estrema di una spinta artificiale, come se l’oggetto avesse un “motore interno”, invitando la comunità scientifica a non scartare dati solo perché non esiste ancora una spiegazione teorica definitiva. 

Le osservazioni future, soprattutto tramite Hubble e James Webb, saranno fondamentali per capire se la cometa sta davvero perdendo massa a ritmi eccezionali o se le anomalie sono semplicemente fenomeni naturali poco conosciuti.

Duffy (Nasa): “Nessuna minaccia per la Terra”

A cercare di raffreddare gli entusiasmi è intervenuto l’ex capo ad interim della Nasa Sean Duffy, che sul social X ha dichiarato che le osservazioni non mostrano alcuna minaccia né segni di vita extraterrestre. 

Nei commenti al post è perfino comparso quello della influencer Kim Kardashian, che in risposta a Duffy ha scritto: “Aspetta… che succede con 3IAtlas?!?!!!!!???”.

Elon Musk: “Se fosse un’astronave aliena…”

Anche Elon Musk, nel podcast The Joe Rogan Experience, ha ipotizzato che, se davvero 3I/Atlas fosse un’astronave aliena, le sue enormi dimensioni e la composizione metallica a base di nichel le darebbero “il potenziale per distruggere un continente… forse peggio”. Parole che hanno riacceso la fantasia dei complottisti del web, i quali parlano già di misteriosi segnali radio provenienti dall’oggetto e perfino di un imminente arrivo degli alieni.

Che cosa dice la Nasa

La cometa 3I/ATLAS non rappresenta alcuna minaccia per la Terra, poiché rimarrà a grande distanza dal nostro pianeta. Il massimo avvicinamento avverrà a circa 1,8 unità astronomiche (circa 270 milioni di chilometri, o 170 milioni di miglia). 

Visibile ai telescopi terrestri fino a settembre 2025, la cometa sfuggirà alle osservazioni fino a dicembre 2025 – perché troppo vicina al Sole. Poi ricomparirà dall’altra parte del Sole permettendo così una nuova fase di osservazioni.

Le comete vengono generalmente chiamate con il nome dei loro scopritori. In questo caso, il riconoscimento va al team ATLAS. ATLAS sta per Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System, un progetto di telescopi terrestri finanziato dalla NASA, dedicato a rilevare asteroidi e oggetti potenzialmente pericolosi.

La lettera “I” indica che si tratta di un oggetto interstellare, e il numero “3” segnala che è il terzo oggetto interstellare conosciuto.

Il Telescopio Spaziale Hubble della NASA ha catturato un’immagine della cometa 3I/ATLAS il 21 luglio 2025, quando la cometa si trovava a circa 277 milioni di miglia dalla Terra. Hubble ha rivelato un nucleo solido e ghiacciato da cui si stacca un cappuccio di polvere a forma di lacrima. Poiché il telescopio stava seguendo la cometa lungo una traiettoria iperbolica, le stelle di sfondo appaiono leggermente striate nell’esposizione. 

 

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