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Flextronics, Mimit: necessaria trasparenza su cessione stabilimento Trieste
Il tavolo è aggiornato al prossimo 12 febbraio
Nuovo incontro al Mimit sulla vertenza Flextronics Manufacturing Srl di Trieste, convocato su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, alla presenza delle parti datoriali e sindacali, dei rappresentanti della Regione Friuli-Venezia Giulia e degli enti locali.
Nel corso dell’incontro, è emersa la volontà della proprietà di cedere nei prossimi giorni le quote della società a un nuovo soggetto finanziario straniero, il fondo tedesco FairCap. In via del tutto unilaterale, senza alcun confronto con le parti e disattendendo agli auspici avanzati nel corso dei precedenti incontri dal Dicastero, che auspicava una modalità differente nella gestione della situazione aziendale, Flextronics ha così assunto la decisione di cedere lo storico stabilimento triestino.
Nel prendere atto della decisione il Mimit, in raccordo con le parti, ha preteso dall’attuale proprietà un’azione di trasparenza finalizzata a comprendere i termini e le modalità di cessione dello stabilimento e dei suoi 347 lavoratori. Inoltre, ha rappresentato l’urgenza di conoscere il piano industriale, su cui si fonderà il progetto di rilancio del fondo finanziario. L’azione sarà dunque finalizzata a ottenere garanzie rispetto al piano di sviluppo industriale e alla piena tutela occupazionale dei lavoratori coinvolti.
Il tavolo è aggiornato al prossimo 12 febbraio.
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Reti Wlan, svolta 2025: il wi-fi 7 mette il turbo ai ricavi
Il fatturato delle Wireless Lan (Wlan) crescerà dell’11% nel 2025, dopo la fine della contrazione del 2024, mentre l’adozione del Wi-Fi 7 aumenterà vertiginosamente nel 2025 e rappresenterà oltre un terzo del fatturato degli AP indoor. Lo afferma un nuovo report di Dell’Oro Group, secondo il quale la crescita delle spedizioni di Wi-Fi 7 è stata molto forte nel secondo e terzo trimestre del 2024.
“Prevediamo che l’adozione del Wi-Fi 7 continuerà a crescere: le spedizioni della nuova tecnologia dovrebbero superare quelle del Wi-Fi 6E entro la metà del 2025”, afferma Siân Morgan, Research Director di Dell’Oro Group.
Wi-Fi 8 in arrivo nel 2028
Il rapporto afferma che le prime spedizioni di AP dello standard che sarà conosciuto come Wi-Fi 8 sono previste per il 2028 e si concentreranno sull’aumento dell’affidabilità anziché sull’espansione della capacità. I ricavi delle Wlan pubbliche gestite dal cloud, inoltre, cresceranno più rapidamente del mercato complessivo nei prossimi cinque anni.
Nord America ed Europa: crescono i ricavi
Emerge poi che gli ASP di Wi-Fi 7 sono stati insolitamente bassi nel 2024, ma la dinamica cambierà nel 2025 e oltre. E nonostante le difficili condizioni macroeconomiche in Cina, si prevede una crescita dei ricavi Wlan in questa regione.
“In Nord America e in Europa stiamo assistendo a un aumento dei ricavi dei fornitori di software WLan”, chiarisce Morgan. “Questo fenomeno dovrebbe continuare nei prossimi cinque anni, contribuendo a una divergenza di prezzi con la Cina”.
Wi-Fi 7: che cos’è
Il Wi-Fi 7, noto anche come Ieee 802.11be, rappresenta la prossima evoluzione della tecnologia wireless, progettata per offrire velocità di trasmissione dati significativamente superiori rispetto alle precedenti generazioni, come Wi-Fi 6 e 6E. Questo nuovo standard mira a raggiungere velocità teoriche che possono superare i 30 Gbps, grazie all’utilizzo di tecniche avanzate di modulazione e canali più ampi fino a 320 MHz.
Il Wi-Fi 7 introduce anche miglioramenti significativi nella gestione della congestione della rete e nella latenza, rendendolo ideale per applicazioni che richiedono elevate larghezze di banda e tempi di risposta ridotti, come la realtà aumentata e virtuale, il gaming online e lo streaming di contenuti in 8K. Inoltre, il Wi-Fi 7 è progettato per funzionare in modo più efficiente in ambienti densi, come uffici o aree urbane, grazie all’utilizzo di tecnologie come la coordinazione multi-access point (AP) e la multi-link operation. Queste innovazioni non solo migliorano l’esperienza utente, ma potenziano anche la connettività di dispositivi in ambienti Internet of Things (IoT), garantendo una comunicazione più fluida e affidabile tra un numero crescente di dispositivi connessi.
I due astronauti bloccati sulla Iss fanno la prima passeggiata spaziale insieme
È iniziata verso le ore 14,00 italiane la seconda attività extraveicolare del 2025 sulla Stazione spaziale internazionale: protagonisti gli astronauti della Nasa Sunita Williams, attualmente al comando della base, e Butch Wilmore.
Dopo otto mesi di permanenza forzata nello spazio, sono tornati a lavorare insieme anche all’esterno della Iss i due astronauti arrivati nel giugno 2024 a bordo della navetta Starliner della Boeing che, per motivi di sicurezza, è stata fatta rientrare senza equipaggio. Da allora sono in attesa del loro volo di rientro sulla Terra.
Williams e Wilmore sono usciti per scollegare una parte dell’apparecchiatura destinata alla comunicazione e raccogliere campioni alla ricerca di microrganismi.
La ‘spacewalk’ numero 274 nella storia della Iss è la decima per Williams, che ne ha fatta un’altra il 19 gennaio con il collega Nick Hague, e la quinta per Wilmore.
Al momento della pubblicazione, la “passeggiata” è ancora in corso e dovrebbe durare circa 6 ore e mezzo.
Nei giorni scorsi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espressamente chiesto di riportare a casa il prima possibile i due astronauti. Il loro ritorno, programmato da tempo, è previsto con l’arrivo a bordo del prossimo equipaggio, la Crew 10, che darà il cambio alla Crew 9 di cui Williams e Wilmore fanno parte.
Ue, Urso: “Con Bussola finalmente approccio pragmatico, massimo sforzo perché UE cambi davvero”
Oggi a Bruxelles confronto con il Commissario UE per la mobilità sostenibile, Apostolos Tzitzikostas
“Finalmente un approccio pragmatico, con una visione strategica in cui emerge il principio della neutralità tecnologica. È un buon viatico ma la partita è appena iniziata e decisivo sarà il dialogo strategico sull’automotive che il commissario Tzitzikostas avvierà domani con tutti gli stakeholder del settore, in vista del Clean Industrial Deal. Massimo sforzo perché l’Europa cambi davvero”.
È quanto ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al termine del confronto con il Commissario UE per la mobilità sostenibile, Apostolos Tzitzikostas, commentando la Bussola della Competitività presentata oggi dalla Commissione Europea.
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Piano Bul, Open Fiber completa il cantiere Friuli Venezia Giulia
Il Friuli Venezia Giulia si unisce al Molise come seconda regione italiana a completare il Piano Banda Ultra Larga (Bul), segnando un passo cruciale verso l’eliminazione del digital divide nelle aree meno servite del Paese. L’annuncio è stato fatto da Open Fiber, Infratel Italia e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che hanno collaborato al progetto ambizioso di copertura in fibra ottica Ftth (Fiber To The Home) di 181 piccoli comuni. Questo progetto, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e gestito da Infratel Italia, è parte di un piano nazionale per dotare oltre 6000 comuni italiani delle aree bianche di connettività ultraveloce.
Nei 181 comuni inclusi nel piano Bul del Friuli Venezia Giulia, Open Fiber ha costruito più di 3000 km di fibra ottica, collegando circa 160.000 unità immobiliari e oltre 800 sedi della Pubblica Amministrazione, tra cui scuole, ospedali, ambulatori, uffici comunali, biblioteche e stazioni di forze dell’ordine. Questo progetto è stato significativamente coadiuvato dalla Regione, che ha investito nella Rete Pubblica Regionale (Rpr), una dorsale di fibra ottica che connette più di 1300 sedi pubbliche.
Estensione ad altre scuole e sedi pubbliche
“Questo importante risultato è stato possibile grazie soprattutto agli investimenti della Regione che ha realizzato sul proprio territorio la Rpr, una rete in fibra ottica che, con 1.600 Km di dorsale e oltre 500 Km di rete di accesso nelle città e nelle zone industriali, connette più di 1.300 sedi pubbliche – afferma Sebastiano Callari, Assessore regionale al patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi -. Quest’anno si concluderà un intervento da 18,4 ML di euro che estende la Rpr a ulteriori 191 sedi scolastiche e 287 sedi di pubblica amministrazione e sanità. La disponibilità della Rpr ha permesso quindi a Open Fiber e al Mimit di intervenire in modo complementare all’infrastruttura di dorsale regionale esistente partendo proprio dai territori più fragili.”
“Il Piano Bul nasce per fornire ai cittadini di borghi e piccoli paesi la stessa possibilità di connettersi che hanno a disposizione gli abitanti delle grandi città – aggiunge Giuseppe Gola, Amministratore Delegato di Open Fiber – . È il valore sociale della fibra ottica, e siamo orgogliosi di celebrare oggi questo traguardo in una Regione da sempre attenta alla digitalizzazione. Ora l’obiettivo è far sì che la nuova rete FTTH venga il più possibile utilizzata, per migliorare la vita dei cittadini e agevolare lo sviluppo delle imprese del territorio”.
Prosegue il piano “Italia a 1 Giga”
Open Fiber continua il suo impegno nel piano “Italia a 1 Giga”, finanziato dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), con l’obiettivo di portare la fibra Ftth a circa 46.000 civici entro giugno 2026. Nelle città di Udine, Pordenone e Gemona del Friuli, l’azienda ha già cablato 67.000 unità immobiliari con un investimento privato di oltre 24 milioni di euro. Questo sforzo complessivo sottolinea l’importanza della connettività come motore di inclusione e sviluppo per il Friuli Venezia Giulia e per l’intero Paese.
IA, il Garante della Privacy blocca DeepSeek per gli utenti italiani con effetto immediato
Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza e con effetto immediato, la limitazione del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e di Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, le società cinesi che forniscono il servizio di chatbot DeepSeek. Il provvedimento di limitazione, adottato a tutela dei dati degli utenti del nostro Paese, fa seguito alla comunicazione delle società ricevuta oggi, il cui contenuto è stato ritenuto del tutto insufficiente.
“Contrariamente a quanto rilevato dall’autorità, le società hanno dichiarato di non operare in Italia e che ad esse non è applicabile la normativa europea” riferisce il Garante che, oltre a disporre la limitazione del trattamento, ha contestualmente aperto un’istruttoria. DeepSeek, ricorda l’autorità italiana, è il software di intelligenza artificiale relazionale, progettato per comprendere ed elaborare le conversazioni umane; introdotto di recente sul mercato mondiale, in pochi giorni è stato scaricato da milioni di persone.
Liang Wenfeng, fondatore di DeepSeek (Wikipedia)
Dopo la scomparsa, ieri, dell’app dai negozi digitali di Apple e Google in Italia, DeepSeek viene quindi ufficialmente bloccato dal Garante della Privacy. Intanto, un gruppo di ricercatori americani di Wiz ha scoperto un bug (una falla), poi riparato, che ha esposto milioni di informazioni sensibili. Il bug è stato corretto dopo la segnalazione all’azienda cinese, ma non è noto se i dati sono finiti nelle mani di potenziali cybercriminali. I ricercatori hanno individuato un database, ClickHouse, collegato a DeepSeek, accessibile da remoto senza autenticazione. Conteneva oltre un milione di informazioni sulla cronologia delle chat, informazioni sull’accesso e sulle Api, i programmi usati dagli sviluppatori. La vulnerabilità potrebbe essere stata sfruttata per ottenere privilegi all’interno dell’ambiente di DeepSeek senza nessuna autenticazione o meccanismo di difesa. Attraverso l’interfaccia di ClickHouse era possibile anche esfiltrare password e file direttamente dal server.
Nel nostro Paese l’accesso al sito DeepSeek era ancora possibile ma dopo l’intervento del Garante sarà inaccessibile anche quello. Una vicenda che presenta analogia con il fermo del 2023 di ChatGpt per un mese. Nelle ore in cui la piattaforma cinese ha riacceso la corsa all’intelligenza artificiale, OpenAI, principale rivale dell’IA cinese, ribatte dicendo che il sistema “è sopravvalutato”. Sam Altman, il patron di ChatGpt minimizza l’impatto di DeepSeek: “Hanno fatto un paio di cose buone, ma nel complesso èstata decisamente sopravvalutata. Questo è un modello che ha un livello di capacità che avevamo tempo fa” ha detto intervenendo ad un evento a Washington.
Intanto, il nuovo sistema di intelligenza artificiale è stato messo a confronto da Newsguard, la piattaforma internazionale che monitora la disinformazione online, con altri 10 sistemi di IA più popolari: ha dato risposte inaccurate nell’83% dei casi e ha sfatato affermazioni false solo nel 17%.
Ue, Urso: Bene inserimento revisione Cbam in Bussola, portare avanti revisione regolamento Co2
Incontro a Bruxelles con il Commissario UE per l’Azione per il Clima, Wopke Hoekstra
“Al Commissario Hoekstra ho espresso apprezzamento per l’inserimento nella Bussola della Competitività della revisione del regolamento CBAM, un passo essenziale per salvaguardare le industrie energivore, a partire dalla siderurgia, come previsto nel nostro non-paper.”
È quanto ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al termine dell’incontro con il Commissario UE per l’Azione per il Clima, Wopke Hoekstra, soffermandosi sul non-paper relativo alla revisione del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM), promosso dall’Italia insieme ad Austria, Bulgaria, Grecia e Polonia. Il documento mira a garantire che la decarbonizzazione dei settori ad alta intensità energetica, particolarmente esposti alla concorrenza internazionale – come siderurgia, chimica, alluminio e cemento – sia sostenibile dal punto di vista produttivo, consentendo alle imprese europee di competere ad armi pari con i Paesi extra-UE e contrastando il rischio di delocalizzazione.
“Ho inoltre ribadito al Commissario la necessità di portare avanti la revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂ per i veicoli leggeri, come indicato nel nostro non-paper sul settore automobilistico. È essenziale adottare un approccio complessivo e strategico, evitando soluzioni tampone. Superare il problema delle multe è necessario, ma non è sufficiente”, ha concluso il ministro.
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Tlc, l’Europa adotta la linea Draghi: ecco la “bussola” della nuova competitività
L’Europa si appresta a intraprendere un cammino radicale per rafforzare la sua posizione nel panorama globale delle telecomunicazioni, seguendo le linee guida del rapporto Draghi. Il passaggio fa parte del disegno promosso dalla nuova Bussola della competitività (SCARICA QUI IL DOCUMENTO ORIGINALE), la prima grande iniziativa di questo mandato che fornisce un quadro strategico e chiaro per orientare il lavoro della Commissione.
La Bussola traccia un percorso affinché l’Europa diventi il luogo in cui le tecnologie, i servizi e i prodotti puliti del futuro vengono inventati, fabbricati e immessi sul mercato, diventando al contempo il primo continente a essere neutrale dal punto di vista climatico. Al centro di questo sforzo c’è il Digital Networks Act, che guiderà l’Unione verso una nuova era di competitività e innovazione, incentrata sul potenziamento delle reti digitali.
Reti cruciali per la crescita economica
Negli ultimi due decenni, l’Europa non ha tenuto il passo delle altre grandi economie a causa di un persistente divario nella crescita della produttività. In questo quadro, la Commissione Europea individua nelle reti digitali un fattore cruciale per garantire la crescita economica e la coesione del mercato unico. Il Digital Networks Act punta a rivedere e migliorare le infrastrutture esistenti, con un focus particolare sulla riduzione dei costi di conformità e degli oneri normativi che spesso ostacolano lo sviluppo delle telecomunicazioni.
Incentivi per nuove infrastrutture
Tra le misure principali per le reti, il piano europeo prevede incentivi significativi per la costruzione di nuove infrastrutture digitali, che saranno fondamentali per supportare tecnologie emergenti come l‘Intelligenza Artificiale e l’Internet delle Cose. Queste reti dovranno essere resilienti, capaci di gestire un crescente volume di dati, e pronte per il futuro della connettività 5G e oltre.
Semplificazione delle procedure autorizzative
L’approccio dell’Ue si concentra anche sulla semplificazione delle procedure autorizzative per la costruzione e l’adeguamento delle reti esistenti. Ciò include la revisione di regolamenti obsoleti che frenano l’innovazione e rallentano l’implementazione di tecnologie di rete avanzate. L’obiettivo è creare un ecosistema normativo che faciliti l’espansione delle infrastrutture digitali senza compromettere la sicurezza e l’affidabilità.
Collaborazione pubblico-privato
Un altro pilastro della strategia è la promozione della collaborazione tra Stati membri e operatori del settore privato. Questo approccio collaborativo è essenziale per garantire che le innovazioni tecnologiche possano essere adottate in modo rapido ed efficace, scalando soluzioni che possano beneficiare l’intera Unione.
Focus su gestione dati e sicurezza delle reti
Oltre alle infrastrutture fisiche, il Digital Networks Act si prefigge di affrontare le sfide legate alla gestione dei dati e alla sicurezza delle reti. Ciò comporta investimenti in ricerca e sviluppo per migliorare la capacità delle reti di affrontare minacce cibernetiche sempre più sofisticate, garantendo al contempo la privacy e la protezione dei dati degli utenti.
Attenzione alla sostenibilità delle reti
Infine, il piano dell’Ue include iniziative per promuovere la sostenibilità delle reti digitali, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione. Le reti del futuro non solo saranno più potenti e veloci, ma anche più efficienti dal punto di vista energetico, contribuendo così agli sforzi dell’Unione per diventare il primo continente a impatto…
Un asteroide sta puntando la Terra, le possibilità che la colpisca aumentano
Con il passare dei giorni le osservazioni degli astronomi di tutto il mondo si accumulano e gli specialisti hanno più dati a disposizione per calcolare con precisione l’orbita di 2024 YR4. Secondo le stime attuali, l’asteroide scoperto a fine anno ha una possibilità su 78, pari all’1,28% circa, di colpire la Terra il 22 dicembre 2032. È molto bassa, ma considerando anche che il suo diametro è valutato fra 40 e 100 metri sono state attivate le procedure previste quando una roccia spaziale è ritenuta degna di particolare attenzione.
Innanzitutto sono stati attivati due gruppi di reazione collegati alle Nazioni Unite. Il primo è l’International Asteroid Warning Network, guidato dalla NASA. Il suo compito è coordinare le attività di osservazione e caratterizzazione dell’asteroide. Se necessario, potrebbe anche sviluppare una strategia per assistere i governi mondiali nell’analisi delle conseguenze di un impatto e pianificare le attività di mitigazione. Il secondo è lo Space Mission Planning Advisory Group, guidato dall’ESA. Il suo compito è facilitare lo scambio di informazioni e la cooperazione. Entrambi i gruppi si riuniranno a Vienna, nel corso di un meeting già pianificato in precedenza.
Va sottolineato che una probabilità di impatto dell’1,28% significa che c’è quasi il 99% di possibilità che 2024 YR4 si limiti a passare molto vicino alla Terra senza colpirla. È possibile anche che, come già accaduto in passato, i dati raccolti con ulteriori osservazioni facciano abbassare la percentuale di rischio.
Nello scenario peggiore, si tratta comunque di un asteroide in grado di causare danni a livello locale, come accadde nel 1908 a Tunguska in Siberia. Non c’è il rischio di una catastrofe globale come quando un oggetto di una decina di chilometri di diametro provocò l’estinzione dei dinosauri. Fra le opzioni possibili c’è anche l’organizzazione di una missione di difesa planetaria. Nel 2022 la sonda DART della NASA ha colpito volontariamente un asteroide e ha dimostrato che è possibile deviare dalla sua orbita una roccia spaziale. Insomma: non siamo indifesi.
Hiab: Mimit, prosegue confronto per soluzione industriale e occupazionale
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Individuato advisor per la ricerca di potenziali acquirenti
Prosegue l’interlocuzione tra il Mimit, Hiab e i sindacati per arrivare a una soluzione che preservi l’aspetto industriale e occupazionale dello stabilimento di Statte, dove si producono gru.
Durante l’incontro, che si è svolto a Palazzo Piacentini, alla presenza dell’azienda, dei rappresentanti della Regione Puglia e delle organizzazioni sindacali, è emerso che la produzione nello stabilimento in provincia di Taranto è garantita fino a fine febbraio e che l’azienda ha individuato l’advisor per prendere contatti con potenziali acquirenti interessati a subentrare alla proprietà.
I prossimi passi riguardano l’apertura della procedura di reindustrializzazione (legge 234/21) e la discussione del piano industriale. Le parti hanno concordato che una volta conclusi questi step si terrà un nuovo incontro al Mimit alla presenza anche dell’advisor.











