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Futuro24: innovazioni dal mondo dell’ingegneria
Futuro24: innovazioni dal mondo dell’ingegneria
Dai droni ai pannelli fotovoltaici di nuova generazione, scopriamo i progetti dell’Università di Roma Tor Vergata. In questa puntata anche un organo valdostano che suona da solo
Mimit, Urso inaugura la Casa del Made in Italy di Bolzano
Il Ministro: “Con questo presidio il Mimit rafforza il suo supporto agli imprenditori e alle attività produttive locali”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha inaugurato oggi la Casa del Made in Italy di Bolzano, con sede in Piazza Parrocchia. Alla cerimonia hanno partecipato il vicepresidente della Provincia autonoma di Bolzano, Marco Galateo, il sindaco della città, Renzo Caramaschi, oltre ai rappresentanti delle associazioni di categoria e degli enti locali del territorio.
“Bolzano è tra i territori più significativi sul piano produttivo, grazie anche alla sua vocazione estremamente diversificata, che spazia dal turismo all’industria siderurgica”, ha dichiarato il ministro Urso. “Proprio per questo è particolarmente importante che il Ministero del Made in Italy rafforzi la propria presenza sul territorio attraverso questo presidio, a supporto degli imprenditori e delle attività produttive locali”.
Le Case del Made in Italy nascono per fornire informazioni e assistenza, favorire gli investimenti e sostenere le attività produttive, lo sviluppo e l’occupazione. Tra gli obiettivi, accompagnare il tessuto produttivo italiano nelle sfide dell’internazionalizzazione, dell’innovazione digitale e della transizione green.
Il progetto delle Case del Made in Italy si inserisce nella recente riorganizzazione del Mimit, finalizzata a rendere più efficiente l’azione del Ministero a livello territoriale. Non ha comportato nuove assunzioni, e ha contribuito a ottimizzare l’impiego degli spazi e del personale già in servizio nelle sedi territoriali. In questo contesto, le Case del Made in Italy affiancano gli Ispettorati territoriali del Mimit, già operativi, ampliando le opportunità a supporto di imprese e cittadini.
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Scienza: ecco perché solo alcuni ricordano i sogni
Alcune persone sono in grado di ricordare vividamente al mattino i sogni fino a poterli raccontare nei minimi dettagli, altri, invece, non ne conservano traccia. Il “richiamo dei sogni”, la capacità di svegliarsi con le vicende accadute nel sonno durante la notte ben chiare nella mente, è stato scoperto da ricercatori della Imt School for Advanced Studies Lucca ed è stato descritto in un lavoro su “Communications Psychology”, che esplora i fattori che influenzano e generano questo fenomeno, compreso i tratti individuali e gli schemi del sonno lo modellano.
Tuttavia, le motivazioni per cui alcuni ricordano e altri no, erano ancora incerte fino a oggi. Studi precedenti avevano, ad esempio, scoperto che donne, giovani o persone che hanno la tendenza a sognare a occhi aperti ricordano meglio i sogni notturni, ma questa tesi non sarebbe stata confermata da tutte le ricerche condotte sul tema. Altri studi, infatti, sembrano associare queste capacità a specifici tratti della personalità o a determinate facoltà cognitive, ma anche queste teorie sono state scarsamente accreditate.
Le facoltà oniriche hanno suscitato un nuovo interesse in epoca pandemica e invitato a condurre nuovi studi, tra cui l’attuale realizzato in collaborazione con l’Università di Camerino, condotto negli anni dal 2020 al 2024, che ha coinvolto oltre 200 partecipanti, di età compresa tra 18 e 70 anni, di cui sono stati registrati quotidianamente i sogni per 15 giorni (ciascun partecipante dotato di un registratore, al risveglio, raccontava le esperienze avute nel sonno, le sensazioni e impressioni, ad esempio se avevano la percezione di avere sognato o meno, di aver sognato ma di non ricordare i contenuti del sogno o viceversa di raccontarlo se ne avevano memoria), mentre i dati sul sonno e quelli cognitivi sono stati monitorati tramite dispositivi indossabili e test psicometrici. Per tutta la durata dello studio, i partecipanti hanno anche indossato un actigrafo, un orologio da polso per monitorare la durata, l’efficienza e i disturbi del sonno.
Illustrazione di un sogno (pixabay)
All’inizio e alla fine del periodo di registrazione dei sogni, i partecipanti sono stati sottoposti a test psicologici e questionari che misurano vari fattori, dai livelli di ansia all’interesse per i sogni, dalla propensione a divagare con la mente (la tendenza a spostare frequentemente l’attenzione dal compito in corso verso pensieri non correlati o riflessioni interne), fino ai test di memoria e attenzione selettiva.
Il ricordo dei sogni ha mostrato una notevole variabilità tra gli individui, influenzata da molteplici fattori, ad esempio persone con un atteggiamento positivo verso i sogni e una tendenza a divagare con la mente avevano significativamente più probabilità di ricordarli. Partecipanti più giovani sono risultati maggiormente in grado di ricordare i sogni, rispetto a persone più anziane che spesso sperimentano “sogni bianchi”, cioè la sensazione di aver sognato senza ricordare alcun dettaglio. Ciò suggerisce cambiamenti correlati all’età dei processi di memoria durante il sonno e, inoltre, lo studio ha messo in evidenza variazioni stagionali, con probabilità inferiori di ricordare i sogni durante l’inverno rispetto alla primavera, suggerendo la potenziale influenza di fattori ambientali o circadiani.
“I nostri dati dimostrerebbero che il ricordo dei sogni è un riflesso anche dell’interazione di atteggiamenti personali, tratti cognitivi e dinamiche del sonno – spiega l’autore principale Giulio Bernardi, professore di psicologia generale presso la Imt School – queste intuizioni approfondiscono la nostra comprensione dei meccanismi alla base del sogno e hanno implicazioni per esplorare il ruolo dei sogni nella salute mentale e studiare la coscienza umana”.
“I dati raccolti da questo progetto serviranno come riferimento per futuri confronti con popolazioni cliniche – aggiunge Valentina Elce, ricercatrice presso la Imt School e prima autrice dello studio – permettendo di far progredire la ricerca sulle alterazioni patologiche del sogno e sul loro potenziale valore prognostico e diagnostico”.
Beko: prosegue confronto al Mimit per raggiungimento accordo tra le parti
Il tavolo verrà aggiornato venerdì 14 marzo presso il Ministero
Prosegue il confronto a Palazzo Piacentini per l’accordo quadro sul futuro di Beko Europe tra le strutture del Mimit, l’azienda e le organizzazioni sindacali.
Durante il tavolo tecnico, presieduto dal sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, il Ministero ha ribadito l’impegno primario verso l’acquisizione dello stabilimento di Siena da parte di un nuovo soggetto, punto di partenza necessario per creare le condizioni favorevoli a ricercare un nuovo investitore e quindi avviare un processo di reindustrializzazione del sito toscano. A riguardo il Mimit sta portando avanti, attraverso le strutture competenti, tutte le verifiche di carattere tecnico e giuridico.
Il Ministero continuerà a muoversi nell’ambito del perimetro tracciato fin dall’inizio delle interlocuzioni con le parti, che prevede la continuità produttiva di tutti degli stabilimenti, la tutela occupazionale e nuovi importanti investimenti per l’ammodernamento degli impianti e dei prodotti attraverso anche le risorse che il Governo può mettere a disposizione.
Il tavolo tra le parti verrà aggiornato venerdì 14 marzo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
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Asteroide contro la Terra nel 2032, per la prima volta rischio oltre il 3%
Una possibilità su 32. Sempre bassa, ma per la prima volta al di sopra della soglia del 3%. 3,1 secondo la NASA per essere precisi.
Con l’arrivo di nuovi dati, le probabilità che l’asteroide 2024 YR4 colpisca la Terra il 22 dicembre 2032 stanno leggermente salendo.
Due le premesse d’obbligo: innanzitutto rimane quasi il 97% di possibilità che questo blocco di roccia scoperto a fine dicembre passi senza far danni. In secondo luogo, il suo diametro è stimato fra 40 e 100 metri quindi anche nella peggiore delle ipotesi potrebbe fare grossi danni a livello locale, ma non scatenerebbe una catastrofe globale come ai tempi dell’estinzione dei dinosauri. In quel caso, l’oggetto piovuto dal cielo aveva un diametro molto maggiore, cioè una decina di chilometri.
Fra poche settimane avremo un quadro ancora più chiaro: 2024 YR4 sarà osservato dal telescopio spaziale James Webb, lo strumento più potente a nostra disposizione. Fra le opzioni c’è anche l’allestimento di una missione di difesa planetaria. Una sonda da far schiantare sull’asteroide per deviare la sua orbita. Sembra fantascienza, ma non sarebbe la prima volta. Nel 2022 la NASA ha già fatto un test con la sua missione DART e la tecnica ha funzionato.
Flextronics, Urso: “Piano industriale di FairCap è irricevibile”
Nuovo incontro il 26 febbraio
“Il piano industriale illustrato dalla FairCap è irricevibile, invito l’azienda a presentare al più presto un nuovo, vero programma di sviluppo sostenibile che tuteli produzione e occupazione. Sia ben chiaro: se l’intenzione fosse quella di acquisire per poi chiudere, lo contrasteremo in ogni modo. Vigileremo sul passaggio di proprietà da Flextronics a FairCap, che saranno chiamate a risponderne qualora emergano incongruenze. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità e risponda delle proprie azioni”.
Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso partecipando al tavolo di aggiornamento sulla vertenza Flextronics Manufacturing Srl, azienda di Trieste specializzata nella ricerca, sviluppo e produzione di prodotti elettronici, entrata in crisi dopo il mancato rinnovo del contratto da parte del principale committente.
Alla riunione hanno partecipato anche le strutture tecniche del Mimit, i vertici della nuova proprietà, dei rappresentanti della Regione Friuli-Venezia Giulia, di Confindustria Alto Adriatico e dei sindacati confederali, sia nazionali che locali.
Nel corso dell’incontro, il primo dopo l’ufficialità della cessione del 100 per cento delle quote del sito di Trieste al fondo tedesco FairCap, la nuova proprietà ha presentato le linee guida del piano industriale.
Il Mimit, da parte sua, ha valutato del tutto insufficienti e poco chiare le garanzie fornite nel corso del tavolo da FairCap e ha convocato nuovamente le parti e l’azienda per il 26 febbraio.
In quell’occasione la proprietà sarà chiamata a ripresentare, nel dettaglio, le prospettive di sviluppo delle attività produttive e gli investimenti volti a garantire la piena occupazione dei 347 lavoratori coinvolti nel sito di Trieste.
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I ghiacciai perdono 273 miliardi di tonnellate d’acqua l’anno, pari al consumo umano in 30 anni
Dal 2000 a oggi abbiamo perso ogni anno, solo nei ghiacciai continentali – esclusi quelli Artico e Antartide – 273 miliardi di tonnellate di ghiaccio, una quantità d’acqua pari a quella consumata dall’intera popolazione umana in 30 anni. Sono i dati del grande lavoro internazionale coordinato dal World Glacier Monitoring Service (WGMS) pubblicato sulla rivista Nature.
Lo scioglimento dei ghiacciai in tutto il mondo sta portando a una maggiore perdita di risorse regionali di acqua dolce. E sta causando un innalzamento dei livelli globali del mare a ritmi sempre maggiori.
Separati dalle calotte glaciali continentali in Groenlandia e Antartide, nel 2000 i ghiacciai coprivano un’area di 705.221 km² e conteneva 121.728 miliardi di tonnellate di ghiaccio a livello globale. Da allora, i ghiacciai hanno perso circa il 5% del loro ghiaccio a livello globale e, a livello regionale, tra il 2% nelle isole antartiche e subantartiche e il 39% nell’Europa centrale.
Ogni anno, i ghiacciai hanno perso 273 miliardi di tonnellate di ghiaccio, con un aumento del 36% dalla prima (2000-2011) alla seconda (2012-2023) metà del periodo. La perdita di massa dei ghiacciai è circa il 18% maggiore della perdita della calotta glaciale della Groenlandia e più del doppio di quella della calotta glaciale antartica.
Per il nuovo studio, un team di ricerca internazionale sotto il coordinamento del WGMS, ospitato presso l’Università di Zurigo (UZH) in Svizzera, ha eseguito il cosiddetto Glacier Mass Balance Intercomparison Exercise (GlaMBIE).
La comunità di ricerca ha raccolto, omogeneizzato, combinato e analizzato i cambiamenti della massa dei ghiacciai da diversi metodi di osservazione sul campo e satellitari. Il team ha quindi confrontato e combinato i risultati dei diversi metodi in una serie temporale annuale dei cambiamenti della massa dei ghiacciai per tutte le regioni glaciali del mondo dal 2000 al 2023. I ricercatori hanno compilato 233 stime dei cambiamenti della massa dei ghiacciai regionali da circa 450 contributori di dati organizzati in 35 team di ricerca.
Scioglimento dei ghiacciai mondiali negli ultimi 20 anni (Esa)
“Combinando i vantaggi dei diversi metodi di osservazione, GlaMBIE fornisce non solo nuove intuizioni sulle tendenze regionali e sulla variabilità anno dopo anno. Abbiamo anche potuto identificare le differenze tra i metodi di osservazione, il che rappresenta un’opportunità per comprendere meglio e migliorare le stime future”, afferma Michael Zemp, professore UZH presso il Dipartimento di Geografia, che ha guidato lo studio.
Risorse regionali di acqua dolce in calo, innalzamento dei livelli globali del mare. Dal 2000 al 2023, la perdita di massa globale dei ghiacciai ammonta a 6.542 miliardi di tonnellate. Questa perdita ha contribuito per 18 mm all’innalzamento del livello globale del mare a un tasso annuo di 273 miliardi di tonnellate o 0,75 millimetri all’anno. Con questo, i ghiacciai sono attualmente il secondo maggiore contributore all’innalzamento del livello globale del mare, dopo il riscaldamento dell’oceano e prima dei contributi della calotta glaciale della Groenlandia, dei cambiamenti nell’immagazzinamento delle acque terrestri e della calotta glaciale antartica.
Inoltre, lo scioglimento dei ghiacciai comporta la perdita di risorse regionali di acqua dolce. “Per mettere tutto questo in prospettiva, i 273 miliardi di tonnellate di ghiaccio persi in un solo anno equivalgono a ciò che l’intera popolazione mondiale consuma in 30 anni, ipotizzando tre litri a persona al giorno”, afferma Zemp.
Golubin Glacier, Kyrgyzstan, 2012 (Esa)
“I ghiacciai sono risorse vitali di acqua dolce, soprattutto per le comunità locali dell’Asia centrale e delle Ande centrali, dove i ghiacciai dominano il deflusso durante le stagioni calde e secche”, afferma la glaciologa dell’UZH Inès Dussaillant, coinvolta nelle analisi GlaMBIE.
“Ma quando si tratta di innalzamento del livello del mare, le regioni artiche e antartiche con le loro aree glaciali molto più grandi sono i protagonisti principali. Quasi un quarto del contributo dei ghiacciai all’innalzamento del livello del mare proviene dall’Alaska”, aggiunge.
Il presente studio segna un’importante pietra miliare per l’Anno internazionale della conservazione dei ghiacciai nel 2025 e il Decennio di azione per le scienze criosferiche (2025-2034) dichiarato dalle Nazioni Unite.
GlaMBIE fornisce una nuova base di osservazione per studi futuri, consentendo proiezioni migliorate delle risorse di acqua dolce e dell’innalzamento del livello del mare. “Le nostre osservazioni e i recenti studi di modellazione indicano che la perdita di massa dei ghiacciai continuerà e forse accelererà fino alla fine di questo secolo”, afferma Samuel Nussbaumer, glaciologo dell’UZH e project manager di GlaMBIE.
“Ciò sostiene la richiesta del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici di azioni urgenti e concrete per ridurre le emissioni di gas serra e il riscaldamento associato per limitare l’impatto dello spreco di ghiacciai sui rischi geologici locali, sulla disponibilità regionale di acqua dolce e sull’innalzamento globale del livello del mare”, conclude.
Civitavecchia: al via consultazione Mimit per la reindustrializzazione dell’area
Urso: “con le imprese per lo sviluppo del territorio”
Al via la consultazione pubblica per la riconversione e la reindustrializzazione dell’area dell’ex centrale Enel a carbone di Torrevaldaliga Nord del porto di Civitavecchia: sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato pubblicato un invito a manifestare interesse rivolto agli imprenditori interessati a presentare progetti per la definizione di un piano di sviluppo del sito e delle aree limitrofe. Un percorso che ricalca quello già avviato, nei giorni scorsi, per l’area dell’ex centrale a carbone del porto di Brindisi.
L’iniziativa, promossa dal Comitato per il coordinamento del phase-out della centrale Enel a carbone di Civitavecchia presieduto dal Mimit, mira a garantire la massima trasparenza sul lavoro in corso, svolto in modo condiviso e concertato tra tutti i soggetti istituzionali e locali coinvolti. L’obiettivo è definire un piano complessivo per l’intera area di Civitavecchia, con investimenti strategici capaci di assicurare la riconversione e lo sviluppo economico e sociale a lungo termine, da formalizzare poi attraverso un accordo di programma.
Gli imprenditori interessati potranno presentare le proprie manifestazioni di interesse, allegando la documentazione utile a focalizzare i progetti, entro la mezzanotte del 28 aprile 2025. Le proposte verranno condivise dal Mimit con i Componenti del Comitato. Nel valutare le manifestazioni di interesse, meramente esplorative, il Comitato terrà conto della coerenza e compatibilità delle proposte con gli investimenti previsti, con particolare attenzione alla sostenibilità e agli aspetti ambientali.
“L’avvio della consultazione pubblica rappresenta un’importante opportunità nel percorso di phase-out della centrale Enel di Civitavecchia, per delineare con le imprese una visione chiara e condivisa per la riqualificazione e lo sviluppo dell’intero territorio. Vogliamo garantire la massima trasparenza anche su questi progetti, in piena coerenza con il modus operandi del Mimit fondato sul principio del confronto con tutte le parti coinvolte”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“Insieme al Comitato e alle istituzioni locali ci adopereremo affinché le proposte formulate dalle imprese si trasformino in volano di sviluppo mirato a garantire la riconversione e reindustrializzazione di un’area strategica per il Paese per trasformare una crisi in opportunità per il territorio”, ha sottolineato il sottosegretario alle crisi d’impresa del Mimit, Fausta Bergamotto.
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Halo, il modulo abitativo italiano è pronto ad andare sulla Luna
Il ritorno sulla Luna parte con un programma coraggioso e innovativo, la costruzione di una stazione attorno al nostro satellite, il modulo abitativo “Halo”.
Si tratta, come spiega Annamaria Piras, Halo Program Manager Thales Alenia Space, di una stazione autonoma, abitabile, dove naturalmente sarà possibile eseguire esperimenti sulle radiazioni, sulla lunga permanenza, ma soprattutto un punto di partenza per arrivare periodicamente alla Luna. Si parte nel 2027.
Sanremo: presentato all’Ariston il francobollo per la 75ª edizione del Festival
Urso: “traguardo significativo per un festival che incarna il connubio tra la canzone italiana e la città di Sanremo”
Presentato nella Sala Stampa del Teatro Ariston il francobollo celebrativo della 75ª edizione del Festival della Canzone italiana di Sanremo.
Alla cerimonia di emissione e annullo filatelico, presieduta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, sono intervenuti l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, e il sindaco di Sanremo, Alessandro Mager.
L’emissione filatelica ordinaria, appartenente alla serie “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”, celebra questo importante traguardo del Festival, che non è solo uno degli eventi più seguiti del panorama musicale e televisivo nazionale e internazionale, ma anche un simbolo culturale capace di unire generazioni di artisti e ascoltatori. Un appuntamento che continua a scrivere la storia del nostro Paese, contribuendo allo sviluppo economico e turistico di Sanremo e dell’intera Liguria e in generale alla percezione del Made in Italy nel mondo.
“Abbiamo deciso di celebrare questo traguardo significativo del Festival di Sanremo con una emissione dedicata nel Piano Filatelico nazionale – ha affermato il ministro Adolfo Urso a margine della cerimonia -, un tassello imprescindibile del mosaico della memoria collettiva del nostro Paese. Questo Festival incarna il connubio indissolubile tra la canzone italiana e la città di Sanremo, unendo identità e innovazione, caratteristiche che rappresentano da sempre la forza del nostro Made in Italy apprezzato in tutto il mondo”.
“Celebrare questo traguardo, in un momento in cui il Festival ha raggiunto ascolti da record, ben oltre le più rosee aspettative, conferma la bontà della nostra scelta”, ha concluso il Ministro.
La vignetta del francobollo riproduce il logo del 75° Festival della canzone italiana, incorniciato nella parte inferiore da fiori tipici della città di Sanremo e, in quella superiore, da note stilizzate che richiamano il suo storico Festival.
Il bozzetto è stato realizzato dalla Rai, Direzione Comunicazione. Il francobollo, con indicazione tariffaria B, è stato prodotto in 204.000 esemplari dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e verrà distribuito da Poste Italiane.
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