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Brovedani: Mimit esclude ogni ipotesi chiusura sito Modugno. Urso, “al lavoro per soluzione industriale e occupazionale”

Brovedani: Mimit esclude ogni ipotesi chiusura sito Modugno. Urso, “al lavoro per soluzione industriale e occupazionale”

Nuovo tavolo il 29 settembre

Primo tavolo al Mimit dedicato al gruppo Brovedani, attivo nella produzione di componenti meccanici e linee di automazione industriale, che conta circa 250 dipendenti a San Vito al Tagliamento (Pordenone) e 50 a Modugno (Bari), convocato per fare il punto sullo stabilimento pugliese, dove la perdita delle commesse ha determinato una situazione di difficoltà.

“Abbiamo ritenuto necessario intervenire tempestivamente per dare una risposta industriale e occupazionale efficace. La nostra attenzione verso la Puglia è concreta e lo dimostra il lavoro svolto negli ultimi mesi sulle vertenze AC Boilers e Hiab, avviate a positiva soluzione con nuove prospettive di sviluppo”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “Anche sulla Brovedani, in stretto raccordo con azienda e sindacati, lavoreremo per individuare la migliore prospettiva per il rilancio del sito e garantire la continuità produttiva”, ha aggiunto.

Nel corso dell’incontro, il Mimit ha escluso ogni ipotesi di chiusura del sito pugliese, condividendo con tutte le parti coinvolte la necessità di individuare una prospettiva industriale capace di garantirne il rilancio e la salvaguardia dei lavoratori.

Nei prossimi giorni saranno approfondite le misure di sostegno al reddito più idonee a tutelare i lavoratori interessati, mentre proseguirà il confronto per definire le condizioni necessarie a dare continuità all’attività produttiva.

Le parti torneranno a riunirsi il prossimo 29 settembre per fare il punto sulle percorso avviato. Il Ministero continuerà a seguire da vicino la vicenda, in stretto raccordo con azienda e sindacati, per accompagnare lo stabilimento di Modugno verso una prospettiva di sviluppo.

 

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Maiani: “Lavoriamo per non far fuggire i nostri cervelli all’estero”

Maiani: “Lavoriamo per non far fuggire i nostri cervelli all’estero”

Luciano Maiani è uno dei più importanti fisici delle particelle, protagonista della ricerca internazionale e tra gli artefici del modello standard, noto per aver previsto il quark “charm” e per aver guidato il CERN nei suoi anni decisivi. 

E’ intervenuto alla  World Tech Conference 2026, un appuntamento organizzato da Micromegas Comunicazione che richiama scienziati di fama internazionale, grandi gruppi industriali, Big Tech e istituzioni.

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DAZN MyClubPass: abbonamento squadra del cuore in Serie A

DAZN MyClubPass: abbonamento squadra del cuore in Serie A

Per tutti i tifosi di calcio è disponibile il DAZN MyClubPass, piano di DAZN dedicato a chi vuole seguire una sola squadra di Serie A. L’abbonamento copre l’intera stagione e consente di guardare le partite del club scelto.

La formula si rivolge ai tifosi che non necessitano dell’intero catalogo DAZN.

La scelta della squadra avviene durante l’attivazione dell’abbonamento proposto da DAZN e non può essere modificata successivamente.

MyClubPass di DAZN, due formule per il pagamento

L’offerta di DAZN prevede un contratto annuale, con due modalità di pagamento.

  • La prima distribuisce il costo su base mensile attraverso pagamenti ricorrenti.
  • La seconda richiede un unico versamento per l’intera stagione e prevede un prezzo scontato.

Il vantaggio economico riguarda la possibilità di ottenere uno sconto scegliendo il pagamento annuale anticipato: sono 329 euro contro 359,88 euro.

Formula Prezzo Durata Pagamento
Annuale dilazionata 29,99€ 12 mesi Ogni mese
Annuale in unica soluzione 329€ 12 mesi Unico pagamento

Una volta completata la scelta, il club rimane associato all’abbonamento per tutta la stagione. Non è prevista la disdetta anticipata.

Come funziona lo streaming su due dispositivi

Sul fronte tecnico, MyClubPass di DAZN consente la visione contemporanea su fino a due dispositivi. Lo streaming funziona attraverso un solo indirizzo IP, secondo la stessa regola prevista dal piano DAZN Full.

La configurazione permette quindi di utilizzare contemporaneamente due dispositivi, mantenendo il vincolo relativo alla connessione IP. Si tratta di un elemento da considerare soprattutto nelle situazioni in cui più persone utilizzano l’abbonamento nello stesso momento.

Come scegliere la squadra del cuore con MyClubPass

L’attivazione parte dalla selezione di MyClubPass tra le formule disponibili. Successivamente occorre utilizzare il comando dedicato alla scelta del club.

La piattaforma mostra una griglia con le squadre di Serie A, accompagnate dai rispettivi loghi e nomi. Dopo la conferma, la selezione diventa definitiva per la stagione.

Nella schermata di riepilogo, dove disponibile, compaiono il logo della squadra, la conferma del pagamento e il calendario delle prossime partite. Il comando “Esplora” conduce alla pagina dedicata al club.

Come attivare l’offerta

MyClubPass può essere attivato via web, smartphone e TV. L’accesso passa dai banner o dai pop-up presenti nelle pagine dedicate alle squadre di Serie A.

L’offerta resta disponibile soltanto all’inizio della stagione. Chi sceglie MyClubPass deve quindi valutare subito il club da associare all’abbonamento.

Il piano non include automaticamente tutti i contenuti disponibili su DAZN. Per accedere al catalogo completo è necessario passare a DAZN Full o DAZN Family.

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Mimit: sei nuovi francobolli per le eccellenze produttive italiane

Mimit: sei nuovi francobolli per le eccellenze produttive italiane

Urso: “Celebriamo imprese che hanno costruito la storia del Made in Italy” 

Sono stati presentati al Mimit sei nuovi francobolli della serie “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy” dedicati alle imprese simbolo della produzione storica italiana Birra Forst, Eureka – macinacaffè, Ferrero, Oro Saiwa, Patatine San Carlo e Saquella caffè.

Alla cerimonia hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il sottosegretario di Stato con delega alla filatelia, Fausta Bergamotto, il responsabile Prodotti Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Luca Sciascia e il responsabile filatelia di Poste Italiane, Giovanni Machetti.

“Le imprese oggi celebrate hanno costruito negli anni la storia del Made in Italy, che ovunque viene riconosciuto e esaltato non come un luogo di produzione, ma come uno stile, una cultura produttiva che i prodotti di eccellenza, riconosciuti come tali dai consumatori mondiali, dimostrano ogni giorno nei mercati. Ringrazio queste aziende per quello che hanno fatto e per quello che hanno fatto prima di loro le altre generazioni che hanno costruito questa storia di impresa e per quello che con i lavoratori fanno ogni giorno per esaltare il sistema Italia“, ha dichiarato il ministro Urso nel chiudere i lavori della cerimonia.

“Questi francobolli celebrano alcune delle grandi eccellenze italiane: imprese, prodotti e marchi che hanno saputo portare la qualità e il saper fare Italiano oltre i confini nazionali. Sono realtà che raccontano un’Italia capace di creare valore e distinguersi nel mondo, diventando ambasciatrici della nostra identità“, ha detto il sottosegretario Bergamotto.

All’evento erano presenti, in rappresentanza delle imprese alle quali sono stati dedicati i francobolli, Cellina von Mannstein (Birra Forst), Filippo Conti (Eureka – macinacaffè), Marco Brambilla, (Ferrero), Lorenza Cipollina (Oro Saiwa), Valentina Maglio (Patatine San Carlo) e Ilaria Saquella (Saquella caffè).

Le vignette dei francobolli, stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in rotocalcografia, rappresentano:

  • per Birra Forst il bicchiere FORST Kronen, con logo e stemma integrati nella caratteristica forma “a farfalla”. Sullo sfondo, la silhouette delle montagne richiama il legame dell’azienda con il proprio territorio. Completano il francobollo la legenda “DAL 1857” e la scritta “ITALIA”
  • per Eureka – macinacaffè una reinterpretazione del macinacaffè Eureka ‘Mignon’. Sullo sfondo, un intreccio di forme geometriche dai colori vivaci crea movimento e profondità e sulla sinistra spicca il logo Eureka. Completano il francobollo la legenda “MACINACAFFÈ” e la scritta “ITALIA”
  • per Ferrero una composizione grafica in si fondono forme, ingredienti e palette cromatiche riconducibili ad alcuni prodotti iconici Ferrero. Al centro spicca il logo dell’azienda. Completano il francobollo la legenda “DAL 1946″ e la scritta “ITALIA”
  • per Oro Saiwa il marchio Oro Saiwa con sfondo giallo e grafica rossa. Completa il francobollo la scritta “ITALIA”
  • per Patatine San Carlo il marchio San Carlo accompagnato dalla famosa patatina “classica”. La composizione riporta la data 1936, anno di fondazione dell’azienda. Completano il francobollo la legenda “DAL 1936” e la scritta “ITALIA”
  • per Saquella caffè il logo storico rivisitato di caffè Saquella e la dicitura “TORREFATTORI IN PESCARA” con l’anno di fondazione. Completano il francobollo le legende “TORREFATTORI IN PESCARA” e “DAL 1856” e la scritta “ITALIA”.

 

Galleria fotografica

Roma, 3 settembre 2026

Il ministro Urso

Roma, 3 settembre 2026

Il sottosegretario Bergamotto

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

Roma, 3 settembre 2026

Un momento della cerimonia

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Sovranità dei dati, i data center puntano all’orbita

Sovranità dei dati, i data center puntano all’orbita

La pressione su energia e territorio sta trasformando l’orbita in una nuova opzione per l’infrastruttura di calcolo. L’aumento della domanda legata all’intelligenza artificiale, insieme alla difficoltà di reperire potenza elettrica e nuovi siti per i grandi campus, sta alimentando l’interesse verso i data center spaziali, sistemi in grado di sfruttare l’energia solare e di collocare capacità computazionale al di fuori dei tradizionali poli terrestri.

Una prospettiva che il Boston Consulting Group analizza nello studio Space-Based Data Centers: More Than Hype, but Not a Revolution. Il punto di partenza è un mercato ancora agli inizi, ma nel quale la fase puramente concettuale sta lasciando spazio ai primi progetti concreti. Secondo BCG, i data center orbitali potrebbero raggiungere una maturità tecnica sufficiente per una diffusione su larga scala nell’arco di cinque-dieci anni. Il loro ruolo, tuttavia, sarà soprattutto complementare rispetto alle infrastrutture a terra.

Una nuova infrastruttura per la crescita dell’intelligenza artificiale

Il fattore che alimenta l’interesse è innanzitutto la crescita del fabbisogno computazionale. I data center terrestri devono confrontarsi con disponibilità limitata di terreni, reti elettriche sotto pressione, tempi lunghi per le connessioni alla rete e una domanda di energia destinata ad aumentare insieme alla diffusione dell’AI. In orbita, almeno sulla carta, alcuni di questi vincoli cambiano radicalmente: l’energia solare è ampiamente disponibile e la capacità può essere distribuita attraverso costellazioni di satelliti.

Il settore ha già superato la fase dei soli studi teorici. BCG ricorda che il primo satellite commerciale destinato a funzionare come data center è stato lanciato alla fine del 2025, mentre diversi operatori hanno depositato piani che, complessivamente, riguardano oltre un milione di satelliti. La Cina ha inoltre annunciato l’obiettivo di costruire uno “space cloud” entro il 2030.

Il nodo riguarda dunque la capacità di passare dalle dimostrazioni tecnologiche a infrastrutture affidabili, replicabili e sostenibili sul piano economico. Per valutare questo passaggio, BCG utilizza la scala Technology Readiness Level (TRL) della Nasa, che misura il livello di maturità delle tecnologie, individuando sei aree critiche: lancio, raffreddamento, batterie, resistenza alle radiazioni, connettività e manutenzione in orbita.

Il costo dei lanci può scendere rapidamente

Il primo ostacolo è il trasporto della capacità computazionale nello spazio. Agli attuali costi, stimati da BCG attorno a 1.500 dollari per chilogrammo, portare in orbita una capacità di calcolo equivalente a 1 GW richiederebbe circa 30 miliardi di dollari. Una cifra incompatibile con una diffusione massiva.

Questo parametro potrebbe però migliorare più velocemente degli altri. Il rapporto ipotizza una riduzione del costo fino a circa 100 dollari al chilogrammo, grazie a sistemi di lancio ad alta capacità e completamente riutilizzabili, come Starship di SpaceX, insieme all’aumento della frequenza dei voli e alle economie di scala. Il livello di maturità della tecnologia di lancio viene già indicato a TRL 8, con la possibilità di raggiungere il livello 9, quello della piena operatività, entro due anni.

Più complesso è il problema termico. Nel vuoto il calore deve essere disperso attraverso grandi radiatori: un satellite da 100 kW richiederebbe oggi una superficie radiante di circa 400 metri quadrati. Materiali più leggeri e sistemi di raffreddamento…

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Electrolux: Urso sente governatori Regioni interessate

Electrolux: Urso sente governatori Regioni interessate

 Martedì 8 settembre incontro al Mimit

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha avuto oggi un confronto telefonico con i presidenti delle Regioni interessate dalla vertenza Electrolux — Marche, Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli- Venezia Giulia e Veneto — ai quali ha illustrato lo stato delle trattative con l’azienda, anche alla luce del confronto con le organizzazioni sindacali al Mimit.

Nel corso del colloquio, Urso ha concordato con i governatori un incontro in videocollegamento al Mimit per martedì 8 settembre, con l’obiettivo di proseguire il confronto e rafforzare il coordinamento tra Governo e territori sulla vicenda.

È stato inoltre fatto il punto anche sull’iter del non paper promosso dal Governo italiano, con cui si sollecita la Commissione europea ad adottare misure urgenti a tutela della produzione di elettrodomestici in Europa.

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Addio ad Antonino Cattaneo, presidente EBRI: aprì nuove strade per le terapie contro l’Alzheimer

Addio ad Antonino Cattaneo, presidente EBRI: aprì nuove strade per le terapie contro l’Alzheimer

Lutto alla Scuola Normale di Pisa per l’improvvisa scomparsa, oggi mentre era in visita a Milano, del neuroscienziato Antonino Cattaneo, tra i più importanti studiosi dell’Alzheimer.
Era presidente dell’Ebri (European Brain research institute), l’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita Levi Montalcini e dal 2008 al 2024 professore ordinario di Fisiologia e direttore del Laboratorio di biologia della Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui era stato anche allievo del corso di Perfezionamento. 

La ricerca scientifica e la lotta all’Alzheimer

Autore di oltre 200 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali, si spiega in una nota, Cattaneo ha condotto ricerche con scoperte pionieristiche e metodi innovativi che hanno aperto nuovi campi. Ha dato contributi fondamentali ai campi delle neurotrofine e della malattia di Alzheimer, così come al campo degli anticorpi ricombinanti. I suoi lavori sono alla base di approcci terapeutici innovativi per l’Alzheimer attualmente in fase di sviluppo verso la sperimentazione clinica.

La formazione accademica: da Roma a Cambridge

Nato a Pisa il 6 settembre 1954, si era trasferito a Roma, città in cui viveva, laureandosi nel 1976 in biofisica all’Università Sapienza di Roma, con il professor Mario Ageno, considerato il padre della biofisica. A Pisa era ritornato per il dottorato di ricerca conseguito alla Scuola Normale Superiore nel 1980, con uno studio sulla codifica delle informazioni visive da parte delle cellule della corteccia visiva. 

Ha poi lavorato come postdoc e poi come ricercatore con il Premio Nobel Rita Levi Montalcini all’Istituto di Neurobiologia del Cnr a Roma, e successivamente con Cesar Milstein (altro Premio Nobel) al Mrc Laboratory of molecular biology di Cambridge in Inghilterra. Dal 1991 al 2008 è stato ordinario di Biofisica alla Scuola Internazionale di studi superiori avanzati (Sissa) di Trieste, dove è stato direttore di Dipartimento dal 1991 al 1995 e vicedirettore della Sissa dal 1996 al 2001. Dal 2008 era tornato alla Normale come professore ordinario di Fisiologia e direttore del Laboratorio di biologia Bio@Sns, fino al pensionamento avvenuto nel 2023. È stato anche insignito di numerosi riconoscimenti e premi scientifici, tra cui il Premio Domenico Marotta dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, la Medaglia W. Jansenius della Accademia Slovacca delle Scienze ed il Premio Internazionale G. Tartufari per la Biologia dall’Accademia nazionale dei Lincei. 

Cordoglio della Scuola Normale che ricorda, oltre all’indiscusso valore scientifico, anche la grande umanità, gentilezza e sensibilità di Cattaneo.
 

 

Il ricordo dei colleghi dell’EBRI 

Tutti i collaboratori dell’EBRI lo ricordano per il suo alto valore scientifico, per la sua profonda umanità, per la sua sensibilità.

“Se ne va uno scienziato visionario, capace di anticipare il futuro della ricerca e di costruire ponti tra discipline diverse – affermano i ricercatori dell’EBRI – ma la grandezza di Antonino non risiedeva soltanto nelle sue intuizioni scientifiche. Era un maestro autentico. Discutere un esperimento, immaginare una nuova ipotesi, prendere un gesso e disegnare sulla lavagna il percorso per dimostrarla. Ha formato generazioni di scienziati, insegnandoci il valore della curiosità, del dubbio, del rigore e della libertà di pensiero. Ognuno di noi conserva il ricordo della sua straordinaria generosità intellettuale, della sua capacità di ascoltare e del suo entusiasmo contagioso. La sua eredità continuerà a vivere nei laboratori che ha contribuito a costruire, nei ricercatori che ha formato, nei progetti che ha ispirato, nelle idee che continueranno a generare nuove scoperte e, soprattutto, nei pazienti che un giorno potranno beneficiare dei risultati delle sue intuizioni scientifiche che lui ha avuto il coraggio di perseguire”.

“Ho avuto l’onore ed il privilegio di lavorare a stretto contatto con lui negli ultimi anni – ricorda il Direttore Generale dell’EBRI Libero Massimo Candreva – È stata un’esperienza straordinaria, tanto sul piano professionale quanto su quello umano. Il suo esempio, la sua visione e il suo approccio multidisciplinare hanno rappresentato per tutti noi una fonte continua di insegnamento e di crescita. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme, difficile da colmare, e rappresenta una perdita prematura che ci addolora profondamente. Al tempo stesso, sentiamo forte la responsabilità di custodire e valorizzare quanto ci ha trasmesso, continuando a portare avanti con serietà, passione e dedizione il lavoro e i principi in cui ha sempre creduto”.

“Grazie Antonino. Per noi è stato un immenso privilegio poter lavorare, imparare e crescere al tuo fianco. Il modo migliore per onorare la tua memoria sarà continuare il cammino che ci hai indicato: fare scienza con coraggio, con passione e con l’ambizione di migliorare la vita delle persone”.

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Mercato Content delivery network a 42,89 miliardi nel 2030

Mercato Content delivery network a 42,89 miliardi nel 2030

Il mercato globale delle Content delivery network (CDN) è destinato a crescere dai 27,25 miliardi di dollari stimati nel 2025 ai 42,89 miliardi previsti nel 2030, con un tasso medio annuo del 9,5%. Nel 2024 il comparto aveva raggiunto un valore di 24,42 miliardi. E’ quato emerge dal report “Content Delivery Network Market” recentemente pubblicato da MarketsandMarkets.

A sostenere questa espansione è la crescente diffusione di servizi digitali sensibili alle prestazioni e distribuiti su aree geografiche sempre più ampie. Applicazioni, piattaforme multimediali e sistemi aziendali si affidano in misura crescente a infrastrutture cloud e nodi edge collocati vicino agli utenti, con l’obiettivo di ridurre la latenza e assicurare continuità e uniformità nell’erogazione dei contenuti.

Le CDN diventano un pilastro delle infrastrutture digitali

Le piattaforme CDN memorizzano temporaneamente i contenuti nei nodi più vicini agli utenti e instradano il traffico in modo dinamico, sulla base delle condizioni della rete in tempo reale. Un modello che risponde alla crescita dell’accesso attraverso smartphone, smart tv e browser e alle esigenze di servizi come video streaming, commercio elettronico e software as a service.

Le architetture centralizzate basate su un numero limitato di data center risultano sempre meno adeguate a garantire i tempi di caricamento, la disponibilità e l’affidabilità richiesti dalle esperienze digitali. Per questo il ruolo delle CDN si sta estendendo oltre la distribuzione dei contenuti statici, comprendendo il supporto alle applicazioni, la gestione del traffico delle Api (Application programming interface) e le funzioni di sicurezza all’edge della rete.

Questa evoluzione avvicina le CDN al cuore della pianificazione delle infrastrutture digitali, trasformandole da strumenti dedicati all’ottimizzazione delle prestazioni in una componente essenziale per l’erogazione dei servizi online.

Contenuti dinamici e modelli peer-to-peer accelerano

Tra i diversi segmenti analizzati, quello relativo ai contenuti dinamici dovrebbe registrare un tasso medio annuo di crescita del 9,7%, il più elevato nel periodo considerato. Per tipologia di fornitore, le CDN peer-to-peer, che sfruttano le risorse dei dispositivi connessi per distribuire i dati, sono previste in espansione più rapida tra il 2025 e il 2030.

Sul versante applicativo, media e intrattenimento rappresentavano nel 2024 il 27,4% del mercato complessivo. La domanda è alimentata dalla diffusione dello streaming dal vivo, dei contenuti on demand e delle esperienze interattive, che richiedono una distribuzione stabile anche in presenza di picchi improvvisi.

Eventi in diretta, promozioni concentrate in periodi limitati e variazioni nei consumi producono infatti carichi irregolari sulle reti. Le architetture CDN si stanno quindi orientando verso modelli edge che integrano instradamento intelligente, monitoraggio e controlli di sicurezza, così da gestire il traffico e mantenere costante la qualità del servizio.

L’Asia-Pacifico guida la crescita

L’Asia-Pacifico dovrebbe essere la regione più dinamica, con un tasso medio annuo dell’11,3% nel periodo di previsione. L’aumento dei consumi digitali nelle economie emergenti e in quelle più mature, l’espansione della banda larga, la maggiore diffusione degli smartphone e la crescita dello streaming video stanno rafforzando la richiesta di una distribuzione localizzata e affidabile.

Anche le imprese della regione stanno ampliando l’utilizzo dei servizi cloud, con ricadute sulle esigenze di…

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Automotive: 300 mln per la filiera con mini contratti di sviluppo

Automotive: 300 mln per la filiera con mini contratti di sviluppo

Urso: “Nuovo strumento per accompagnare il settore verso la mobilità sostenibile”

Trecento milioni di euro attraverso lo strumento dei mini contratti di sviluppo, sono le risorse che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha disposto a favore delle aziende della filiera dell’automotive con un decreto firmato dal ministro, sen. Adolfo Urso. Il provvedimento segue quanto previsto dal dpcm dello scorso 10 giugno che ha rifinanziato le risorse disponibili del Fondo Automotive, per favorire la transizione verde, lo sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e di riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti.

“Con questo provvedimento diamo a tutte le imprese della filiera uno strumento mirato per continuare a investire nelle tecnologie e nella transizione, accompagnando così il settore in questa fase di trasformazione industriale per rispondere alle esigenze del mercato e tutelare un settore chiave del Made in Italy”, ha dichiarato il Ministro Urso.

Nel dettaglio, i programmi finanziabili devono essere diretti allo sviluppo, all’ingegnerizzazione, al testing e alla produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità, nonché di sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni; allo sviluppo di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura; oppure alla diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Gli investimenti produttivi potranno essere accompagnati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché da percorsi di formazione del personale, questi ultimi nel limite del 10% dell’investimento complessivo.

Per quanto attiene alla ripartizione delle risorse un 60% delle stesse è riservato a iniziative proposte da PMI – di cui un quarto per le sole micro e piccole imprese – mentre un 40% è rivolto a programmi da realizzare in stabilimenti del Mezzogiorno, più specificatamente nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Infine, alle imprese in possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere sono riservate due quote del 10%.

Le agevolazioni saranno concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato e potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili. Le aziende potranno, inoltre, proporre richieste anche in forma congiunta, fino a un massimo di cinque partecipanti. Le domande saranno valutate sulla base dell’ordine cronologico di presentazione, attraverso un’istruttoria articolata in due fasi. La concessione delle agevolazioni verrà deliberata entro 120 giorni dal ricevimento della domanda.

Con successivo decreto direttoriale saranno dettagliate le modalità per le richieste e per la concessione degli incentivi

 

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