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Unidata, primo semestre 2026 all’insegna della crescita

Unidata, primo semestre 2026 all’insegna della crescita

Unidata mette a segno un primo semestre contraddistinto dal segno più. La relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2026, redatta secondo i principi contabili internazionali Ias/Ifrs e approvata dal consiglio di amministrazione, evidenzia infatti ricavi totali consolidati pari a 53,6 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto ai primi sei mesi del 2025 (49,5 milioni). Il primo scorcio dell’anno conferma anche una crescita dei clienti diretti (+5%) rispetto allo scorso esercizio. L’Ebitda risulta pari a 13,1 milioni, con un incremento percentuale simile a quello delle revenue (+8% rispetto ai 12,2 milioni nel primo semestre 2025). L’Ebitda Margin si attesta al 24,5%, in linea con il 24,7% del primo semestre 2025. L’Ebitda Adjusted risulta pari a 13,7 milioni di euro, in linea con la performance dei primi sei mesi dell’esercizio precedente.

Brunetti: “Acceleriamo sui business a maggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto”

“Il primo semestre del 2026 conferma la solidità del percorso di crescita intrapreso da Unidata, con ricavi ed Ebitda in aumento, e la capacità del gruppo di coniugare sviluppo del business e investimenti mirati nelle infrastrutture strategiche.”, commenta Renato Brunetti, presidente e ceo dell’operatore di telecomunicazioni, cloud e servizi IoT, quotato sul mercato Euronext Milan. “Guardiamo alla seconda parte dell’anno con fiducia, proseguendo nell’ampliamento della base clienti e nel rafforzamento delle nostre infrastrutture, ma anche accelerando lo sviluppo dei business a maggiore contenuto tecnologico e valore aggiunto — dal cloud allo smart IoT, dal data center alla cybersecurity — sui quali il gruppo concentra una parte rilevante della propria strategia di crescita futura. In questo percorso, l’avvio dell’operatività di Unicenter con il progetto del green colocation data center Tier IV a Roma rappresenta un passaggio strategico, che rafforza il nostro posizionamento competitivo e pone basi concrete per sostenere la crescita e la creazione di valore nel medio-lungo periodo”.

Gli altri fondamentali e gli investimenti sostenuti nel semestre

I ricavi totali consolidati, pari a come detto a 53,6 milioni, vedono un incremento sia del fatturato da Service (+5%) che di quello da Infrastruttura (+17%). La componente ricorrente si conferma il pilastro del modello di business: 34,5 milioni, pari al 64,3% dei ricavi totali, a conferma della visibilità e della qualità dei flussi del gruppo.

Tra gli altri fondamentali evidenziati nella relazione finanziaria c’è il reddito operativo (Ebit), pari a 7 milioni (+4% rispetto), nonostante un incremento degli ammortamenti legati ai maggiori investimenti effettuati. L’Ebit margin risulta pari al 13% (13,6% nel primo semestre 2025).

Il totale proventi e oneri finanziari ha registrato oneri per 3,7 milioni, in aumento rispetto a oneri per 0,9 milioni nel primo semestre 2025. La variazione riflette per 1,9 milioni il venir meno del provento finanziario non monetario rilevato nel primo semestre 2025 (con un effetto netto sulla voce proventi finanziari pari a 1,8 milioni), coerentemente con quanto richiesto dal principio contabile internazionale Ifrs 9 nell’ambito della rinegoziazione del finanziamento passivo di 50 milioni avvenuta in data 19 giugno 2025. La restante variazione, pari a 0,9 milioni, deriva dal maggior risultato negativo di competenza delle società collegate…

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IGP non-agri, via libera alla Ceramica di Caltagirone come eccellenza artigianale italiana

IGP non-agri, via libera alla Ceramica di Caltagirone come eccellenza artigianale italiana

Salgono a sei le decisioni favorevoli del Mimit

La Ceramica di Caltagirone entra nel percorso verso il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta per i prodotti artigianali e industriali, la cosiddetta IGP non-agri. Il Mimit, sentita la Regione di appartenenza, ha infatti espresso decisione favorevole sulla domanda di registrazione, portando a sei le domande accolte nell’ambito del nuovo sistema europeo di tutela introdotto dal Regolamento UE 2023/2411 e disciplinato, a livello nazionale, dal decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51. Oltre alla Ceramica di Caltagirone, è stato dato il via libera nelle scorse settimane alla registrazione come IGP non-agri al Vetro di Murano, al Merletto di Burano, al Corallo di Torre del Greco, al Cammeo di Torre del Greco e alla Ceramica Vietri.

Nello specifico, il nuovo quadro normativo consente anche ai prodotti artigianali e industriali di beneficiare di una protezione analoga a quella già prevista per le eccellenze agroalimentari, valorizzando settori simbolo del Made in Italy come vetro artistico, gioielleria, tessuti, pizzi, porcellana, lavorazioni del cuoio, pietre naturali, ceramica, posateria e strumenti musicali.

La decisione favorevole sarà ora trasmessa dalla Direzione generale per la proprietà industriale – Ufficio italiano brevetti e marchi all’EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale), che proseguirà l’istruttoria a livello europeo fino alla registrazione finale della denominazione.

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Genitori iperconnessi, 1 su 2 traccia la posizione dei figli dopo i 18 anni

Genitori iperconnessi, 1 su 2 traccia la posizione dei figli dopo i 18 anni

La tecnologia digitale ha creato nuove opzioni per i genitori per rimanere informati su dove si trovano i propri figli. E questa abitudine continua anche quando i figli crescono e superano i 20 anni, ma non sempre si traduce in maggior serenità. A far luce sulle abitudini è un sondaggio sulla salute dei bambini condotto dal C.S. Mott Children’s Hospital, nel Michigan, Stati Uniti, che ha chiesto a un campione nazionale di genitori informazioni sull’uso e sull’atteggiamento nei confronti del tracciamento della posizione dei propri figli adulti di età compresa tra i 18 e i 25 anni. 

Circa la metà (52%) dei genitori dichiara di tracciare la posizione dei propri figli adulti utilizzando un telefono cellulare o un dispositivo simile. Il tracciamento è più comune tra i genitori di giovani adulti tra i 18 e i 20 anni rispetto a quelli di età compresa tra i 21 e i 25, ed è più comune per le figlie che per i figli maschi. I genitori affermano di tracciare la posizione dei propri figli adulti per tranquillità (68%), in caso di emergenza (64%), per sapere se è il momento giusto per chiamarli (21%), per rimanere aggiornati su cosa stanno facendo (17%) o per assicurarsi che si trovino in luoghi approvati (9%); l’11% afferma di non avere un motivo particolare per farlo.   

Elemento interessante è che, sebbene il 95% dei genitori che monitorano la posizione dei propri figli adulti affermi che ciò li aiuta a preoccuparsi di meno, il 23% riconosce che a volte li rende più ansiosi che rassicurati.

La maggior parte dei genitori che monitorano la posizione dei propri figli adulti (71%) afferma che la funzione di tracciamento è sempre attiva, mentre il 29% la utilizza solo indeterminate situazioni. I genitori sono più propensi a controllarne la posizione se i figli sono fuori fino a tardi la sera (44%), in un luogo sconosciuto (39%) o se sono in compagnia di sconosciuti (23%).

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L’AI sulla Luna: IBM e NASA lanciano il modello open source

L’AI sulla Luna: IBM e NASA lanciano il modello open source

Decenni di osservazioni della superficie lunare diventano la base di un sistema di intelligenza artificiale utilizzabile dalla comunità scientifica internazionale. IBM e NASA hanno rilasciato il NASA-IBM Lunar Foundation Model, uno dei primi foundation model open source progettati specificamente per lo studio della Luna, con l’obiettivo di rendere più rapida l’analisi di quantità di informazioni che hanno ormai raggiunto l’ordine dei petabyte.

Il progetto punta a superare uno dei limiti con cui deve confrontarsi la ricerca planetaria: i dati arrivano da strumenti, missioni e sensori differenti, con caratteristiche e risoluzioni diverse. Analizzarli separatamente significa perdere parte delle correlazioni che possono emergere mettendo in relazione fonti differenti. Il nuovo foundation model è stato quindi addestrato per riconoscere schemi comuni e collegamenti all’interno di osservazioni lunari eterogenee, riducendo anche il ricorso a sistemi di machine learning sviluppati per un singolo compito.

Dai petabyte di dati alle informazioni sulla superficie lunare

Negli ultimi decenni le missioni scientifiche hanno prodotto un patrimonio sempre più esteso di mappe e immagini della Luna. Crateri, depositi di ghiaccio, caratteristiche del terreno e tracce dell’attività vulcanica vengono studiati attraverso informazioni raccolte con tecnologie differenti. L’analisi tradizionale richiede però spesso un lavoro manuale oppure l’impiego di algoritmi specializzati, con costi computazionali elevati e risultati legati alla risoluzione dei singoli dataset.

È su questo problema che interviene l’approccio dei foundation model. Una volta pre-addestrato su grandi quantità di informazioni, il sistema può essere adattato a più attività scientifiche senza dover costruire ogni volta un nuovo algoritmo da zero. Secondo la NASA, il modello è stato addestrato principalmente sui dati del Lunar Reconnaissance Orbiter e può essere utilizzato per sviluppare strumenti dedicati, tra l’altro, alla mappatura dei crateri, all’analisi delle formazioni vulcaniche e alla stima della presenza di ghiaccio nelle regioni polari.

Ghiaccio lunare, errore ridotto fino al 22%

Una delle applicazioni riguarda le aree permanentemente in ombra, particolarmente difficili da osservare ma potenzialmente importanti per le future missioni. Nel sottosuolo potrebbero infatti trovarsi depositi di ghiaccio, una possibile fonte di acqua e ossigeno e, in prospettiva, una risorsa utilizzabile anche per la produzione di carburante.

Combinando osservazioni multimodali e a diverse risoluzioni, il NASA-IBM Lunar Foundation Model ha ridotto fino al 22% l’errore nell’individuazione delle aree con un alto potenziale di presenza di ghiaccio rispetto al modello SwinV2-B basato su ImageNet, secondo il documento tecnico citato da IBM e NASA.

Il miglioramento ha quindi una ricaduta che va oltre la classificazione delle immagini. Una conoscenza più precisa della distribuzione delle risorse potrebbe contribuire alla scelta delle aree da approfondire e, nel lungo periodo, alla pianificazione delle attività necessarie a una presenza umana duratura sul satellite.

L’AI ricostruisce anche la storia geologica

Il sistema viene applicato anche allo studio delle Irregular Mare Patches, particolari formazioni che aiutano gli scienziati a ricostruire la storia vulcanica e l’evoluzione termica della Luna. In questo caso, utilizzando etichette di addestramento non perfette, la precisione nella rappresentazione dell’estensione delle formazioni risulta superiore del 3% rispetto a SwinV2-B, mantenendo livelli di accuratezza comparabili e riducendo i costi necessari per il fine-tuning.

Un altro campo di utilizzo è la…

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Acciaierie Valbruna: Urso, “con accordo tra azienda e Provincia Bolzano garantita continuità produttiva. Ora rafforzare competitività sito strategico”

Acciaierie Valbruna: Urso, “con accordo tra azienda e Provincia Bolzano garantita continuità produttiva. Ora rafforzare competitività sito strategico”

 Il Mimit accompagnerà il percorso avviato nell’interesse della continuità produttiva e occupazionale

Nuovo tavolo al Mimit, presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, per fare il punto sul futuro delle Acciaierie Valbruna, azienda attiva nella produzione di acciai speciali e superleghe con siti produttivi a Bolzano e Vicenza, dopo l’intesa raggiunta tra l’amministrazione altoatesina e l’azienda per l’utilizzo del comparto produttivo, che prevede una concessione dei terreni di 30 anni, con opzione per ulteriori 30.

“L’accordo raggiunto rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la continuità produttiva e industriale delle Acciaierie Valbruna, una realtà strategica per i territori altoatesino e vicentino e per l’intero sistema industriale nazionale. Ora è fondamentale dare piena attuazione agli impegni assunti, rafforzando la competitività dello stabilimento e valorizzando le competenze di tutti i lavoratori”, ha dichiarato il ministro Urso, aprendo il tavolo.

L’intesa, alla quale il Mimit ha contribuito in modo significativo fin dall’inizio accompagnando il confronto tra le parti, apre ora una nuova fase per lo stabilimento, con l’obiettivo di rafforzarne la competitività e consolidarne le prospettive industriali.

Il Ministero continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione, sostenendo il percorso avviato e verificando l’attuazione degli impegni assunti, nell’interesse della continuità produttiva e occupazionale.

 

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Arriva il solstizio d’estate, cos’è e a che ora scatta il “giorno più lungo dell’anno”

Arriva il solstizio d’estate, cos’è e a che ora scatta il “giorno più lungo dell’anno”

Con lo scoccare del solstizio d’estate 2026 inizia ufficialmente l’estate astronomica nell’emisfero settentrionale. Si tratta di un passaggio importante, dal punto di vista astronomico, perché coincide con il momento in cui il nostro emisfero riceve la massima esposizione alla luce solare.

Il giorno più lungo e la notte più breve dell’anno. A differenza dell’estate meteorologica, che convenzionalmente inizia il 1º giugno sulla base dell’andamento delle temperature medie, il solstizio si lega a una precisa configurazione del sistema Terra-Sole.

I movimenti della Terra

Nel giorno più lungo dell’anno si raggiunge l’intervallo di tempo massimo tra l’alba e il tramonto. Di conseguenza, nella stessa data cade anche la notte più corta dell’anno. La diversa durata dei giorni è dovuta all’inclinazione dell’asse terrestre. La Terra ci mette un anno per compiere un giro completo intorno al Sole. Se l’asse terrestre non fosse inclinato, tutti i giorni avrebbero la stessa durata. Durante il solstizio d’estate, la Terra raggiunge il punto del suo viaggio intorno al sole in cui l’emisfero settentrionale si allontana maggiormente dal sole. Dopo il giorno più lungo e il solstizio d’estate, le giornate tornano quindi ad accorciarsi.

Inizia ufficialmente l’estate

Giugno è entrato nel vivo portando temperature in rialzo e facendoci entrare a pieno ritmo nella bella stagione, con le prime giornate trascorse al mare e le ferie sempre più vicine. Se la primavera è ormai soltanto un ricordo, tuttavia, il cambio di stagione arriva ufficialmente con il solstizio d’estate, fenomeno affascinante e significativo, il solstizio d’estate viene festeggiato in molteplici culture, apre le porte ai mesi caldi e vede il Sole raggiungere la sua elevazione più alta nell’emisfero settentrionale, segnando la giornata più lunga dell’anno e la notte più corta.

Il solstizio d’estate segna l’inizio della bella stagione ed è da sempre connesso ai concetti di vitalità, abbondanza, fertilità, luce e nuovi inizi: a partire dall’antichità è stato celebrato con tradizioni tramandate fino a oggi tra feste pagane e religiose, fuochi propiziatori e riti ed è associato alla rinascita dopo i mesi più freddi. Tra i luoghi più iconici dove si celebra la ricorrenza spicca Stonehenge, sito sacro custodito in Inghilterra e avvolto da un fascino misterioso, dove ogni anno approdano innumerevoli visitatori attratti dallo spettacolo del Sole che si allinea alla perfezione con le sue pietre durante il solstizio d’estate.

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Opas Poste-Tim, Equita: dieci ragioni per aderire all’offerta

Opas Poste-Tim, Equita: dieci ragioni per aderire all’offerta

A poche ore dalla chiusura della prima finestra dell’Opas lanciata da Poste Italiane su Tim, Equita prende posizione a favore dell’adesione all’offerta. La sim individua dieci ragioni che, secondo gli analisti, renderebbero conveniente per gli azionisti della società di telecomunicazioni consegnare i propri titoli, soprattutto dopo l’aumento di 30 centesimi della componente cash deciso da Poste.

La valutazione di Equita guarda anche oltre l’esito immediato dell’operazione. In uno scenario che preveda la piena integrazione di Tim, il target price assegnato a Poste sale a 31 euro per azione. Le stime, inoltre, non incorporerebbero ancora il potenziale contributo dei progetti annunciati dal gruppo guidato da Matteo Del Fante in occasione dei risultati del secondo trimestre.

Il periodo ordinario di adesione si conclude l’11 settembre alle 17:30, mentre la riapertura dei termini è prevista dal 21 al 25 settembre. Alla chiusura del 10 settembre le adesioni avevano raggiunto 357,7 milioni di azioni, pari al 20,96% dei titoli oggetto dell’offerta, con una forte accelerazione rispetto alla giornata precedente.

Per Equita la valutazione stand-alone di Tim è già piena

Il primo elemento indicato dagli analisti riguarda la valutazione di Tim come società autonoma. Secondo Equita, il prezzo stand-alone avrebbe già raggiunto livelli congrui, mentre l’offerta di Poste riconoscerebbe alle attività domestiche della telco multipli superiori rispetto a quelli delle società europee comparabili.

A questo si aggiunge l’andamento del titolo dalla presentazione dell’Opas. Al netto della performance registrata nella prima seduta dopo l’annuncio, legata al premio incorporato nell’offerta, Tim ha sovraperformato il settore europeo delle telecomunicazioni, nonostante risultati che, secondo la sim, non hanno fornito un sostegno altrettanto marcato alle guidance per l’intero esercizio.

La combinazione tra questi elementi riduce, nella lettura di Equita, lo spazio per un’ulteriore rivalutazione autonoma del titolo e rende più interessante il valore potenzialmente generato dall’integrazione con Poste.

Il rischio di restare azionisti di una Tim meno liquida

Un altro punto riguarda gli effetti che l’esito dell’offerta potrebbe produrre sulla struttura azionaria della società. Dopo la rinuncia da parte di Poste alla soglia minima del 66,67%, il gruppo accetterà qualsiasi quantitativo di azioni Tim validamente conferite.

Per chi decidesse di non partecipare, Equita individua due possibili scenari. In presenza di adesioni elevate, la quota di capitale rimasta sul mercato potrebbe ridursi, con il rischio di una minore liquidità del titolo Tim. Se invece la partecipazione all’Opas risultasse più contenuta, per il gruppo combinato potrebbe diventare più complesso realizzare pienamente le sinergie industriali previste.

Gli analisti osservano inoltre che, in assenza di un delisting, Poste avrebbe comunque la possibilità di aumentare progressivamente la propria partecipazione in Tim negli anni successivi, senza essere necessariamente chiamata a riconoscere nuovamente un premio di controllo.

Il consolidamento delle Tlc italiane tra i possibili catalizzatori

Nella valutazione entra anche il tema del consolidamento del mercato italiano delle telecomunicazioni. Per Equita, eventuali operazioni di aggregazione continuerebbero a rappresentare un possibile catalizzatore di valore per Tim anche in uno scenario stand-alone.

La probabilità di un riassetto del settore, tuttavia, secondo la sim potrebbe aumentare con una Tim inserita nell’orbita di Poste e con lo Stato italiano…

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Bekaert: confermata al Mimit reindustrializzazione stabilimento Macchiareddu. Urso, “soluzione concreta per tenuta occupazione e rilancio industriale”

Bekaert: confermata al Mimit reindustrializzazione stabilimento Macchiareddu. Urso, “soluzione concreta per tenuta occupazione e rilancio industriale”

Mimit accompagnerà percorso rilancio per dare una nuova prospettiva industriale al sito

Confermato al Mimit il percorso di reindustrializzazione dello stabilimento Bekaert di Macchiareddu (CA), che coinvolge 160 lavoratori, a seguito dell’intesa raggiunta con Nuova Icom, società sarda attiva nell’impiantistica industriale.

“La prospettiva industriale individuata per lo stabilimento di Macchiareddu rappresenta una soluzione concreta. Oggi abbiamo verificato la solidità del progetto che consente di guardare con maggiore fiducia alla salvaguardia dei 160 posti di lavoro, con un possibile significativo incremento”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.

“Continueremo a seguire l’operazione insieme alla Regione Sardegna e alle organizzazioni sindacali, affinché il percorso possa procedere nei tempi previsti e tradursi in un effettivo rilancio del sito”,ha aggiunto.

L’accordo prevede l’acquisizione dello stabilimento specializzato nella produzione di corde metalliche per pneumatici e di parte degli impianti, con il riassorbimento dei lavoratori e l’avvio di una nuova attività produttiva.

L’operazione, seguita con attenzione dal Mimit, apre una prospettiva concreta per il futuro industriale della Sardegna ed è il risultato di un lavoro condiviso tra istituzioni, impresa e sindacati attraverso un’azione determinata tesa a trasformare le crisi in nuove opportunità di sviluppo e lavoro.

Il percorso avviato rafforza l’impegno del Ministero e rappresenta uno stimolo ad affrontare con determinazione gli altri tavoli ancora aperti, con l’obiettivo di tutelare il lavoro e rilanciare i siti produttivi.

 

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Dal tentacolo del polpo nasce il robot italiano del futuro: sente, afferra e lavora sott’acqua

Dal tentacolo del polpo nasce il robot italiano del futuro: sente, afferra e lavora sott’acqua

Sembra uscito da un film di fantascienza, ma nasce nei laboratori italiani. Un nuovo braccio robotico ispirato ai tentacoli del polpo è in grado di percepire ciò che tocca, afferrare oggetti di forme diverse e operare anche sott’acqua. Il progetto è stato sviluppato dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Machine Intelligence.

Nelle immagini si vede il braccio morbido piegarsi, avvolgersi attorno a lattine e bottiglie e afferrarle grazie a una serie di ventose artificiali che imitano quelle dei polpi. A differenza dei tradizionali bracci robotici rigidi, il dispositivo può deformarsi e adattarsi agli oggetti e agli spazi circostanti proprio come farebbe l’animale da cui prende ispirazione.

Il segreto della tecnologia è nascosto all’interno delle ventose in silicone. Ogni ventosa contiene minuscoli sensori optoelettronici che permettono al robot di capire quando entra in contatto con un oggetto, da quale direzione arriva il contatto e quanta forza viene esercitata. In pratica il robot non si limita ad afferrare: riesce anche a “sentire”.

“Ci siamo ispirati alla capacità dei polpi di esplorare l’ambiente utilizzando ventose sensorizzate”, spiega la ricercatrice Barbara Mazzolai, coordinatrice del progetto. I polpi, infatti, non possiedono uno scheletro nelle braccia e riescono a piegarsi, torcersi e avvolgersi attorno agli oggetti mantenendo una straordinaria sensibilità tattile.

 

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Cybersecurity Act 2 e reti telecom: i rischi del rip and replace

Cybersecurity Act 2 e reti telecom: i rischi del rip and replace

La stretta europea sulla sicurezza delle catene di fornitura ICT rischia di trasformarsi in un programma di sostituzione accelerata degli apparati di rete, sottraendo risorse alla modernizzazione delle infrastrutture e rendendo più complesso il percorso verso le nuove generazioni mobili. È l’allarme lanciato da Assembly Research in uno studio pubblicato il 9 settembre sugli effetti del Cybersecurity Act 2, la proposta con cui Bruxelles punta a rendere più omogenee nell’Unione le misure nei confronti dei fornitori considerati ad alto rischio.

Secondo l’analisi, l’attuale impostazione potrebbe produrre conseguenze rilevanti in quattro delle sei aree esaminate, con un impatto considerato particolarmente significativo per i consumatori. Il nodo principale riguarda l’obbligo di eliminare dalle reti mobili i componenti provenienti dai fornitori classificati ad alto rischio entro un massimo di 36 mesi, un termine effettivamente previsto dalla proposta della Commissione europea.

Per Assembly, applicare lo stesso calendario in tutta l’Ue senza tenere sufficientemente conto della diversa situazione degli operatori e dei singoli mercati potrebbe creare problemi operativi, rallentare gli aggiornamenti e concentrare una parte consistente degli investimenti sulla sostituzione di apparati ancora funzionanti.

Il nodo dei 36 mesi e il rischio di rallentare gli upgrade

La questione centrale è la scala dell’intervento. Una sostituzione completa degli apparati interessati potrebbe richiedere, secondo Assembly, tra sette e dieci anni per gli operatori maggiormente esposti, molto più dei tre anni indicati dalla proposta europea.

I tempi dipendono infatti da vari fattori. Le autorizzazioni necessarie per intervenire sui siti possono richiedere fino a due anni e l’Europa deve già fare i conti con una disponibilità limitata di tecnici specializzati nelle infrastrutture di telecomunicazione. Accelerare contemporaneamente gli interventi su migliaia di siti potrebbe quindi aumentare la pressione sulle capacità operative delle aziende.

Il rischio evidenziato dallo studio è che gli operatori siano costretti a ridefinire le priorità di spesa. Le risorse destinate alla sostituzione anticipata delle apparecchiature non sarebbero più disponibili per fibra, densificazione delle reti, 5G Standalone e preparazione al 6G.

La stessa valutazione d’impatto della Commissione europea riconosce la dimensione economica dell’operazione. Bruxelles stima che l’eliminazione graduale delle apparecchiature ad alto rischio possa comportare per gli operatori mobili costi compresi tra 3,4 e 4,3 miliardi di euro l’anno per un periodo di tre anni. Gli investimenti nei fornitori considerati affidabili potrebbero inoltre crescere fino a 2 miliardi l’anno.

Supply chain, per Assembly il mercato rischia di restringersi

C’è poi il tema della struttura industriale. Secondo Assembly, l’esclusione generalizzata dei vendor classificati ad alto rischio finirebbe per ridurre di fatto a due il numero dei principali fornitori disponibili per molti operatori mobili europei.

Il risultato, sostiene la società di analisi, potrebbe essere paradossale rispetto agli obiettivi della stessa politica europea: diminuire una dipendenza tecnologica per aumentarne un’altra. Una minore pressione competitiva tra i fornitori potrebbe tradursi in costi più elevati, minore capacità negoziale per gli operatori e una riduzione degli incentivi all’innovazione.

Il tema della diversificazione è peraltro già presente nella politica europea sulla sicurezza del 5G. Il 5G Toolbox invita gli Stati membri a limitare l’esposizione ai fornitori considerati ad alto rischio e, contemporaneamente, a evitare dipendenze strutturali…

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