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Addio brutte cicatrici. In sala operatoria arriva il robot-chirurgo

Addio brutte cicatrici. In sala operatoria arriva il robot-chirurgo

Una decina di pazienti può già tentare di dimenticare la malattia. Il cancro e la sala operatoria non hanno lasciato cicatrici pesanti su areola e capezzolo. Succede grazie a un robot di ultima generazione, indicato come “Da Vinci Single Port”, attivato quest’anno all’Ospedale Miulli, unico nel Mezzogiorno.  “Il robot non ha sostituito noi chirurghi – spiega la senologa Antonia Girardi – perché al momento in sala operatoria ci sono due specialisti”, più l’intera squadra, che ha seguito una lunga formazione prima di avviare gli interventi con il robot. Tra i quattro ospedali che in Italia impiagano il nuovo “Da Vinci”, quello pugliese si distingue per l’avanzamento della fase di sperimentazione dei nuovi approcci. 

Pinza e bisturi raggiungono la parte da asportare grazie a un taglio di quasi tre centimetri, praticato sotto l’ascella. Insieme alla senologa, in sala operatoria c’è il chirurgo plastico Giuseppe Memeo. Nell’ambito dello stesso intervento chirurgico, infatti, si demoliscono i tessuti compromessi dalla malattia e si ricostruisce la cute, “senza segni visibili”. 

Come spiega il direttore sanitario dell’ospdale, Vitangelo Dattoli, tocca all’unità specializzata dell’ospedale valutare per quali pazienti sia più indicato il nuovo approccio, inizialmente riservato alle portatrici del gene BRCA, che rappresenta un alto rischio di sviluppare il cancro.

 

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Industrie energivore: Urso e Ferracci con altri 9 Paesi europei per rilancio chimica e siderurgia

Industrie energivore: Urso e Ferracci con altri 9 Paesi europei per rilancio chimica e siderurgia

Il Ministro: “La nostra Alleanza fondamentale per cambiare passo alla UE”. Italia chiede freno all’export di rottame ferroso

Si è tenuto oggi in videoconferenza un incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il Ministro francese per l’Industria e l’Energia, Marc Ferracci, e i rappresentanti di Germania, Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Svezia, nel quadro dell’Alleanza per il futuro delle industrie energivore lanciata lo scorso 22 maggio al Consiglio Competitività a Bruxelles. Il confronto tra gli 11 Paesi si è svolto alla vigilia dall’adozione del Piano d’Azione europeo per l’industria chimica, in un momento cruciale per il rilancio del settore.

Il ministro Urso ha sottolineato la necessità di “rafforzare la competitività della chimica europea, con misure sia a tutela della chimica di base ma anche e in maniera decisa che valorizzino la biochimica, con investimenti lungo tutta la catena del valore e per lo sviluppo di tecnologie capaci di ridurre le dipendenze strategiche”. In questo quadro, l’Italia ha avviato significativi processi di riconversione delle produzioni per la produzione di bioplastiche, biofuel e materiali bio-based. Urso ha inoltre evidenziato l’esigenza di proseguire nella semplificazione anche nel settore della chimica (con l’Omnibus dedicato) e l’importanza di attivare in sede europea strumenti finanziari adeguati a sostenere la transizione verde del comparto: in tal senso l’appello a Bruxelles è che si garantisca coerenza tra le linee di azione del Piano della chimica e il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, la cui proposta è attesa il 16 luglio prossimo, attraverso incentivi a ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, incentivazione alla produzione di biocarburanti e di idrogeno pulito, alla gestione della Co2.

Nel corso della riunione si è evidenziata anche la centralità della siderurgia, comparto strategico da sostenere con decisione nel processo di decarbonizzazione, per affrontare le sfide della competizione globale con tecnologie più pulite.

A tal proposito, Urso ha richiamato l’esigenza di tutelare anche il settore siderurgico lungo il percorso della transizione verde.

Riteniamo fondamentale, a corredo delle azioni già proposte da Bruxelles nel Piano acciaio del 19 marzo scorso, stimolare la domanda interna per rafforzare l’intera filiera siderurgica” ha affermato il Ministro Urso, sottolineando inoltre la necessità di intervenire sull’export del rottame ferroso, risorsa sempre più strategica nella transizione verso una siderurgia sostenibile. “È prioritario riconoscere il rottame come materia prima strategica a livello europeo — ha aggiunto — e avviare politiche che ne limitino l’export e ne tutelino l’approvvigionamento a beneficio dell’industria nazionale”. In quest’ottica, Urso ha annunciato “investimenti significativi per la realizzazione di impianti DRI in Italia”, fondamentali per la produzione di preridotto a basse emissioni, per la decarbonizzazione del settore e per rafforzare l’autonomia strategica dell’industria siderurgica nazionale ed europea.

Infine, ha ricordato che – al pari della chimica e degli altri settori energivori – anche per la siderurgia è necessario agire sul fronte del costo dell’energia, al fine di tutelare la competitività dell’industria europea.

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Mimit: cancellate dal Registro delle Imprese altre 8mila società cooperative inattive, quasi 36mila in due anni

Mimit: cancellate dal Registro delle Imprese altre 8mila società cooperative inattive, quasi 36mila in due anni

Urso: “Più trasparenza per tutelare il vero sistema cooperativo”

Prosegue l’azione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per garantire la trasparenza e l’affidabilità del Registro delle Imprese e dell’Albo nazionale delle società cooperative. Con decreto direttoriale del 16 maggio 2025, sono state cancellate d’ufficio 7.975 società cooperative che risultano non operative da oltre cinque anni e prive di patrimonio immobiliare.

Si tratta del terzo intervento massivo di scioglimento senza nomina del commissario liquidatore, dopo quelli del 22 settembre 2023 (4.250 cooperative) e dell’8 marzo 2024 (23.411 cooperative), per un totale di 35.636 in due anni.
La Direzione Generale per la Vigilanza del Ministero porta così avanti un’attività ormai sistematica, finalizzata a mantenere aggiornati e veritieri gli strumenti pubblici di rilevazione delle imprese cooperative, valorizzando chi opera concretamente nel rispetto delle regole.

“Con questo terzo intervento, manteniamo l’impegno per una maggiore trasparenza sul reale stato del sistema cooperativo italiano. È un’azione che si sta consolidando come prassi annuale, a tutela delle cooperative autentiche, che contribuiscono significativamente alla crescita del nostro Paese. La cancellazione delle società inattive è una misura concreta per valorizzare chi fa vera cooperazione, oltre a rappresentare un’ottimizzazione delle risorse pubbliche”, ha commentato Urso.

La cancellazione di queste società consentirà anche un rilevante risparmio per la finanza pubblica, evitando le revisioni obbligatorie da parte del Mimit previste dalla legge per enti di fatto non più attivi.

 

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I segreti dell’empatia risiedono nel cervello

I segreti dell’empatia risiedono nel cervello

È nella corteccia prefrontale (l’area del nostro cervello considerata cruciale per la personalità e il comportamento sociale) che si decide come reagiremo alle emozioni altrui. Lo stesso comportamento si osserva negli uomini come negli animali: c’è chi, dopo avere sperimentato una situazione negativa, di fronte alla stessa situazione vissuta da un altro si allontana, chi invece si avvicina per aiutare. Il ricordo di un’esperienza stressante, in sostanza, può influenzare profondamente la reazione verso un altro individuo in uno stato emotivo alterato.

Un team dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, in collaborazione col Policlinico San Martino, attraverso test preclinici e tecniche avanzate per lo studio del cervello ha scoperto uno dei meccanismi che regolano l’empatia nel mondo animale. A svolgere un ruolo centrale sono i neuroni che producono il fattore di rilascio della corticotropina (Crf), una molecola che entra in gioco in risposta allo stress. Questi neuroni costituiscono una sorta di memoria emotiva, in grado di influenzare le reazioni a stimoli socio-emozionali.

Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, permette di comprendere meglio come funziona il nostro cervello e in particolare apre una finestra su che cosa succede in patologie psichiatriche in cui queste funzioni socio-cognitive sono alterate, come il disturbo post-traumatico da stress, l’autismo e la schizofrenia.

Nel servizio, l’intervista a Francesco Papaleo, coordinatore dell’unità di ricerca “Genetics of Cognition” dell’Iit e affiliato all’Irccs Policlinico San Martino

 

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Moda: Urso convoca tavolo nazionale al Mimit il 22 luglio

Moda: Urso convoca tavolo nazionale al Mimit il 22 luglio

Nella riunione verranno condivisi aggiornamenti sul Piano Italia per la Moda e analizzati gli sviluppi di altri dossier

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, ha convocato per martedì 22 luglio, alle ore 11.30, a Palazzo Piacentini il Tavolo nazionale sul settore Moda.

Nel corso della riunione verranno condivisi aggiornamenti sulle misure previste dal Piano Italia per la Moda e analizzati gli sviluppi relativi a ulteriori dossier, tra cui l’attuazione del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), la proposta di una nuova norma a tutela della legalità e l’informativa sull’avvenuta estensione della Cassa Integrazione Salariale per le imprese artigiane del comparto.

Interverranno all’incontro – oltre ai rappresentanti dei Dicasteri coinvolti, della Conferenza delle Regioni e dell’ANCI – tutte le associazioni di categoria del comparto Moda più rappresentative a livello nazionale, tra cui Camera Nazionale della Moda Italiana, Fondazione Altagamma, Confindustria Moda, Confindustria Accessori Moda, Confartigianato, CNA Federmoda, Federazione Moda Italia, nonché le associazioni rappresentative della produzione e della distribuzione commerciale.

 

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I pericoli nascosti sotto la sabbia: perché scavare buche in spiaggia può essere letale

I pericoli nascosti sotto la sabbia: perché scavare buche in spiaggia può essere letale

Scavare buche in spiaggia è un passatempo comune, e potrebbe sembrare un’attività innocua. Tuttavia, sotto l’apparente divertimento si celano pericoli reali e, in alcuni casi, letali. Non si tratta solo del rischio di inciampare e farsi male, ma di qualcosa di molto più grave. Come recentemente spiegato da Stephen Leatherman, docente di scienza costiera alla Florida International University, il pericolo è che la sabbia possa collassare all’improvviso, travolgervi e seppellirvi. E se pensate che sia una possibilità remota, è un dato di fatto che muoiono più persone per soffocamento da sepoltura nella sabbia che per attacchi di squali.

 

Bambino in una buca in spiaggia (Getty)

Il rischio di soffocamento e intrappolamento

Il pericolo più grave e frequente è il collasso delle pareti della buca, che può intrappolare chi vi si trova all’interno. La sabbia, soprattutto se asciutta e sciolta, è estremamente instabile. A differenza del terreno compattato, non offre quasi alcuna resistenza alla pressione e può cedere improvvisamente.

Soffocamento per compressione: Il peso della sabbia che collassa può esercitare una pressione incredibile sul torace e sull’addome, impedendo la respirazione. Anche pochi centimetri di sabbia possono rendere impossibile l’espansione dei polmoni, portando rapidamente al soffocamento.

Intrappolamento e difficoltà di recupero: Essere intrappolati sotto la sabbia rende estremamente difficili le operazioni di soccorso. La sabbia bagnata, in particolare, diventa densa e pesante, come cemento liquido, rendendo quasi impossibile liberarsi autonomamente o essere estratti senza attrezzi specifici. Ogni movimento può causare ulteriori crolli, peggiorando la situazione.

 

Ragazzo che scava una buca in spiaggia (Getty)

La velocità con cui avviene una tragedia

Non si ha quasi mai il tempo di reagire. Il collasso di una buca profonda avviene in pochi secondi. Chi è all’interno viene sommerso prima ancora di rendersi conto del pericolo. La rapidità dell’evento riduce drasticamente le possibilità di salvezza, anche in presenza di bagnanti e soccorritori nelle vicinanze. Il panico, inoltre, può peggiorare la situazione, facendo compiere movimenti avventati che accelerano l’instabilità della buca.

Bambino che scava una buca nella sabbia in spiaggia (Getty)

La fisica della sabbia

Per comprendere come possano accadere queste tragedie, bisogna analizzare le dinamiche fisiche che regolano il comportamento della sabbia. La sabbia, spiega Leatherman, “non è un materiale in senso stretto, ma piuttosto un insieme di materiali di forma sferica e dimensioni diverse, che variano da 0,06 e 2 millimetri di diametro.” 

Il peso e il comportamento della sabbia dipendono dalla sua composizione. Se provate a creare un cumulo di sabbia, questo si assesterà tipicamente in una forma a cono con un angolo di pendenza di circa 33 gradi, chiamato “angolo di riposo”. Questa è una conformazione di equilibrio dove la forza di gravità è contrastata dalla forza di attrito tra i granelli di sabbia. Tuttavia, è un equilibrio instabile: basta una piccola perturbazione – come l’aggiunta di altra sabbia o una pressione – per far precipitare la struttura.

La stabilità aumenta se la sabbia è bagnata. “Se si scava una buca sulla spiaggia,” dice Leatherman, “questa rimarrà stabile finché la sabbia è umida. Quando si asciuga, o quando qualcuno si ferma vicino al bordo della buca, aggiungendo peso extra, questa crolla, e i granelli riempiono tutti gli spazi aperti nella buca, non lasciando più aria a chi vi rimane intrappolato.”

Queste “valanghe” di sabbia, secondo lo scienziato, sono ancora più pericolose di quelle di neve. “Gli sciatori intrappolati nelle valanghe possono tentare di formare una sacca d’aria mettendo le mani a coppa, perché la neve è leggera: con la sabbia, molto più pesante, è impossibile.” Il peso della sabbia che collassa può esercitare una pressione incredibile sul torace e sull’addome, impedendo la respirazione e portando rapidamente al soffocamento.

Un rischio sottovalutato

Molti sottovalutano questi pericoli, considerando lo scavo di buche come un gioco innocuo. Questo è dovuto anche alla mancanza di consapevolezza e informazione. È essenziale educare, soprattutto i più giovani, sui rischi connessi a questa attività. Spiegare che un semplice gioco può trasformarsi in una situazione di estremo pericolo è il primo passo per prevenire tragedie.

Cosa fare (e cosa non fare)

Salvare qualcuno intrappolato in una buca di sabbia collassata è estremamente difficile. Muovendosi attorno alla buca per cercare di liberare la persona, si rischia di innescare altre valanghe. La prima cosa da fare è collocare delle assi che vadano da una parte all’altra della buca, e cercare di rimuovere la sabbia rimanendo su queste assi per evitare di aggiungere peso.” Ma la soluzione migliore è sempre la prevenzione. “Mai scavare una buca più profonda di 60 centimetri.”

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Mimit: chiesta a Poste Italiane la sospensione della commercializzazione di due francobolli

Mimit: chiesta a Poste Italiane la sospensione della commercializzazione di due francobolli

Decisione assunta su indicazione del ministro Urso relativa a due francobolli raffiguranti montagne del Trentino-Alto Adige privi della dicitura bilingue

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del Ministro Adolfo Urso, ha richiesto a Poste Italiane l’immediata sospensione della commercializzazione di due francobolli appartenenti alla serie “Turistica – Patrimonio naturale e paesaggistico”.

La decisione è stata assunta a seguito di un’anomalia riscontrata dal Mimit nei francobolli dedicati ai monti del Gruppo del Catinaccio delle Dolomiti e del Gruppo del Latemar, situati nella regione Trentino-Alto Adige, risultati privi delle diciture bilingue italiano-tedesco previste per tale territorio in conformità a quanto sancito dall’articolo 6 della Costituzione italiana e alle normative vigenti. Sentiti i proponenti, i francobolli erano stati predisposti dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e successivamente approvati dalla Commissione nazionale filatelica.

Nel confermare il proprio impegno per la valorizzazione delle identità locali, anche sotto il profilo linguistico, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha incaricato la Commissione filatelica di condurre una verifica per accertare eventuali omissioni nell’iter approvativo del francobollo e di avviare la realizzazione di nuovi bozzetti conformi alle disposizioni sul bilinguismo.

 

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Lo spettacolo della Luna del cervo, il primo plenilunio dell’estate astronomica

Lo spettacolo della Luna del cervo, il primo plenilunio dell’estate astronomica

Giovedì 10 luglio, alle 22:37, è andato in scena in Italia lo spettacolo lunare conosciuto con il nome di Luna del Cervo, Buck Moon in inglese. Si tratta del primo plenilunio dell’estate astronomica, uno dei fenomeni più suggestivi dell’anno in cui la luna che è apparsa più grande, più arancione e più bassa all’orizzonte.

La Luna del Cervo immortalata ad Adelanto, California (Afp)

11/07/2025

Cosa vuole dire Luna del Cervo? Il nome al fenomeno, che interessa il satellite naturale della Terra, deriva dalle tribù Algonchine, gruppi sociali attenti ai cicli biogeochimici della Terra. Nel mese di luglio, i nativi americani osservavano il flusso di materia ed energia tra le diverse componenti del nostro pianeta e ciò coincideva con la rigenerazione dei palchi dei cervi maschi, ovvero le appendici ramificate che più comunemente definiamo corna.

Luna piena ,plenilunio (ansa)

Ma basta prendere in considerazione altre tribù per scovare ulteriori nomi legati al plenilunio di luglio. Stando a quanto riporta Catherine Boeckmann, per il sito Alamanac.com, la Luna Piena del Cervo è conosciuta dai Cree come “Luna della muta delle piume”, nome associato al processo di perdita e rinnovamento delle piume di molti uccelli, mente i Tlingit la definivano la “Luna del Salmone”, indicando il periodo di ritorno di questi pesci. Tribù come gli Ojibwe amavano chiamarla la “Luna del Lampone”, altri ancora delle “Bacche” o del “Tuono”. Insomma, nomignoli che in ogni caso sono legati ai cicli stagionali.

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Spazio: Urso incontra DG ESA Aschbacher, Italia protagonista in Europa

Spazio: Urso incontra DG ESA Aschbacher, Italia protagonista in Europa

Focus sulla prossima Ministeriale Esa

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata per le Politiche Spaziali e Aerospaziali, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Palazzo Piacentini il Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Josef Aschbacher. Presente all’incontro anche il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente.

Al centro del confronto, la prossima Ministeriale dell’ESA in programma il prossimo 26 e 27 novembre a Brema – passaggio strategico per la definizione delle priorità dell’Europa nello Spazio – e il possibile ruolo dell’Italia come Paese Chairman del Consiglio Ministeriale.

L’Italia si conferma protagonista in Europa anche nel settore dello Spazio, pronta a garantire il massimo impegno nella preparazione di una conferenza efficace e inclusiva e avviando fin da subito un dialogo costante con gli altri Stati membri e con la Direzione dell’ESA, con l’obiettivo di rafforzare la governance e l’efficienza dell’Agenzia.

Tra i temi affrontati nel colloquio odierno anche il livello complessivo dell’impegno finanziario previsto per la Ministeriale 2025 (CM25), stimato in circa 23 miliardi di euro: una cifra che richiederà un’attenta valutazione in termini di sostenibilità complessiva.

Ribadita inoltre l’importanza dell’esplorazione spaziale come ambito strategico, in cui la cooperazione internazionale riveste un ruolo centrale. In questo contesto, sono state accolte con favore le recenti novità provenienti da Washington, che prefigurano un rinnovato impegno della NASA nei programmi ESA.

Il Ministro Urso ha infine informato il Direttore Generale Aschbacher del colloquio avuto nei giorni scorsi con il nuovo Ministro tedesco per lo Spazio, Dorothee Bär, durante il quale si è condivisa l’opportunità di proseguire il dialogo bilaterale sui temi del rapporto con l’ESA e della prossima Ministeriale di Brema. A tal proposito, Urso ha annunciato una sua visita ufficiale a Berlino il 21 luglio prossimo.

 

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