Donazioni
Elenco Donazioni
È il più giovane al mondo con una super-memoria, ha 15 anni ed è siciliano
E’ il più giovane al mondo ad avere una super memoria, tanto da ricordare la data precisa di ogni avvenimento della sua vita: ha 15 anni, è siciliano e questa sua capacità straordinaria è descritta sulla rivista Cortex da Valerio Santangelo dell’Università di Perugia e da Patrizia Campolongo di Sapienza, Università di Roma.
“Si tratta dell’individuo più giovane al mondo individuato con ipertimesia, o ipermemoria autobiogafica”, dice Santangelo all’Ansa.
“È il primo caso documentato in questa fascia d’età. Prima esistevano solo segnalazioni aneddotiche di esordio adolescenziale dell’ipermemoria, ma non una dimostrazione oggettiva in età precoce”. Il giovane, prosegue il ricercatore, “è un ragazzo siciliano che adesso ha 15 anni e che abbiamo conosciuto e testato due anni fa, quando aveva 13 anni”. La segnalazione delle sorprendenti capacità mnemoniche del giovane è stata fatta dalla madre del ragazzo. Sottoposto a vari test di memoria, il giovane è risultato in grado di richiamare tre tipi di contenuti autobiografici molto precisi e specifici, dei quali i ricercatori erano in grado di verificare sia la data precisa sia i particolari, come eventi pubblici legati ai suoi interessi, eventi scolastici e foto di vacanze o viaggi.
Carrier billing in Europa, il mercato vale 14 miliardi di dollari
Il carrier billing continua a generare volumi rilevanti nell’economia digitale europea, ma cambia il modo in cui le telco riescono a monetizzarlo. Nel 2025 i consumatori europei hanno acquistato beni e servizi per circa 14 miliardi di dollari attraverso sistemi di pagamento collegati alla fattura o al credito telefonico, secondo le nuove stime del Mobile Ecosystem Forum (MEF).
Fondo di garanzia per le PMI, presentato al MIMIT il primo logo ufficiale
Il sottosegretario Bizzotto: “Strumento importante per le imprese, solo nei primi otto mesi del 2026 sono state accolte 157.408 domande, per un totale di 28,4 miliardi di euro di finanziamenti e 20 miliardi di euro di garanzie”
Si è svolta questa mattina presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) la presentazione del primo logo del Fondo di garanzia per le PMI che dopo quasi 26 anni di attività è stato dotato di un proprio marchio per consolidare la sua riconoscibilità presso imprese, professionisti, operatori finanziari e opinione pubblica. Presenti il Sottosegretario del MIMIT Mara Bizzotto e il Presidente e l’AD di Mediocredito Centrale Gen. Giorgio Toschi e Ferruccio Ferranti.
Istituito dall’allora Ministero dello Sviluppo Economico (oggi MIMIT) e gestito, fin dalla sua nascita, da Mediocredito Centrale (attualmente come capofila di un raggruppamento temporaneo di imprese), il Fondo di garanzia costituisce uno dei più importanti strumenti di politica economica del nostro Paese. Nel corso degli anni, inclusa la fase del Covid-19 in cui è stato uno strumento fondamentale per la tenuta economica nazionale, il Fondo ha progressivamente adeguato la propria operatività all’evoluzione del contesto economico e alle esigenze del tessuto produttivo nazionale, mantenendo invariata la sua mission: agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e dei professionisti, sostenendone i programmi di investimento, lo sviluppo e la capacità competitiva.
La nuova identità visiva contribuisce a rappresentare in modo unitario la continuità dell’intervento pubblico, pur nel costante adeguamento degli strumenti, alle trasformazioni del sistema economico e finanziario.
Nel dettaglio, il logo richiama elementi rappresentativi della natura e della funzione del Fondo:
- il riferimento al tricolore, che ne evidenzia la dimensione istituzionale e il carattere di intervento pubblico nazionale
- la compattezza del segno grafico, espressione della solidità e dell’affidabilità assicurate dal sostegno pubblico al credito
- la circolarità dell’immagine che suggerisce l’idea di un meccanismo in grado di autoalimentarsi mettendo in connessione intervento pubblico, sistema finanziario e imprese.
La senatrice Mara Bizzotto, Sottosegretario MIMIT ha dichiarato: “Dare un’identità visiva al Fondo di Garanzia per le PMI significa rendere immediatamente riconoscibile uno dei principali strumenti attraverso i quali lo Stato è vicino alle imprese, ne accompagna i progetti e sostiene la loro capacità di investire e di crescere. In 26 anni di attività il Fondo si è trasformato profondamente, ma la sua missione rimane intatta: facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e, dal 2014, anche dei professionisti. Solo nei primi otto mesi del 2026 sono state accolte 157.408 domande, per un totale di 28,4 miliardi di euro di finanziamenti e 20 miliardi di euro di garanzie. È significativo sottolineare che oggi le microimprese rappresentano il 60% delle beneficiarie, che le operazioni connesse agli investimenti hanno raggiunto il 40% dei finanziamenti garantiti e che sono notevolmente in crescita quelle a favore delle start-up. Numeri che dimostrano l’impegno concreto del Governo a sostengo del mondo delle PMI che rappresentano il cuore pulsante del sistema produttivo italiano”.
Ferruccio Ferranti, Amministratore Delegato di MCC ha dichiarato: “Il primo logo dedicato al Fondo ne interpreta efficacemente i valori fondamentali: la solidità, la protezione e la fiducia. Attraverso un’identità visiva chiara e riconoscibile, comunica l’impegno di questo strumento strategico nel creare un ambiente favorevole allo sviluppo imprenditoriale, rafforzando il legame tra istituzioni, sistema finanziario e imprese. Esso diventa quindi il simbolo di un supporto concreto che contribuisce a trasformare progetti, investimenti e idee in opportunità di crescita per le PMI italiane”.
Valutazione attuale: 5 / 5
Moonwalk dei robot umanoidi: ballano come Michael Jackson e giocano a calcio ad Hong Kong
Un centro commerciale di Hong Kong, Whampoa World, ha ospitato venerdì un evento con protagonisti i robot umanoidi “Accelerated Evolution K1”, sviluppati dall’Università di Tsinghua, che hanno imitato i passi di danza di Michael Jackson e giocato a calcio con i bambini.
Data center, il retrofit accelera la corsa all’AI: più efficienza e meno costi
La crescente domanda di connessioni alla rete elettrica, unita alla scarsità di capacità disponibile, sta radicalmente cambiando le strategie di sviluppo dei data center. Per Vertiv, uno dei principali vantaggi del retrofit consiste proprio nella possibilità di sfruttare infrastrutture energetiche già esistenti, evitando i lunghi tempi necessari per ottenere nuove connessioni. Negli anni le richieste di potenza alla rete hanno raggiunto livelli senza precedenti, mentre soltanto una parte minima si traduce in progetti realmente operativi. In questo scenario, poter contare su un sito già collegato alla rete rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. L’adeguamento di una linea elettrica esistente richiede infatti tempi generalmente molto più contenuti rispetto alla realizzazione di una nuova infrastruttura.
La disponibilità energetica, tuttavia, non basta da sola. L’esplosione delle applicazioni di AI sta modificando profondamente le esigenze dei data center: aumentano le densità di potenza, cresce il fabbisogno di raffreddamento e cambia completamente la distribuzione degli spazi. Se nei data center tradizionali gran parte della superficie era occupata dalle sale IT, oggi una quota sempre maggiore viene destinata agli impianti elettrici e ai sistemi di raffreddamento necessari per sostenere i nuovi carichi computazionali.
Retrofit contro greenfield: ogni progetto è un caso a sé
Uno dei principali vantaggi del retrofit è rappresentato dalla riduzione dei tempi per ottenere le autorizzazioni e dei costi complessivi. Mentre un nuovo data center richiede iter urbanistici e autorizzativi che possono durare anni, intervenire su una struttura esistente permette generalmente di accelerare l’avvio dei lavori e limitare gli investimenti. E’ però impossibile definire regole valide per tutti. A differenza dei progetti greenfield, spesso standardizzati e replicabili soprattutto dagli hyperscaler internazionali, ogni intervento di retrofit presenta caratteristiche uniche. La configurazione del sito, lo stato delle infrastrutture e gli obiettivi del cliente determinano infatti soluzioni progettuali molto differenti. In alcuni casi è sufficiente ridistribuire gli spazi interni, riducendo le aree destinate ai rack per aumentare quelle dedicate agli impianti. In altri diventa più conveniente ricorrere a moduli prefabbricati esterni, come sale UPS modulari o sistemi di alimentazione aggiuntivi, capaci di incrementare rapidamente la potenza disponibile senza modificare radicalmente l’edificio esistente. Il vantaggio economico deriva proprio dalla possibilità di riutilizzare buona parte delle infrastrutture già presenti, limitando le opere civili e concentrando gli investimenti sugli elementi realmente necessari all’aggiornamento tecnologico.
Il raffreddamento a liquido apre nuove prospettive
L’AI impone densità di calcolo sempre maggiori e rende indispensabile il passaggio verso il raffreddamento a liquido. Si tratta di una trasformazione tecnologica che, oltre a migliorare l’efficienza energetica, apre anche nuove opportunità di recupero del calore. Le soluzioni liquid cooling permettono infatti di estrarre il calore mediante fluidi che raggiungono temperature sufficientemente elevate da poter essere riutilizzate, ad esempio nelle reti di teleriscaldamento. In questo senso il raffreddamento a liquido rappresenta un vero abilitatore dell’economia circolare applicata ai data center. Si distinguono però due approcci differenti. Le soluzioni Liquid-to-Liquid consentono di recuperare direttamente il calore e sono le più indicate nei nuovi impianti o nei retrofit più radicali. Diverso è invece il ruolo delle soluzioni Liquid-to-Air, progettate soprattutto per facilitare l’introduzione del raffreddamento…
Iveco: Urso incontra i vertici di Tata Motors e Iveco, Wagh e Persson
Prossimo tavolo convocato al Mimit il 13 ottobre
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato oggi, in video collegamento, Girish Wagh, CEO di Tata Motors, e Olof Persson, CEO di Iveco Group, in vista del prossimo tavolo convocato al Mimit per il 13 ottobre. Al centro del confronto l’operazione di acquisizione di Iveco da parte di Tata Motors, le prospettive industriali e occupazionali del gruppo in Italia e le opportunità e le possibili ricadute che l’integrazione tra le due realtà potrà determinare per la filiera italiana della componentistica.
Approfondito inoltre il quadro europeo per i veicoli commerciali, nel pieno del confronto sulla revisione delle regole, che vede l’Italia in prima linea per il pieno riconoscimento del principio della neutralità tecnologica e per la tutela della competitività dell’industria europea.
Valutazione attuale: 4.5 / 5
Londra vieta i social ai minori di 16 anni, Starmer: “Divieto totale”
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato oggi, 15 giugno, che ai minori di 16 anni sarà vietato l’accesso a tutte le principali app di social media.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al G7 di Evian, in Francia, ha sottolineato: “Stiamo proteggendo i nostri figli online. Voglio ringraziare il presidente Macron per aver sollevato questo tema cruciale. Perché le opportunità del mondo digitale sono evidenti, ma lo sono anche i rischi. Il dibattito non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai nostri bambini e adolescenti e quando. E in questo ambito, la necessità di posticipare l’accesso ai social media, a causa dei rischi, si sta rafforzando”
“Sappiamo tutti che l’infanzia e la prima adolescenza sono anni formativi per il funzionamento del cervello, ma soprattutto per lo sviluppo della personalità. I minori hanno bisogno di sviluppare le capacità per agire in autonomia offline, ma ovviamente anche online. E dobbiamo dare loro la protezione, il tempo per maturare e, naturalmente, i mezzi per farlo. Anche le aziende tecnologiche hanno una grande responsabilità. In Europa, le piattaforme devono dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione, e questo principio è particolarmente importante per i nostri bambini e adolescenti”, ha aggiunto la von der Leyen.
Sulla stessa linea, l’annuncio odierno di Starmer: “Per i miei due bambini, tutto quello ho sempre voluto è che fossero al sicuro e felici”. Comincia così il video che il primo ministro britannico ha diffuso sui suoi canali social per annunciare il provvedimento adottato oggi dal suo governo: il divieto di accesso ai social network per tutti i minori di 16 anni. Le ragioni, ha spiegato il premier laburista, hanno a che fare, oltre che con la sicurezza, soprattutto con la salute mentale dei ragazzi, resi “infelici” dai social e sottoposti al rischio di “vivere intrappolati in un ciclo di ‘scroll’ infinito che allontana il gioco, il sonno e il tempo con la famiglia”.
I genitori, assicura Starmer, sono d’accordo con la decisione presa che, però, “ha avuto e avrà resistenze da parte di alcune delle aziende più potenti al mondo”. Per questo, bisognerà anche “imparare dagli altri”. La Gran Bretagna, infatti, non è il primo Paese a introdurre restrizioni di questo tipo. Apripista è stata l’Australia di Anthony Albanese, che lo scorso dicembre ha imposto un ban ai minori di 16 anni che coinvolge piattaforme come TikTok, Facebook, Instagram, X e YouTube. Le aziende devono quindi adottare “misure ragionevoli” per impedire l’accesso ai minori, rischiando sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani.
“Non è una cosa che faccio alla leggera e non la presenterò come gratuita, come se i social media non avessero portato alcun beneficio ai giovani, perché chiaramente questo è sbagliato. Ma il governo si basa sempre sulle scelte, ed è chiaro che un divieto totale sia la scelta giusta”, ha detto il primo ministro britannico.
Il primo ministro britannico ha affermato di conoscere “le paure che tutti proviamo”riguardo ai social media.
“I social media rendono i bambini infelici. Facilitano le molestie e gli abusi da parte dei bulli e potrebbero persino danneggiare la loro salute mentale. Li espongono a contenuti pericolosi perché è questo che cattura l’attenzione. Sono progettati per creare dipendenza“, ha specificato Starmer.
Orange Live Intelligence, l’AI diventa business per le telco
Orange punta a trasformare l’esperienza maturata con l’intelligenza artificiale all’interno del gruppo in un nuovo asse di sviluppo per il business B2B. Il passaggio dall’utilizzo dei modelli generativi da parte dei dipendenti alla commercializzazione di servizi destinati ad aziende e pubbliche amministrazioni è al centro di Live Intelligence, la piattaforma analizzata da STL Partners in un executive briefing pubblicato ad agosto 2026.
Europa: Urso, “anche la Chimica nell’Industrial Accelerator Act”
Il Ministro all’incontro da remoto sul settore in vista del prossimo Consiglio Competitività: “Fronte comune per salvare il comparto”
“La crisi della chimica europea richiede interventi immediati per preservare la capacità produttiva e una strategia di lungo periodo finalizzata a recuperare la competitività del settore in Europa e accompagnare la transizione verso un modello di sviluppo ambientalmente e socialmente sostenibile“. È quanto dichiarato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, nel corso dell’incontro da remoto di questa mattina sul settore con gli omologhi europei, in cui ha sollecitato un “fronte comune per salvare la chimica di base”, sollecitando, con Francia e Olanda, che la questione sia affrontata già nel Consiglio Competitività della prossima settimana.
L’Italia, già nel marzo 2025, insieme a otto Stati membri, tra cui Francia, Spagna e Paesi Bassi, aveva segnalato alla Commissione il rapido deterioramento del settore, redigendo un Non paper sulla chimica. In risposta a questo appello, la Commissione aveva successivamente adottato, l’8 luglio 2025, il Chemicals Industry Action Plan, dando origine alla EU Critical Chemicals Alliance (CCA).
“Il Piano settoriale pubblicato dalla Commissione è stata una prima risposta, ma non basta. Ora è tempo di passare ai fatti, produrre risultati concreti subito e guardare alla realtà con pragmatismo”, ha aggiunto Urso.
L’Italia sostiene la necessità di riconoscere la lista di molecole critiche elaborata dall’Alleanza, da utilizzare come base per l’attuazione delle successive iniziative di policy, e di rafforzare gli strumenti di difesa commerciale per le molecole identificate come strategiche, tenendo tuttavia conto dell’intera catena del valore. Tra le priorità indicate anche la necessità di valorizzare il ruolo della biochimica, eccellenza italiana, nel prossimo Circular Economy Act, e l’importanza di sostenere finanziariamente gli investimenti per la transizione industriale degli impianti europei di produzioni strategiche non più competitivi, in particolare attraverso il futuro European Competitiveness Fund. Il Ministro ha quindi sottolineato l’esigenza di inserire la chimica nell’Industrial Accelerator Act ed evidenziato la necessità di tenere conto delle specificità dell’industria chimica nella revisione dell’EU Emissions Trading System (ETS).
Jannik Sinner astro di nome e di fatto: un asteroide si chiama ufficialmente come lui
Un asteroide porta, dalla sera del 15 giugno, il nome del tennista italiano Jannik Sinner.
Il Working group small bodies nomenclature (Wgdbn) dell’Unione astronomica internazionale (Iau) ha ratificato l’assegnazione del nome del campione azzurro a un asteroide che orbita nella fascia principale tra Marte e Giove, inserendolo nel bollettino ufficiale.
Scoperto il 10 marzo 2003 presso l’Osservatorio di Campo Imperatore da un team toscano, l’asteroide si chiamerà ufficialmente ‘(120097) “Janniksinner”.
A richiedere la dedica, su suggerimento del Gruppo astrofili di Montelupo Fiorentino (Firenze), sono stati due degli scopritori, ossia l’astronomo Fabrizio Bernardi che lavora nella Space dynamics services, spin-off dell’Università di Pisa, scopritore del celebre asteroide ‘99942 Apophis’, e Maura Tombelli, astronoma e direttrice dell’Osservatorio di Montelupo Fiorentino.
“Abbiamo voluto dedicare questo asteroide a Jannik Sinner – dicono i due astronomi – non solo per i suoi straordinari successi sportivi, che stanno portando l’Italia sul tetto del mondo del tennis, ma anche per i valori di resilienza, correttezza e assoluta dedizione che esprime sul campo e fuori. Come una stella cometa o un corpo celeste fisso, Sinner rappresenta un punto di riferimento luminoso per le nuove generazioni. Da oggi, la sua grandezza è scritta anche tra le stelle“.
Questo il testo ufficiale della citazione approvato dall’Iau: “Jannik Sinner (b. 2001) is an Italian tennis player who is one of the world’s top tennis players. He has won the Australian Open twice, Wimbledon, and the US Open, and twice been a member of the winning team for the Davis”.











