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Microsoft Teams, arriva l’etichetta “In ufficio” che dirà al vostro capo se siete in ufficio o no
Sta facendo discutere la novità di Microsoft Teams che, in arrivo nel 2026, avviserebbe i datori di lavoro della presenza o meno in ufficio da parte dei dipendenti. Il rischio, per molti, è l’abuso della “sorveglianza digitale” in nome dell’efficienza produttiva. La nuova funzione consentirebbe, nel caso in cui un dipendente si connetta alla rete wifi aziendale registrata, di segnalare con un’apposita etichetta lo stato “in ufficio”.
La novità
Secondo l’azienda tech, la nuova funzione avrà l’unico scopo di “aumentare e migliorare l’organizzazione logistica” tra colleghi dello stesso posto di lavoro, agevolando la pianificazione di riunioni in sede o da remoto. Come ha sottolineato Microsoft, la funzionalità sarà disattivata di default e la sua attivazione dipenderà solo dall’amministratore. La novità sarà introdotta a partire dal nuovo anno sui principali sistemi operativi, Windows e MacOS.
Mimit, 150 milioni per Pmi e lavoratori autonomi per servizi di cloud computing e cybersecurity
Risorse per favorire la transizione digitale e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate
Un voucher per l’acquisizione di servizi cloud computing e cyber security in favore di PMI e lavoratori autonomi è stato approvato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il decreto ministeriale, che stanzia 150 milioni di euro, è stato firmato dal ministro Adolfo Urso e risponde alle esigenze espresse dal mercato tramite una consultazione pubblica. Il provvedimento istituisce un contributo per chi intende rinnovare la propria dotazione tecnologica acquistando o rinnovando quella in uso, purché disponga di una connettività con velocità minima in download di 30 Mbps.
Poco meno della metà delle risorse, 71 milioni di euro, sono destinate ai soggetti residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Le spese ammissibili per chiedere il contributo pubblico riguardano l’acquisizione di servizi che rientrano nella categoria delle soluzioni hardware o software di cybersecurity (come firewall, router/switch sicuri, antivirus, antimalware, software di monitoraggio delle reti, soluzioni di crittografia dei dati, sistemi di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza, software di gestione delle vulnerabilità), dei servizi cloud infrastrutturali (come storage, backup, database), dei servizi cloud SAAS (come software di contabilità, soluzioni per la gestione delle risorse umane, sistemi di gestione produttività, software per la gestione di contenuti digitali ed e-commerce, strumenti per gestire le interazioni con i clienti), dei servizi accessori (come configurazione, monitoraggio e supporto continuativo dei servizi).
L’acquisto dei servizi potrà avvenire tramite modalità diretta (con un piano di spesa massimo di 12 mesi), abbonamento (limite massimo in 24 mesi) o con una modalità mista. Il minimo di spesa per poter richiedere l’agevolazione è di 4.000 euro.
Le agevolazioni, che rientrano nel regime de minimis previsto dall’Unione Europea, verranno erogate come contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 20.000 euro, in due o in un’unica soluzione.
I servizi e prodotti di cloud computing e cyber security dovranno essere acquistati da fornitori iscritti nell’elenco predisposto dal Mimit, a cui ci si potrà iscrivere seguendo le indicazioni riportate sul sito del Ministero. Le richieste per essere inseriti nell’elenco dovranno pervenire dalle ore 12.00 del 4 marzo 2026 alle ore 12.00 del 23 aprile 2026.
Nella valutazione della congruità delle richieste, che seguirà il criterio cronologico, il Ministero si avvarrà della collaborazione di Invitalia e Infratel Italia. Entro 60 giorni dalla chiusura dello sportello il Mimit comunicherà l’elenco dei fornitori e dei relativi servizi e/o prodotti erogabili.
Con un successivo decreto direttoriale verranno definiti i termini sia per la presentazione delle domande da parte delle PMI e dei lavoratori autonomi, sia per le modalità di erogazione delle agevolazioni.
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“La caduta di un Icaro”: ecco lo scatto surreale che ha fatto il giro del web
Non è solo un’immagine astronomica, ma una performance visiva, un connubio tra sport estremo e fotografia scientifica.
“La caduta di un Icaro”: così l’astrofotografo statunitense Andrew McCarthy ha battezzato questo spettacolare scatto, che mostra la silhouette di un uomo in caduta libera davanti al disco solare.
Il tutto è stato possibile grazie a una meticolosa preparazione: “Ci sono voluti mesi di pianificazione e un sacco di calcoli matematici, ma non potrei essere più felice del risultato!”, ha scritto McCarthy su X.
Un’altra riflessione, sempre affidata ai social, rende ancora meglio l’idea delle proporzioni in gioco: “Incredibile quanto [l’uomo] sembri piccolo, nonostante sia quasi 50 milioni di volte più vicino [rispetto al Sole]”.
Per realizzare questa immagine, lo scorso 8 novembre McCarthy ha allestito nel deserto dell’Arizona un array di telescopi per catturare la superficie del Sole, usando un filtro nebulare H-alfa per mettere in risalto i dettagli turbolenti dell’atmosfera solare. Insieme a lui l’amico e paracadutista Gabriel C. Brown, Youtuber e musicista, pronto a eseguire un salto da un velivolo ultraleggero.
Di salti ne sono serviti sei, e finalmente McCarthy ha colto l’attimo, riuscendo ad allineare telescopio, Brown e disco solare in quell’istante perfetto. Il risultato è una silhouette scura e nitida che sembra cadere sul disco solare, in un’immagine di grande impatto visivo. McCarthy ha poi composto un mosaico ad alta risoluzione del Sole, abbinando alla silhouette di Brown la superficie solare catturata con un altro telescopio.
Lo stesso autore in precedenza aveva già realizzato scatti simili: come la Stazione Spaziale Internazionale che transita davanti al Sole, un aereo davanti alla Luna, un razzo vettore sempre davanti al Sole. Ma un uomo, che sembra cadere letteralmente verso il disco solare, fa tutto un altro effetto.
Yoox: raggiunto accordo al Mimit, ritirata la procedura di licenziamento collettivo
Urso: “successo frutto di un lavoro di squadra”
Raggiunto l’accordo al Mimit sulla vertenza Yoox che consente di superare la procedura di licenziamento collettivo che coinvolgeva oltre 200 lavoratrici e lavoratori.
“Una vittoria per le lavoratrici e i lavoratori Yoox, frutto di mesi di impegno costante al fianco delle parti sociali. Un successo frutto di un lavoro di squadra che conferma come il metodo del Mimit, fondato sul confronto autentico e su un percorso condiviso, rappresenti la strada giusta per rilanciare l’industria e garantire la tutela dell’occupazione”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.
L’intesa, frutto di un confronto serrato al Mimit tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni, ha consentito di ridurre di circa 70 unità il numero degli esuberi strutturali e la condivisione di un percorso non traumatico tramite l’utilizzo di ammortizzatori sociali e incentivazioni all’esodo per i lavoratori interessati.
L’accordo sarà ora sottoposto alla valutazione dei lavoratori. L’impegno di tutte le parti è ora finalizzato al pieno rilancio produttivo e commerciale dell’azienda.
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Se scoppia la bolla IA, nessuno è al riparo, avverte il numero uno di Google
L’ondata di investimenti nell’intelligenza artificiale è straordinaria, ma è anche segnata da “elementi di irrazionalità”. A dirlo è il CEO di Alphabet, Sundar Pichai, in un’intervista esclusiva alla BBC nella sede di Mountain View. Il monito è chiaro: se la bolla dell’IA dovesse scoppiare, nessuna azienda sarebbe immune, Google compresa.
Pichai sottolinea come l’attuale ciclo di investimenti abbia raggiunto dimensioni senza precedenti. Google, per esempio, è passata da meno di 30 miliardi di dollari di spesa annua a oltre 90 miliardi, mentre l’intero settore ha superato la soglia del trilione di dollari destinati a infrastrutture e sviluppo.
Una corsa alimentata dalla crescente domanda di strumenti come Gemini, dai nuovi superchip proprietari e dalla competizione sempre più serrata con OpenAI e gli altri protagonisti globali.
“Nessuna azienda è immune, noi compresi. Se si investe in eccesso, dovremo attraversare quella fase”
Sundar Pichai, CEO di Alphabet
Secondo Pichai, l’entusiasmo per il potenziale dell’intelligenza artificiale è ampiamente giustificato, ma, come accadde con Internet negli anni ’90, si rischia di “andare fuori giri”. Anche allora, ricorda, gli investimenti furono eccessivi, ma nessuno mette in dubbio l’impatto e la portata storica della digitalizzazione. L’IA, afferma, avrà un impatto altrettanto profondo, ma il settore deve essere pronto a gestire i momenti di crisi dello sviluppo.
Il CEO riconosce che un eventuale scoppio della bolla avrebbe ripercussioni trasversali: “Non c’è azienda al riparo”. Google, tuttavia, ritiene di possedere una posizione più solida grazie al suo “full stack”, che va dai chip alle piattaforme come YouTube, dai modelli agli avanzati laboratori di ricerca.
Il manager mette però in guardia anche sull’enorme fabbisogno energetico dell’IA: secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, i data center rappresentavano già l’1,5% dei consumi globali nel 2023. Una sfida che, secondo Pichai, richiede infrastrutture e fonti rinnovabili più ambiziose per non frenare l’innovazione e la crescita. L’IA cambierà professioni, competenze e processi: “Chi saprà usare questi strumenti avrà più successo”, afferma Pichai, ma per non ripetere gli errori del passato serviranno prudenza e una visione di lungo periodo.
Italia-Mongolia: Urso e Damdinnyam firmano al Mimit dichiarazione congiunta su minerali e materie prime critiche
Il Ministro: “Collaborazione strutturata in settori cruciali per l’Italia e l’Europa”
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e il Ministro dell’Industria e delle Risorse Minerarie della Mongolia, Damdinnyam Gongor, hanno sottoscritto a Palazzo Piacentini una dichiarazione congiunta per rafforzare la cooperazione nel settore dei minerali e delle materie prime critiche. L’accordo è stato anche firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
“Aggiungiamo un importante tassello ai nostri rapporti industriali, avviando una collaborazione strutturata in un settore cruciale per l’Italia e l’Europa, come confermato oggi anche dalla Commissione con il piano d’azione RESourceEU sulle materie prime essenziali, fondamentali per la transizione energetica e per la competitività tecnologica“, ha dichiarato Urso. “Un passo decisivo verso l’obiettivo di diversificare le catene di approvvigionamento, ridurre la nostra dipendenza da un numero limitato di fornitori globali e garantire forniture sicure, affidabili e sostenibili”, ha concluso.
L’intesa segna l’avvio della cooperazione bilaterale sulle terre rare e sulle materie prime essenziali per l’industria europea, in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza dei flussi industriali strategici. La Mongolia è infatti uno dei Paesi con maggiore potenziale minerario dell’Asia centrale e questa collaborazione si inserisce nella strategia nazionale di diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
L’accordo odierno rientra nelle celebrazioni del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica Italiana e la Mongolia, che hanno condotto all’elevazione dei rapporti bilaterali al rango di partenariato strategico, sancito dalla dichiarazione congiunta diffusa in occasione della visita a Roma del Presidente Ukhnaa Khurelsukh.
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Addio a Philippe Taquet, il cacciatore di dinosauri “padre” dell’Ouranosaurus
Il paleontologo francese Philippe Taquet, uno dei protagonisti dello studio dei dinosauri africani, è morto a Parigi il 16 novembre all’età di 85 anni. A darne notizia Le Monde, che lo descrive come un instancabile “cacciatore di dinosauri”. Taquet è stato anche direttore del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, dove ha formato intere generazioni di studiosi. A lui si devono straordinarie scoperte nel Sahara, come l’Ouranosaurus nigeriensis e il Nigersaurus taqueti, due specie che hanno ampliato in modo significativo la conoscenza del Cretaceo africano.
Figlio di imprenditori tessili, Taquet si avvicinò alla paleontologia nel 1964, quando il suo maestro Jean-Pierre Lehman lo convocò d’urgenza al museo. I geologi francesi, in missione in Niger, avevano trovato ossa fossili nel deserto del Ténéré e avevano bisogno di un giovane ricercatore pronto a partire subito. Taquet accettò e, tra il 1965 e il 1972, guidò una serie di spedizioni che portarono alla scoperta di un patrimonio eccezionale: i resti dell’Ouranosaurus, descritti nel 1976, del curioso Nigersaurus e del gigantesco Sarcosuchus, un coccodrillo preistorico lungo oltre dieci metri.
Il sito di Gadoufaoua, nel Niger centrale, divenne il suo principale laboratorio a cielo aperto. Taquet intuì subito il valore di quel giacimento, ricco di ossa di sauropodi e di altri dinosauri, ma non riuscì a descrivere tutto il materiale raccolto; molte delle sue scoperte sarebbero state pubblicate solo decenni più tardi, grazie a nuove campagne internazionali.
Parallelamente, Taquet ebbe una prestigiosa carriera istituzionale: fu ricercatore presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica francese (CNRS), professore di paleontologia presso il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi e direttore dell’istituzione dal 1985 al 1990. In seguito entrò a far parte dell’Accademia delle Scienze di Francia, di cui fu presidente nel biennio 2012-2013, come ricorda Les Échos.
Accanto alla ricerca, Taquet si dedicò alla divulgazione. Nel volume L’impronta dei dinosauri (1994) raccontò la paleontologia come un’avventura intellettuale e umana, adottando uno stile vicino al reportage scientifico.
Il suo percorso incrociò più volte l’Italia: il Museo di Storia Naturale di Venezia espone oggi lo spettacolare scheletro di Ouranosaurus nigeriensis, frutto delle missioni compiute insieme al paleontologo e imprenditore veneziano Giancarlo Ligabue, suo collaboratore nelle spedizioni nel Sahara.
Considerato da molti l’erede moderno di Georges Cuvier, Taquet lascia in eredità nove specie identificate, decenni di scavi nel Sahara e una visione della paleontologia capace di unire rigore scientifico, cooperazione internazionale e autentica passione per il lavoro sul campo.
Ex Ilva: Urso incontra istituzioni piemontesi
Il Ministro: “Governo è in campo per assicurare la continuità produttiva”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha avuto un incontro in videocollegamento con le istituzioni territoriali piemontesi sul futuro dell’ex Ilva, con particolare attenzione al rilancio degli stabilimenti di Novi Ligure e Racconigi. Presenti la vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, e il sindaco di Racconigi, Valerio Oderda.
Il ministro Urso ha innanzitutto ribadito quanto espresso sin dall’inizio in merito al piano di manutenzione degli impianti di Taranto avviato dai commissari, finalizzato a ripristinare una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate, compromessa dal sequestro probatorio dell’altoforno 1 disposto dalla Procura di Taranto. La riduzione dei flussi di coils verso gli stabilimenti del Nord è quindi solo temporanea, dovuta alle attività di manutenzione e revamping degli impianti, in vista dell’avvio della fase di crescita produttiva a partire dal mese di marzo.
“Non vi è quindi alcun piano di chiusura” ha affermato Urso, “semmai di rilancio e ripresa produttiva, per la quale sono state assicurate le risorse necessarie nel decreto-legge del 1° dicembre, ora in conversione in Parlamento”.
Il ministro ha confermato che “tutto il personale di Novi Ligure resterà al lavoro” e che “non vi è stato alcun incremento della cassa integrazione”, anche a Racconigi, dove durante il rallentamento delle attività “i lavoratori resteranno in servizio, coinvolti in percorsi formativi, con retribuzione pienamente garantita”.
Urso ha quindi ribadito che il Governo è in campo per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti e il processo di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico a supporto del piano industriale.
All’incontro odierno seguiranno domani quelli con le istituzioni liguri, alle ore 10.00, e con le istituzioni pugliesi, alle ore 12.00, come concordato con Regioni ed enti locali nella riunione svoltasi al Mimit venerdì scorso.
Futuro24: 30 anni di esopianeti
Futuro24: 30 anni di esopianeti
30 anni fa fu annunciata la scoperta del primo pianeta intorno a una stella simile al Sole. Facciamo il punto sulle ricerche in questo campo con uno dei due autori della scoperta – il Nobel per la Fisica Michel Mayor – e con altri esperti del settore
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Al lavoro per soluzione industriale e tutela lavoratori
Nuovo incontro al Mimit sulla vertenza Trasnova, la società con sede a Cassino che svolge per Stellantis attività di logistica e che attualmente conta 288 lavoratori.
Rispondendo alla richiesta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gruppo Stellantis ha comunicato la propria disponibilità a prorogare di ulteriori quattro mesi il contratto commerciale con Trasnova, consentendo così la continuità operativa dell’azienda nel breve periodo.
Il Mimit ha ribadito il proprio impegno a garantire la massima tutela occupazionale e a proseguire il confronto con tutte le parti coinvolte, al fine di esplorare ogni possibile soluzione idonea ad assicurare la continuità produttiva e la salvaguardia dei posti di lavoro.
Un nuovo incontro del tavolo al Mimit con organizzazioni sindacali e Trasnova è stato fissato per il 4 febbraio.











