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Sulcis: Urso, “Può tornare a essere un polo industriale ma serve gioco di squadra”
Riunito al Mimit il tavolo istituzionale con focus su rilancio industriale e opportunità occupazionali
Si è tenuto a Palazzo Piacentini il tavolo istituzionale dedicato all’area del Sulcis, convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, per avviare un confronto a tutto campo sul rilancio industriale e occupazionale del territorio. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di Regione Sardegna, Comuni dell’area, ministero del Lavoro, Confindustria, organizzazioni sindacali e le strutture tecniche del Mimit.
Al centro dell’incontro non le singole vertenze ma una visione d’insieme: l’obiettivo è stato fare il punto sullo stato del tessuto produttivo e valutare tutte le leve disponibili per dare una risposta strutturale alle crisi in corso e rilanciare l’occupazione nel Sulcis.
Il ministro Urso ha evidenziato che “il Sulcis può tornare a essere un polo industriale, cogliendo le opportunità che vi sono proprio nelle filiere strategiche su cui la nostra Europa indirizza le maggiori risorse: pensiamo alle materie prime critiche e certamente anche al settore della Difesa, comparti in crescita. Serve responsabilità, pragmatismo e comunità di intenti. Serve appunto un grande gioco di squadra”.
Durante il tavolo è stata, inoltre, presentata un’analisi sull’indotto industriale collegato alle principali aziende in crisi. Sono 28 le imprese dell’indotto, dalle quali emerge un dato incoraggiante: il numero di aziende che non ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali supera quelle che ne hanno usufruito, segnale di una base produttiva che sta mostrando capacità di reazione e resilienza.
Tra le opportunità di reimpiego per i lavoratori coinvolti nelle crisi industriali è emersa la prospettiva legata allo stabilimento di Rwm Italia, che potrebbe garantire – a pieno regime – un impatto occupazionale stimato in circa 250 nuovi posti di lavoro. Tuttavia, tale prospettiva resta subordinata allo sblocco amministrativo da parte della Regione Sardegna, relativo alla piena operatività degli impianti già realizzati.
L’attivazione del nuovo stabilimento permetterebbe un’integrazione significativa di manodopera locale. Rwm Italia impiega oggi 527 lavoratori, quasi tutti provenienti dai Comuni dell’area del Sulcis, di cui oltre il 20% ex dipendenti di aziende in crisi seguite dal Mimit, come Portovesme, Eurallumina e Sider Alloys, grazie alla compatibilità delle competenze. Sono inoltre attualmente vacanti 46 posizioni tecniche e amministrative, che, sommate alle prospettive future, potrebbero arrivare fino a 250 nuove assunzioni complessive.
Come chiesto anche da Confindustria, “è necessario sbloccare al più presto l’investimento di Rwm dando un segnale positivo agli operatori internazionali. Sollecito nuovamente la Giunta regionale a valutare questo importante e strategico investimento, che avrebbe ricadute occupazionali significative nell’area del Sulcis”, ha rimarcato il ministro anticipando che già nei prossimi giorni convocherà un tavolo specifico su questo importante e significativo investimento che avrebbe un impatto positivo a livello occupazionale, invitando la Giunta regionale nel frattempo ad assumere le proprie decisioni. Questo incontro si aggiungerà ai tre tavoli già convocati al Mimit sulle vertenze Eurallumina (16/09), SiderAlloys (17/09) e Glencore (02/10).
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Agenti vocali AI che rispondono al telefono: li distingueremo dagli umani?
Alla Rome Future Week si ragiona sul futuro, insieme ad alcuni dei protagonisti che questo futuro lo stanno già immaginando, progettando, osservando, con l’Intelligenza Artificiale come comune denominatore dei cambiamenti che questa tecnologia sta apportando alla società.
Ed è proprio l’AI il tema al centro dell’evento “Alchemy Makers” che si è tenuto presso “Industrie fluviali”, a Roma. Intelligenza Artificiale declinata nei molteplici aspetti delle attività dell’uomo: dal mondo del lavoro a quello della creatività, dall’offerta di servizi alle strategie di business fino alle interazioni interpersonali.
Adriatronics (ex Flextronics): raggiunto l’accordo con Startech Industries per il rilancio del sito di Trieste
Urso: “Obiettivo centrato, ridata prospettiva industriale e occupazionale solida”
“Oggi scriviamo un’altra pagina di politica industriale che impatterà positivamente, come già accaduto per Wartisla, su questo territorio. Ridiamo una prospettiva produttiva e occupazionale solida al sito Adriatronics di Trieste e ai suoi 333 lavoratori, patrimonio aziendale e di competenze che non potevamo permetterci di disperdere. Abbiamo centrato l’obiettivo”.
Questo quanto dichiarato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, al tavolo ex Flextronics al Mimit, in cui l’azienda specializzata in ricerca, sviluppo e produzione di prodotti elettronici – rilevata dal fondo FairCap per conto della sua controllata Adriatronics – ha reso noto l’accordo di vendita per l’intera area industriale di Trieste alla newco Startech Industries. Un importante annuncio che arriva all’esito del processo di reindustrializzazione sollecitato fin dallo scorso febbraio dal Mimit, dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dalle parti sociali, al fondo tedesco proprietario.
Nel dettaglio, Startech Industries andrà a produrre nel sito triestino trasduttori ottici di terza generazione per i datacenter, prevedendo un piano di investimenti da 80 milioni di euro. Dal punto di vista occupazionale, l’azienda prevede l’assorbimento totale degli attuali 333 lavoratori, con la prospettiva, a pieno regime, di un incremento fino a 420 dipendenti.
La vicenda era iniziata a novembre 2024, quando la multinazionale americana Flextronics, a seguito del mancato rinnovo del contratto da parte del principale committente, aveva annunciato la cessione del sito produttivo al fondo tedesco FairCap, che ha acquisito le attività per conto della controllata Adriatronics.
Il Mimit ha prontamente convocato un tavolo di confronto con l’azienda, le organizzazioni sindacali, la Regione Friuli-Venezia Giulia e Confindustria; in tale sede, le parti, a seguito di diversi incontri, hanno denunciato la mancanza di trasparenza da parte dell’azienda e criticità legate all’assenza di un piano industriale credibile.
Lo scorso febbraio, sollecitato dal ministro Adolfo Urso e dalle parti coinvolte nella vertenza, il fondo FairCap si è finalmente reso disponibile a individuare un soggetto industriale in grado di assicurare continuità produttiva e occupazionale, garantendo una prospettiva di lungo periodo, oltre al rilancio del sito triestino.
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Usa, Google non deve vendere Chrome e Android, ma deve condividere i dati
Una sconfitta per il governo degli Stati Uniti che ha messo le ali al titolo del gruppo Alphabet, che controlla fra l’altro anche Google, la sentenza nella causa indetta da Washington contro Google circa il monopolio dei motori di ricerca. Un giudice federale ha respinto le richieste di costringere il gruppo a cedere il suo browser Web Chrome e il sistema operativo mobile Android.
Il giudice Amit Mehta ha scritto in una sentenza di 230 pagine che il governo ha “esagerato nel chiedere la cessione forzata di queste risorse chiave, che Google non ha utilizzato per attuare alcuna restrizione illegale”. Allo stesso tempo, tuttavia, si vieta all’azienda di stipulare accordi esclusivi per la distribuzione dei suoi servizi chiave, tra cui la ricerca web, Chrome e il software di intelligenza artificiale Gemini. La sentenza consente comunque a Google di pagare aziende come Apple o Mozilla, lo sviluppatore di Firefox, per preinstallare i suoi servizi.
I documenti del processo hanno mostrato come Apple abbia ricevuto miliardi di dollari per aver preinstallato Google Search come motore di ricerca predefinito sugli iPhone. Per Mozilla, la preinstallazione di Google Search in Firefox è una fonte fondamentale di entrate.
Nell’Unione Europea, agli utenti viene ora chiesto esplicitamente quale motore di ricerca desiderano utilizzare, ma il giudice ha respinto tale scelta obbligatoria per gli Stati Uniti. Google sarà inoltre tenuta a condividere alcuni dati del motore di ricerca con i concorrenti. Tra questi, parti dell’indice di ricerca che Google crea durante la scansione del web, nonché alcune informazioni sulle interazioni degli utenti.
I dati hanno lo scopo di aiutare i motori di ricerca rivali come Bing o DuckDuckGo di Microsoft, nonché le aziende di intelligenza artificiale come OpenAI, il produttore di ChatGPT, nello sviluppo di prodotti concorrenti.
Il caso nasce da una sentenza del 2024 secondo cui Google deterrebbe il monopolio della ricerca web tutelando la propria posizione contro i concorrenti con mezzi sleali. Il processo a Washington si è concentrato sulle conseguenze di tale sentenza. Google ha annunciato che presenterà ricorso contro la decisione, il che significa che la sentenza di ieri potrebbe rappresentare solo un passo di una lunga battaglia legale.
Intanto la decisione del giudice è stata accolta con favore dagli investitori. Le azioni di Alphabet, la società madre di Google, sono salite del 7% nelle contrattazioni after-hours, mentre il titolo Apple è aumentato del 3%.
Mimit, presentati francobolli dedicati al settore alimentare della serie “le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”
Le emissioni celebrano: Pallini; Nocciolini di Chivasso; Molinari Italia; Fabbri 1905; Oleificio Zucchi; Riso Carnaroli; Fondazione Qualivita
Presso il Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini si è tenuta la cerimonia di presentazione e annullo filatelico dei francobolli della serie “le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy” dedicati al settore alimentare. I sette francobolli rappresentano un riconoscimento per Pallini; Nocciolini di Chivasso; Molinari Italia; Fabbri 1905; Oleificio Zucchi; Riso Carnaroli; Fondazione Qualivita.
All’evento, presieduto dal sottosegretario di Stato con delega alla filatelia, Fausta Bergamotto, hanno partecipato i rappresentanti di Poste Italiane, Istituto Poligrafico Zecca dello Stato, oltre ai vertici delle aziende e enti a cui sono stati dedicati i francobolli.
“Con l’emissione odierna della serie filatelica Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico dedicata all’agroalimentare rendiamo omaggio a imprese dalle radici profonde nei territori, fondate sul lavoro ben fatto e sulla perseveranza. Generazione dopo generazione, questi marchi hanno accompagnato la vita degli italiani e sono oggi riconosciuti in Italia e nel mondo come sinonimo di qualità, gusto ed affidabilità. Con questo gesto, il Mimit ribadisce il proprio impegno a valorizzarle, sostenendone crescita, innovazione ed export.”, ha dichiarato il Sottosegretario Bergamotto.
Le vignette rirpoducono:
- per Pallini, un manifesto in stile liberty del primo Novecento, raffigurante un uomo e una donna seduti in una terrazza che degustano il Mistrà, il liquore più iconico dell’azienda Pallini, delimitato, in alto, dal logo del 150° anniversario dello storico marchio italiano. Completa il francobollo la legenda “150 ANNI PALLINI ROMA”;
- per Nocciolini di Chivasso, i famosi Nocciolini di Chivasso, affiancati da una foglia di nocciolo e dai suoi frutti, l’ingrediente principe di questa prelibatezza dolciaria, uno dei dolci più piccoli al mondo. Completa il francobollo la legenda “NOCCIOLINI DI CHIVASSO”;
- per Molinari Italia, su un fondino tappezzato da righe verticali monocromatiche in colore grigio, il logo ufficiale di Molinari Italia in primo piano sulla silhouette dell’iconica bottiglia della Sambuca Molinari su cui campeggia l’acronimo “SM” in rosso e la firma del fondatore Angelo Molinari. Completa il francobollo la legenda “DAL 1945”;
- per Fabbri 1905, il famoso vaso in ceramica Amarena Fabbri. Suggella la composizione il pregiato frutto che ha reso iconico questo prodotto alimentare artigianale. In alto, il logo dell’azienda;
- per Oleificio Zucchi, il logo di Oleificio Zucchi, storica azienda cremonese fondata nel 1810, affiancato dalla raffigurazione di un’antica macina in pietra, costituita da due molazze che ruotano su un basamento circolare, impiegata al fine di estrarre olio di semi e d’oliva per uso alimentare. La composizione è delimitata, in basso, da un motivo grafico tratto dal logo aziendale;
- per Riso Carnaroli, una risaia, con un casolare sullo sfondo e pannocchie di riso in primo piano, che caratterizza, in Lombardia, tutta la zona della provincia di Pavia a vocazione risicola, dove è radicata la coltivazione del Riso Carnaroli Classico. Completa il francobollo la legenda “RISO CARNAROLI CLASSICO DAL 1945”;
- per Fondazione Qualivita, su fondino verde oliva che richiama il colore corporate della Fondazione Qualivita, il logo della Fondazione delimitato, in basso, da una bandella sottile con i colori della bandiera italiana che precede la scritta: “PER LA VALORIZZAZIONE DELLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI ITALIANE DOP E IGP”.
I bozzetti sono stati realizzati da: per Pallini, progetto grafico a cura del Centro Filatelico dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.; per Nocciolini di Chivasso, Emanuele Cigliuti; per Molinari Italia, progetto grafico a cura di Molinari Italia e ottimizzato dal Centro Filatelico dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.; per Fabbri 1905, Emanuela L’Abate; per Oleificio Zucchi, Matias Hermo; per Riso Carnaroli, Roberto Giannotti; per Fondazione Qualivita, progetto grafico a cura di Fondazione Qualivita e ottimizzato dal Centro Filatelico dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A..
I francobolli verranno stampati, con l’indicazione tariffaria B, in 200.025 esemplari (200.004 per quello dedicato ai Nocciolini di Chivasso).
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600mila neuroni in diverse aree, ecco la prima mappa completa di un cervello mammifero in attività
600mila neuroni sparsi in 279 aree, vale a dire il 95% del volume cerebrale di un topo, vengono mostrati per la prima volta in una mappa completa di un cervello di mammifero in attività: ottenuta grazie ad una vasta collaborazione internazionale che ha coinvolto 12 laboratori di Europa e Stati Uniti, l’International Brain Laboratory, la mappa rivela che il processo decisionale è distribuito su molte regioni cerebrali altamente coordinate fra di loro, al contrario di quanto sostenuto dalle teorie tradizionali di vecchia data.
L’importante risultato, arrivato pochi mesi dopo la mappa più completa mai tracciata delle cellule e delle connessioni presenti nel cervello di topo, è stato pubblicato in due studi sulla rivista Nature e tutti i dati sono stati resi liberamente accessibili.
“Questa è la prima volta che qualcuno ha prodotto una mappa completa dell’attività dei singoli neuroni durante il processo decisionale, che copre l’intero cervello: la portata è senza precedenti”, afferma Alexandre Pouget, co-fondatore dell’Ibl e a capo del gruppo dell’Università di Ginevra che ha partecipato al progetto.
“L’attività decisionale – aggiunge Pouget – e in particolare la ricompensa, illuminano il cervello come un albero di Natale”. I ricercatori hanno utilizzato elettrodi all’avanguardia per registrare l’attività cerebrale dei topi mentre svolgevano un compito: a seconda della posizione nella quale compariva la luce su uno schermo, gli animali dovevano girare una piccola rotella a destra o a sinistra per ottenere una ricompensa.
I dati ottenuti dimostrano che i segnali che permettono di prendere una decisione sono sorprendentemente distribuiti in tutto il cervello, non localizzati in regioni specifiche, e lo stesso vale anche per le nostre aspettative su ciò che accadrà probabilmente in futuro, elaborate in base all’esperienza. Ciò supporta l’idea che il cervello agisca come una macchina predittiva e potrebbe aiutare a comprendere condizioni come la schizofrenia e l’autismo, che si ritiene siano causate da differenze nel modo in cui le aspettative vengono aggiornate nel cervello.
Italia-Eau: Urso incontra l’Inviato Speciale per gli Affari e la Filantropia Jafar. Focus su IA e informatica quantistica
Il Ministro: partnership strategica per l’innovazione tecnologica
L’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica e la produzione avanzata sono alcuni dei temi sui quali si sono confrontati il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, e l’Inviato Speciale degli Emirati Arabi Uniti per gli Affari e la Filantropia, Badr Jafar, nel corso del bilaterale che si è tenuto a Palazzo Piacentini, finalizzato al rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi.
“L’Italia e gli Emirati Arabi Uniti stanno attraversando una fase di grande consolidamento del partenariato strategico. L’eccellenza italiana a livello globale nei settori della robotica e dell’automazione si integra perfettamente con la visione lungimirante e i consistenti investimenti degli Emirati Arabi Uniti in materia di innovazione. Questo consentirebbe ai nostri due Paesi di posizionarsi all’avanguardia nel panorama tecnologico internazionale”, ha dichiarato il ministro Urso.
Nel corso dell’incontro, Urso ha evidenziato che il Mimit ha già attivato rapporti di collaborazione strutturata con i competenti dicasteri emiratini. In particolare, con la Ministra Reem Ebrahim Al Hashimi, Inviata Speciale per l’Italia, si è recentemente tenuto un confronto operativo finalizzato alla realizzazione di potenziali iniziative di investimento nel territorio nazionale. Ricordando che l’Italia attualmente ha un sistema normativo mirato all’innovazione, alla competitività e alla crescita, anche grazie alla strategia industriale moderna tracciata nel ‘Libro bianco Made in Italy 2030’, il ministro ha poi ribadito l’importanza di costruire partenariati industriali forti con gli Emirati Arabi Uniti, puntando su innovazione e leadership condivisa nei settori strategici.
Sul fronte delle imprese, anche alla luce della recente approvazione della legge sulle Pmi, Urso ha infine sottolineato l’importanza di avviare progetti congiunti di cooperazione con gli Eau, focalizzati su misure a supporto della crescita e delle nuove tecnologie.
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Unione europea, 761 milioni a 478 scienziati emergenti. Il secondo gruppo più numeroso è italiano
Sono la ‘next generation’ degli scienziati d’Europa e l’Ue li supporterà mettendo benzina nei motori delle loro ricerche. Sono stati resi noti oggi i vincitori degli Starting Grant di quest’anno: il Consiglio europeo della ricerca (Erc) ha selezionato 478 ricercatori all’inizio della carriera e per loro mette in campo un finanziamento totale di 761 milioni di euro.
Fondi che sostengono la ricerca d’eccellenza in diversi campi, spiegano dall’Erc, annunciando le assegnazioni. “Tra i vincitori di questo nuovo ciclo di finanziamenti Ue ci sono ricercatori di 51 nazionalità”, evidenzia Ekaterina Zaharieva, commissaria europea per le Startup, la Ricerca e l’Innovazione.
E fra i beneficiari dei grant, gli italiani sono il secondo gruppo più numeroso: ben 55 i cervelli tricolore selezionati, secondi dopo i tedeschi (87). Terzi i francesi (33) e a seguire ricercatori britannici e spagnoli (32 ciascuno). Ma l’Italia è invece fuori dal podio dei Paesi che ospitano più progetti.
I candidati selezionati svolgeranno le loro ricerche in università e centri di ricerca complessivamente di 25 Paesi: sede più scelta Germania (99 borse di studio), e a seguire Regno Unito (60), Paesi Bassi (44) e Francia (41).
Il bando degli Starting Grant ha attirato 3.928 proposte, segnando un aumento del 13% rispetto a quello dello scorso anno. Poco più del 12% delle proposte sarà finanziato. Questi scienziati, sottolinea Zaharieva, “faranno progredire la conoscenza in un’ampia gamma di campi scientifici, tra cui il cancro, la salute mentale e la scienza quantistica. Assistiamo all’arrivo in Europa di scienziati di spicco grazie a queste nuove sovvenzioni, e molti scelgono di rimanere grazie a questo sostegno. Ciò dimostra il potenziale dell’Europa nell’attrarre e trattenere i migliori talenti scientifici”. Il numero di donne beneficiarie rimane stabile, rimarcano i promotori dei finanziamenti: la quota è al 42% quest’anno, rispetto al 44% del 2024 e al 43% del 2023.
Uno Starting Grant ammonta a 1,5 milioni di euro per un periodo massimo di 5 anni. Ma possono essere stanziati fondi aggiuntivi per coprire i costi relativi al trasferimento da un Paese al di fuori dell’Ue o Paesi associati, all’acquisto di attrezzature di grandi dimensioni o all’accesso a grandi strutture, o a costi significativi relativi alla sperimentazione e al lavoro sul campo. E poi c’è l”indotto’ generato: si stima che questa tornata di sovvenzioni creerà circa 3.000 posti di lavoro nei team dei nuovi beneficiari.
LPE SpA: Mimit, monitoraggio delle prescrizioni golden power in corso
Nuovo incontro già in programma per il 17 settembre
In merito alle richieste delle organizzazioni sindacali e alle dichiarazioni delle opposizioni sulla crisi che sta coinvolgendo la L.P.E. S.p.A. di Baranzate (MI), azienda attiva nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di semiconduttori per l’automotive e per il settore energetico, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy informa di aver svolto regolarmente negli anni le attività di monitoraggio volte a verificare il rispetto delle prescrizioni connesse all’esercizio del Golden Power, disposto nel 2022 dal Governo Draghi.
Anche quest’anno il Ministero ha avviato, sin dalla primavera e come sempre in riservatezza, le consuete procedure di monitoraggio e sono in corso interlocuzioni con la società per verificare il rispetto delle prescrizioni del Golden Power.
Tuttavia, tali prescrizioni erano finalizzate esclusivamente a garantire l’approvvigionamento di beni legati ai semiconduttori e si sono rivelate insufficienti a garantire adeguate tutele sul piano occupazionale e produttivo, soprattutto alla luce di un mercato in rapida e profonda trasformazione.
Il Mimit, su indicazione del Ministro Adolfo Urso, già ai primi di agosto ha avuto un primo incontro con l’azienda, aggiornato al prossimo 17 settembre al fine di approfondire ogni possibile soluzione volta a salvaguardare la continuità produttiva e i livelli occupazionali.
Campi Flegrei e Intelligenza artificiale: le scoperte dei ricercatori sull’attività sismica in corso
Un team internazionale di scienziati del Dipartimento di Geofisica della Doerr School of Sustainability di Stanford, dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv-Ov) e dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha appena pubblicato, sulla rivista scientifica Science, lo studio A clearer view of the current phase of unrest at Campi Flegrei Caldera.
Il lavoro offre una visione più chiara della fase di attività sismica in corso ai Campi Flegrei (unrest). L’area di interesse comprende le zone densamente popolate della periferia occidentale di Napoli e la città di Pozzuoli, dove negli ultimi anni si è registrato un deciso aumento dell’attività sismica, delle emissioni di gas e del sollevamento del suolo.
I ricercatori hanno utilizzato tecniche di intelligenza artificiale (AI) sviluppate presso l’Università di Stanford e applicate ai sismogrammi registrati dall’Ingv nell’area dei Campi Flegrei, identificando oltre 50.000 terremoti nel periodo tra il 2022 e la metà del 2025. Il catalogo sismico di alta definizione ha evidenziato un sistema di faglie attive e ha fornito importanti dettagli sull’origine del fenomeno.
L’AI è stata istruita utilizzando il catalogo sismico compilato dall’Ing-Ov dal 2000 e si è avvalsa della densa rete sismica potenziata negli anni dall’Ente anche in risposta all’aumento della sismicità. I risultati hanno mostrato che la quasi totalità degli eventi sismici ha un’origine tettonica, con profondità inferiori ai 4 km e non si riscontrano evidenze sismiche di una migrazione significativa di magma. È stato chiaramente identificato un sistema di faglie ad anello, che circonda la zona di sollevamento della caldera, estendendosi sia sulla terraferma sia nel Golfo di Napoli.
“All’interno di tale struttura ad anello la sismicità osservata evidenzia per la prima volta sulla terraferma vicino a Pozzuoli delle faglie specifiche e ben definite, che potrebbero portare a stime più precise della pericolosità e del rischio sismico in questa area”, afferma il Professor Warner Marzocchi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’unica sismicità non puramente tettonica, composta da eventi cosiddetti “ibridi”, è stata osservata a profondità inferiori a un chilometro, vicino al duomo lavico di Accademia.
“Questi eventi provengono dall’interazione tra roccia, fluidi e gas durante una frattura. Analisi più approfondite suggeriscono che i fluidi coinvolti sarebbero di tipo idrotermale”, ha dichiarato la ricercatrice dell’INGV Anna Tramelli. Il nuovo sistema di analisi dei segnali sismici, implementato durante la ricerca, è già in funzione. “Questo sistema, una volta superata la fase di verifica, potrebbe permettere di identificare in tempo quasi reale anche i più piccoli cambiamenti nel comportamento sismico dei Campi Flegrei e, di conseguenza, permettere migliori stime del rischio sismico e vulcanico”, concludono i ricercatori.











