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Taranto: Vestas presenta a Urso piano per ampliare produzione di pale eoliche
Incontro al MIMIT tra il Ministro e l’AD Hernik Andersen
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato a Palazzo Piacentini Henrik Andersen, amministratore delegato di Vestas. Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi gli ultimi investimenti e le prospettive di crescita in Italia del gruppo multinazionale danese, leader mondiale nella progettazione, produzione e manutenzione di turbine eoliche onshore e offshore.
Particolare rilievo, nell’incontro, è stato dato all’investimento di Vestas a Taranto, dove l’azienda è presente dal 1998 e dove, nell’anno in corso, prevede di produrre 150 pale eoliche. Il sito pugliese, inoltre, è in fase di ampliamento con tre progetti che prevedono un investimento complessivo di oltre 200 milioni di euro – due dei quali sostenuti dal Mimit attraverso contratti di sviluppo – con conseguenti ricadute occupazionali positive per il territorio tarantino.
Vestas è presente nel nostro Paese da 27 anni attraverso la controllata Vestas Blades Italia. L’azienda impiega circa 2.300 dipendenti e ha realizzato oltre 5,6 GW di capacità eolica, sviluppando una filiera che ha generato commesse a fornitori nazionali per oltre 100 milioni di euro l’anno.
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Bagliori scarlatti nello spazio: l’astronauta Pettit immortala una rara aurora rossa dalla ISS
Un bagliore di luce scarlatta sovrasta la più comune aurora verde e illumina l’orizzonte terrestre. A bordo della Iss l’astronauta statunitense Don Pettit ha catturato con la sua fotocamera l’immagine di una spettacolare aurora rossa, un evento raro e particolarmente suggestivo.
Secondo lo stesso astronauta, fenomeni di questa intensità si verificano appena due o tre volte durante un’intera missione di sei mesi in orbita. A differenza delle più comuni aurore verdi, quelle rosse sono il segno di un’attività solare particolarmente intensa: le particelle cariche del vento solare, entrando in contatto con l’ossigeno ad altitudini superiori ai 240 chilometri, sprigionano energia sotto forma di luce rossa.
Un fenomeno raro, dunque, ma anche affascinante per gli scienziati: queste danze luminose rivelano molto sulla relazione tra Sole e Terra e sull’impatto delle tempeste solari sulla nostra atmosfera.
Ex Ilva: svolta al Mimit. Firmata l’intesa tra le amministrazioni nazionali e locali sulla piena decarbonizzazione impianti
Ministro Urso: “Prevalso senso di responsabilità, finalmente esiste una vera Squadra Italia unita e coesa”
Svolta al Mimit. Dopo una lunga maratona di oltre sette ore è stata raggiunta l’intesa tra le amministrazioni nazionali e locali sulla piena decarbonizzazione dell’Ex Ilva di Taranto volta a garantire la massima tutela produttiva e occupazionale degli impianti
“È prevalso senso di responsabilità e interesse comune: finalmente esiste una vera Squadra Italia unita e coesa, oggi lo abbiamo dimostrato. Per la prima volta nella storia dell’ex Ilva, governo nazionale, Regione ed enti locali hanno trovato un’intesa per affrontare insieme una sfida decisiva per la siderurgia nazionale e, con essa, per l’intero sistema industriale del nostro Paese“, ha dichiarato il ministro delle imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. “È una svolta importante, che potrà finalmente incoraggiare gli investitori a presentare i propri piani industriali, puntando sulla riconversione green del settore: l’Italia diventerà il primo Paese in Europa a offrire siderurgia pienamente sostenibile“, ha concluso.
Il documento è stato sottoscritto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero della Salute, Ministero dell’Interno, Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comune di Taranto, Comune di Statte, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, ILVA S.p.A. in Amministrazione Straordinaria, Acciaierie d’Italia S.p.A. in Amministrazione Straordinaria, Taranto Energia S.r.l. in Amministrazione Straordinaria, ADI Energia S.r.l. in Amministrazione Straordinaria, DRI d’Italia S.p.A. L’atto sottoscritto è stato presentato successivamente alle organizzazioni sindacali nazionali, di categoria e locali e anche alle associazioni d’impresa nazionali e alle rappresentanze datoriali dell’indotto ex Ilva.
L’intesa prevede che il nuovo acquirente presenti, nel rispetto dei tempi che saranno indicati in fase di aggiudicazione, le istanze autorizzative sul versante ambientale e sanitario in linea con la progressiva e completa decarbonizzazione dello stabilimento attraverso la realizzazione di forni elettrici in sostituzione degli altoforni che saranno gradualmente dismessi.
Con la sottoscrizione dell’intesa, le parti firmatarie si impegnano altresì ad aggiornare i lavori dopo il 15 settembre – termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti – per analizzare le prime evidenze della procedura di gara ed esaminare la possibile localizzazione di un polo nazionale del DRI (Direct Reduced Iron) utile all’approvvigionamento dei forni elettrici presso lo stabilimento ex Ilva di Taranto, a partire dall’impianto già previsto con il FSC (ex PNRR), ove sia possibile assicurare il necessario approvvigionamento energetico.
In tale sede saranno anche esaminate nuove prospettive per la reindustrializzazione delle aree libere, secondo gli indirizzi del “tavolo Taranto”, tenendo presente il principio della valorizzazione dell’indotto, da attuarsi mediante una procedura di avviso per manifestazione di interesse agli investimenti industriali e produttivi, con la nomina di un commissario. Saranno valutate inoltre possibili misure in favore dei proprietari degli immobili nel quartiere Tamburi, anche attraverso lo snellimento delle procedure e il rifinanziamento del Fondo sanitario regionale.
Al fine di scongiurare o attenuare riflessi negativi sul versante occupazionale della transizione green dell’acciaieria saranno inoltre valutate misure di politica attiva e passiva del lavoro, anche a sviluppo delle interlocuzioni in corso con le associazioni sindacali.
Alla luce dell’intesa raggiunta oggi, le parti si impegnano a sottoscrivere un Accordo di Programma ai sensi dell’art. 34 del testo unico degli Enti Locali, anche ai fini di predisporre misure adeguate in favore dello sviluppo del territorio. Si impegnano inoltre a individuare strutture organizzative che monitorino le tempistiche dei procedimenti amministrativi ambientali riguardanti gli impianti strategici così da renderle effettive.
L’accordo di Programma avrà, in particolare, come oggetto la necessità del territorio della provincia di Taranto e dei comuni di Taranto e Statte di coniugare il diritto alla salute, con quello all’ambiente e al lavoro. La prima riunione a tal fine si svolgerà a settembre.
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Piante e funghi in concerto: suonano gli strumenti con i segnali bioelettrici
Nel nord dell’Inghilterra riecheggiano suoni insoliti: una band si fa accompagnare al ritmo di batteria e tastiere suonate da piante e funghi. Si chiamano “Bionic and the Wires”, un gruppo unico al mondo, in cui gli organismi viventi azionano strumenti elettronici grazie a sensori che trasformano i loro impulsi biologici in note.
Dal 2023, i fondatori Jon Ross e Andy Kidd sperimentano così un inedito incontro tra natura e tecnologia.
“È magico vedere una pianta muoversi, cosa che non capita mai. Voglio dire, si muovono, ma molto, molto lentamente, e vederla muoversi velocemente, avere le braccia e iniziare a suonare uno strumento è semplicemente incredibile”, commenta Jon Ross, musicista e co-ideatore del progetto.
Ross spiega come funziona: “Colleghiamo le piante tramite alcune apparecchiature che misurano i segnali bioelettrici interni alla pianta, convertendoli in un linguaggio musicale chiamato MIDI, che viene poi tradotto in segnali motori, che sono il modo in cui si muovono i bracci robotici”.
“Il concetto è simile a quello dell’elettrocardiogramma quando hai i tamponi sul petto: monitorano i segnali del tuo corpo”.
“Molti pensano che le piante siano esseri passivi e spesso vengono trascurate. Ma se vedi una pianta o un fungo muovere le braccia e suonare, allora è un ottimo modo per entrare in contatto con loro e credo sia un’esperienza molto emozionante”.
Carburanti: Mimit, nella settimana ferragosto prezzi ai minimi dall’estate 2021
Il trend ribassista si conferma anche da inizio anno
Prosegue la discesa dei prezzi alla pompa lungo la rete distributiva italiana sulla scia dell’andamento dei mercati internazionali delle materie prime e dei prodotti raffinati.
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, anche nella settimana di Ferragosto, si registrano nuovi ribassi con valori odierni, rispetto a venerdì 8 agosto, inferiori di 0,3 centesimi al litro per la benzina (1,71 €/litro) e di 0,5 centesimi al litro per il gasolio (1,64 €/litro).
Inoltre, nella settimana centrale di agosto, i prezzi alla pompa risultano essere – sia per benzina, che per gasolio – ai livelli più bassi dal 2021, prima della guerra della Russia in Ucraina: la benzina oggi infatti costa 11,6 cent/l in meno rispetto a un anno fa, 23,3 cent/l in meno rispetto a due anni fa e 5,4 cent/l in meno rispetto a tre anni fa; il gasolio segna, sempre oggi, rispettivamente -6,2, -19,9 e -10,9 cent/l.
Trend ribassista che si conferma anche da inizio anno, con l’eccezione della parentesi rialzista dal 12 al 25 giugno dovuta al conflitto in Medioriente. Il 23 gennaio il livello alla pompa era per la benzina di 1,83 €/litro (oggi più bassa di 12 centesimi) e per il gasolio di 1,74 €/litro (oggi più basso di 10 centesimi).
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi, segnalando con cadenza settimanale alla Guardia di Finanza le eventuali anomalie nei punti vendita, per garantire trasparenza e correttezza nel mercato.
Le informazioni aggiornate sui prezzi dei carburanti lungo la rete italiana sono disponibili sul portale Osservaprezzi del Mimit al seguente link: https://carburanti.mise.gov.it/ospzSearch/home
SpaceX, ancora problemi tecnici per Starship: annullato il volo di prova
C’è bisogno di tempo per risolvere alcuni problemi: così la SpaceX di Elon Musk ha annullato ieri il volo di prova di un altro suo megarazzo Starship.
Lo stop, arrivato appena quindici minuti prima del lancio, arriva dopo una serie di altri test che si sono rivelati fallimentari o comunque caratterizzati da esplosioni. Il volo annullato era previsto per le 18:30 ora locale (23:30 Gmt) dalla base dell’azienda americana in Texas, nel sud degli Stati Uniti.
“Il decimo volo di Starship di oggi viene cancellato per dare il tempo di risolvere un problema con i sistemi di terra”, lo scarno comunicato pubblicato sui social, senza fornire ulteriori dettagli né una nuova data di lancio.
Il razzo era carico e pronto con i propellenti prima che i preparativi iniziassero a rallentare e l’attesissima diretta streaming si interrompesse.
Aumentano così, per alcuni osservatori, i dubbi della capacità dello Starship di colonizzare Marte come preannunciato da Elon Musk un anno fa. Intanto, una versione modificata del razzo è stata inserita nel programma Artemis della Nasa, che prevede di riportare gli americani sulla Luna e con l’obiettivo di mantenervi una presenza a lungo termine.
Moda: Urso informa Capasa, Sburlati e Lunelli, il “bollino” per la filiera del Made in Italy.
“Contrastare quei pochi comportamenti illeciti che minano la reputazione di tutti”
Introdotti, con specifici emendamenti al disegno di legge sulle Pmi — in via di approvazione entro la sessione di Bilancio — gli interventi normativi anticipati a fine luglio dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il Tavolo Moda. Si tratta di misure volte a rafforzare la competitività e la reputazione internazionale della filiera moda italiana, introducendo un sistema di certificazione unica di conformità.
“Abbiamo predisposto misure che certifichino sostenibilità e legalità, per contrastare quei comportamenti illeciti di pochi che rischiano di compromettere la reputazione di un intero comparto” ha dichiarato Urso. “Un risultato frutto della collaborazione con le associazioni del settore. Ho informato i principali attori del sistema con i quali ci eravamo confrontati, Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, e Matteo Lunelli, presidente della Fondazione Altagamma”.
L’iniziativa, promossa in stretta collaborazione con le rappresentanze di settore aderenti al Tavolo moda – tra cui appunto Camera Nazionale della Moda Italiana, Confindustria Moda, Altagamma, oltre a Confindustria Accessori Moda, Confartigianato e CNA Federmoda – mira a tutelare l’immagine e la reputazione del saper fare italiano in un comparto strategico per l’economia nazionale, caratterizzato da filiere articolate, con brand capofila e una rete di fornitori sia italiani che esteri. La certificazione rappresenterà una sorta di “bollino di garanzia”, avrà durata di un anno e sarà soggetta a controlli periodici tramite ispezioni e audit.
Verrà istituito al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un registro pubblico delle aziende certificare, strumento che consentirà sia un monitoraggio costante sia l’adozione di eventuali misure sanzionatorie, inclusa la revoca della certificazione, in caso di perdita dei requisiti.
Nell’ambito dello stesso provvedimento, inoltre, la sezione Destinazione Italia introduce misure per attrarre investimenti e competenze straniere.
Nello specifico, il testo prevede visto per lavoro autonomo a dirigenti d’azienda di imprese estere con capitale sociale superiore al milione di euro e con una sede operativa in Italia, agevolazioni per investitori stranieri in operazioni strategiche entro 6 mesi dalla richiesta del nulla osta, agevolazioni fiscali per pensionati esteri che intendono trasferirsi in comuni con meno di 60 mila abitanti nel Centro-Sud del Paese e delle facilitazioni per chi sceglie l’Italia come sede per lavorare da remoto e pianifica il pensionamento in città medie italiane.
Nel complesso disposizioni normative che mirano a rafforzare la competitività del Made in Italy, in particolare a tutelare l’eccellenza e il prestigio del settore moda in tutta la sua catena produttiva, e a rendere il Paese sempre più attrattivo per investitori e professionisti esteri.
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Italia-Germania: posizione comune su decarbonizzazione flotte aziendali
Urso: “Passo in avanti decisivo verso misure efficaci e flessibili”
Posizione comune tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il BMWE, il Ministero tedesco per gli Affari Economici e l’Energia, sull’iniziativa della Commissione Europea per la decarbonizzazione delle flotte aziendali. Si tratta di un passo avanti decisivo, successivo all’incontro che si è svolto a Berlino lo scorso 21 luglio tra il ministro Adolfo Urso e l’omologa tedesca Katherina Reiche.
L’intesa vede il MIMIT e il BMWE concordi nel chiedere all’Europa una linea d’azione flessibile ed equilibrata, fondata sulla neutralità tecnologica, insieme a incentivi e strumenti che facilitino il processo di transizione.
“Con questa intesa ribadiamo il nostro impegno per una transizione sostenibile che favorisca l’innovazione e la competitività dell’industria europea. Si tratta di una svolta storica in Europa: abbiamo il dovere di sostenere misure efficaci e flessibili, capaci di accompagnare le imprese nel percorso verso la decarbonizzazione, senza gravare con regolamentazioni rigide e penalizzanti. Con il BMWE lavoriamo insieme per guidare questa trasformazione, ponendo la neutralità tecnologica e la sostenibilità al centro del futuro della mobilità europea”, ha commentato Urso.
Qualsiasi misura o strumento proposto dovrebbe, sulla base dell’approccio condiviso tra i due Ministeri, promuovere o sostenere la transizione verso veicoli a basse emissioni nelle flotte aziendali, non limitandosi solo ai veicoli elettrici. Occorre quindi un approccio tecnologicamente neutrale nel computare l’intensità delle emissioni di CO2, che consideri la resilienza e la competitività dell’UE, garantendo che l’efficienza economica, la concorrenza e la trasparenza rimangano obiettivi centrali.
I Ministeri dei due Paesi, inoltre, suggeriscono che tale approccio possa essere preso in considerazione per tutti i tipi di flotte: autovetture, veicoli commerciali leggeri e veicoli pesanti.
Terre d’Oltrepò: Mimit adotta provvedimento gestione commissariale
Decisione affrontata per affrontare grave crisi finanziaria
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a seguito dell’ispezione ministeriale della Direzione generale per i servizi di vigilanza conclusasi lo scorso 31 luglio, ha disposto – su indicazione del ministro Adolfo Urso – la gestione commissariale della cooperativa Terre d’Oltrepò, nata nel 2008 dalla fusione tra la Cantina Sociale Intercomunale di Broni e la Cantina di Casteggio.
La decisione è stata adottata per affrontare la grave crisi economico-finanziaria determinata dalla riduzione della produzione, dalle forti tensioni interne e dal concreto rischio legato alla prossima vendemmia, crisi che ha portato alle dimissioni del Consiglio di amministrazione e all’impossibilità di costituirne uno nuovo.
Il Commissario nominato, il dott. Luigi Zingone, ha ricevuto dal Mimit pieni poteri per garantire la prosecuzione delle attività vitivinicole e, qualora ne ricorrano i presupposti, procedere al risanamento dell’impresa.
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Caso De Martino e la cybersecurity casalinga: cosa bisogna sapere per proteggerci
Il caso di Stefano De Martinofa riflettere sulla vulnerabilità delle nostre case e sulla fragilità legata all’uso dei dispositivi elettronici che ormai sono parte integrante della nostra vita. Ma cosa comporta questo? Quanto sono sicuri e come possiamo difenderci e proteggere la nostra vita privata?
Umberto Rapetto a Rainews.it spiega quali sono le regole basilari per l’uso dei sistemi di videosorveglianza professionali, ma suggerisce anche di utilizzare la domotica con prudenza.
A proposito di videosorveglianza “Bisogna avere delle accortezze legate al buon senso”, dice il Generale, spiegando che le telecamere hanno un basso costo, sono facili da istallare ma che bisogna effettuare due passaggi fondamentali: “Cambiare immediatamente la password di accesso quando ci colleghiamo da remoto e non dimenticare di modificare le parole chiave di default, ossia quelle impostate da chi ha costruito il dispositivo”.
Quali sono i dispositivi che possono violare la nostra privacy?
“Gli strumenti dalle possibilità affascinanti sono davvero tanti, a partire dal cellulare dal quale facciamo fatica a separarci. Tutti questi dispositivi che sono pronti a regalarci tante emozioni, purtroppo espongono la nostra vita privata e regalano dettagli che possono essere sfruttati da soggetti che non hanno scrupoli”.
Quali sono gli ‘hackeraggi casalighi’ che dovremmo temere?
“Non dobbiamo dimenticare che chi ha costruito i dispositivi per la nostra sicurezza domestica ha comunque la possibilità di accedere senza lasciare alcuna traccia, perchè è in possesso delle chiavi della cosiddetta ‘back door’, la porta sul retro quella che serve per fare diagnostica, che serve per verificare che lo strumento è stato installato correttamente”.
Infine Rapetto suggerisce grande cautela sull’uso dei dispositivi legati alla grande ‘famiglia della domotica’. Attenzione, perché “Tutto quello che ci semplifica la vita è in grado di rubarci i segreti della nostra esistenza“.










