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Alessio Butti: “Nel 2025 +36% degli attacchi cyber. Necessario innalzare il livello di protezione”
Il Sottosegretario all’Innovazione supervisiona le strategie nazionali per la sicurezza digitale, lavorando per la sovranità tecnologica italiana ed europea. Butti, nel suo intervento all’Innovation Cyber Security Summit, promosso da ANGI, ha spiegato come sia importante lavorare per definire strategie condivise contro cybercrimine e attacchi, sottolineando la necessità di una “difesa comune”. La sicurezza inoltre, insieme a piattaforme per turismo e logistica, secondo il Sottosegretario è essenziale per attrarre investitori in Italia, specialmente nell’ambito dei datacenter e dell’intelligenza artificiale.
Presidente del Comitato militare della NATO: “Sottile il confine tra mondo fisico e mondo digitale”
“Geopolitica e difesa strategica, intelligenza artificiale, futuro crittografico, Cybercrime, infrastrutture critiche, aerospazio, digital transformation sono temi vasti, ma soprattutto sono temi molto, molto attuali e oggi più che mai sono temi inseparabili”, ha detto il Presidente del Comitato militare della NATO, intervenuto con un video messaggio alla 6° edizione del Cyber Security Summit, iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI).
“Il punto centrale è molto semplice: il confine tra il mondo fisico e il mondo digitale è sempre più sottile. Le minacce si muovono tra reti, infrastrutture, informazione, spazio, industria e anche società. E la sicurezza non si costruisce a compartimenti stagni. Per descrivere questa realtà uso un concetto nuovo: cybrid. Cybrid significa fusione tra cyber e hybrid. Significa che oggi si agisce nel dominio digitale e nel mondo reale insieme, in continuità, nello stesso momento. Non prima uno, poi l’altro, ma entrambi in modo coordinato, in modo complementare, in modo sempre più rapido”. Ha spiegato l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, sottolineando l’importanza di approfondire e sviluppare conoscenze sulle nuove tecnologie.
La vicepresidente del Parlamento Ue Picierno: “Parlare di cyber sicurezza è parlare di politica”
Pina Picierno, Vicepresidente del Parlamento Europeo, sostiene con forza l’importanza della cybersecurity come elemento centrale della sicurezza moderna, superando la visione tradizionale legata solo al concetto militare.
Nel messaggio inviato all’Innovation cybersecurity summit 2026 promosso da Angi, Associazione Nazionale Giovani Innovatori, la Picierno ha ricordato come parlare di sicurezza oggi significhi occuparsi attivamente di cybersecurity, protezione delle infrastrutture strategiche, gestione dello spazio e contrasto alle ingerenze straniere, sottolineando la necessità di rafforzare la cooperazione europea per rispondere efficacemente alle minacce ibride contemporanee, unendo difesa, innovazione e governance industriale.
Polonia, robot umanoide scaccia cinghiali a Varsavia
Un robot umanoide rincorre un gruppo di cinghiali in una strada di Varsavia. Protagonista di questo video surreale è Edward Warchocki, così si chiama il robot diventato un vero e proprio personaggio social in Polonia. “Andate via!” grida il robot-influencer, mentre il branco si disperde.
Specialisti IT polacchi hanno personalizzato un modello Unitree G1 integrandolo con software di intelligenza artificiale. Il robot è dotato di sensori, telecamere e sistemi di riconoscimento vocale che gli permettono di interagire con l’ambiente e le persone e adattare i movimenti in tempo reale.
Progetto mediatico tanto quanto tecnologico, Warchocki è già comparso in contesti pubblici e istituzionali, tra cui il parlamento polacco, e in trasmissioni televisive.
Futuro24: nuove ricerche al CNR di Pisa
Futuro24: nuove ricerche al CNR di Pisa
Ricerca dispersi in valanga, sensori, bioplastiche e tetti verdi: scopriamo alcuni progetti condotti nella sede pisana del Consiglio Nazionale delle Ricerche
Artemis II, un nuovo video mostra il momento dell’apertura della capsula Orion dopo l’ammaraggio
Un nuovo video mostra il momento in cui la squadra di recupero apre il portello della capsula Orion della missione Artemis II, pochi minuti dopo l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico. Le immagini sono state pubblicate sulla pagina Instagram del comandante Reid Wiseman.
La missione si è conclusa l’11 aprile al largo della California, dopo un volo di circa dieci giorni attorno alla Luna. A bordo, oltre a Wiseman, gli astronauti Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, che si sono spinti più lontano dalla Terra di chiunque altro finora.
Il video ha raccolto milioni di visualizzazioni e commenti entusiasti. Alcuni utenti, commentando gli applausi della squadra di recupero dopo l’apertura del portello, hanno scherzato su uno dei format più diffusi sui social, descrivendo la scena come “il miglior video di unboxing mai visto”, scrive Kevin Lawson, o “il tipo di unboxing che vorremmo vedere qui”, commenta Ana Linares.
Festival delle Scienze di Roma 2026: caos e Armonia che generano l’universo, spiegati ai più piccoli
Caos e armonia non sono opposti, ma forze in perenne dialogo. Esplorarli insieme significa iniziare a comprendere il cambiamento, per abitare con consapevolezza il nostro futuro. Questo è uno dei punto di partenza della XXI edizione edizione del Festival, che si propone di avvicinare i giovani alla ricerca, alla Fisica, all’Astrofisica e allo studio del mondo circostante.
Blue Origin, il booster riutilizzabile atterra ma il satellite non raggiunge l’orbita prevista
Il razzo New Glenn di Blue Origin, la compagnia di Jeff Bezos, è stato lanciato da Cape Canaveral con a bordo il satellite BlueBird 7. Il booster riutilizzabile è rientrato regolarmente circa dieci minuti dopo il decollo. Il satellite, però, non ha raggiunto l’orbita prevista: secondo AST SpaceMobile è stato posizionato su un’orbita più bassa del previsto dallo stadio superiore del vettore. La missione è un nuovo capitolo nella competizione tra Blue Origin e SpaceX per le reti di comunicazione satellitare.
Il “tramonto della Terra” dietro la Luna: il video straordinario dell’astronauta di Artemis II
Un punto blu che lentamente scompare dietro il profilo della Luna. È la Terra che “tramonta”, ripresa dall’astronauta Reid Wiseman, durante il volo della missione Artemis II.
“Non ho potuto resistere”, ha scritto Wiseman nel post che accompagna le immagini girate con il suo iPhone e condivise sui social: “È come guardare il tramonto sulla spiaggia da uno dei punti di osservazione più lontani e insoliti”.
Accanto a lui gli altri membri dell’equipaggio: Christina Koch, anche lei impegnata a scattare fotografie di quel panorama straordinario, mentre Victor Glover e Jeremy Hansen osservavano la scena da un altro oblò della capsula.
Curiosity scopre nuovi composti organici su Marte: indizi su condizioni favorevoli alla vita
C’è mai stata vita su Marte? Capire se il Pianeta Rosso abbia mai ospitato condizioni adatte al suo sviluppo è uno degli obiettivi centrali delle missioni della NASA, dal rover Curiosity, operativo dal 2012, a Perseverance, arrivato nel 2021 per cercare indizi più diretti della sua possibile presenza.
Un nuovo studio pubblicato su Nature Communications (“Diverse organic molecules on Mars revealed by the first SAM TMAH experiment”) aggiunge un tassello a questa ricerca: Curiosity ha identificato oltre 20 molecole organiche nel sottosuolo marziano, tra cui composti complessi contenenti carbonio, zolfo, ossigeno e azoto.
La scoperta è legata a un esperimento senza precedenti: la prima applicazione su un altro pianeta della termochemolisi con TMAH, una tecnica chimica che permette di scomporre materiali organici complessi e renderli analizzabili dagli strumenti di bordo. L’esperimento è stato condotto con il laboratorio mobile SAM (Sample Analysis at Mars).
I campioni analizzati provengono da rocce sedimentarie del cratere Gale, formatesi almeno 3,5 miliardi di anni fa, quando Marte era molto diverso da oggi: più caldo, con acqua liquida in superficie e ambienti che potevano ricordare, in parte, le condizioni della Terra primitiva.
Tra le molecole identificate figurano composti aromatici come benzotiofene, naftalene e derivati metilati, oltre a una serie di strutture più difficili da classificare con precisione.
In alcuni casi i dati suggeriscono la possibile presenza di molecole con una struttura simile ai precursori del Dna, in particolare composti contenenti eterocicli azotati, che sulla Terra sono considerati alla base degli acidi nucleici.
Gli autori dello studio precisano però che si tratta di identificazioni in parte indirette, basate su segnali spettrometrici e confronti con dati di laboratorio, e che non equivalgono al ritrovamento di componenti del Dna.
L’esperimento suggerisce che queste molecole derivino dalla degradazione di materiale organico più complesso, conservato nelle rocce marziane per miliardi di anni nonostante l’esposizione a radiazioni e processi geologici.
Resta aperta la questione più importante: l’origine di questi composti. Nello studio si evidenzia che le molecole organiche possono formarsi sia attraverso processi non biologici — reazioni chimiche interne al pianeta o materiale portato da meteoriti — sia, in teoria, da attività biologica. Con i dati disponibili, dicono gli autori, non è possibile distinguere tra queste ipotesi.
Per arrivare a una risposta definitiva sarebbe necessario analizzare i campioni sulla Terra. È l’obiettivo della missione Mars Sample Return, il programma NASA–ESA pensato per riportare materiali marziani, oggi però rallentato e in fase di revisione per l’aumento dei costi e la complessità tecnica.
La nuova scoperta non dimostra che Marte abbia ospitato la vita, ma consolida un dato importante: il pianeta ha conservato nel tempo una chimica organica complessa, compatibile con ambienti che, in passato, potrebbero essere stati favorevoli alla vita.











