Donazioni
Elenco Donazioni
Una donna tra i vincitori della medaglia Fields, il Nobel della matematica
C’è anche una donna fra i quattro vincitori della Medaglia Fields, considerata il Nobel per la Matematica e che viene assegnata ogni quattro anni dall’Unione Matematica Internazionale. La cinese Hong Wang, che dal 2025 insegna in Francia, all’Institut des Hautes Études Scientifiques, è la terza donna ad aggiudicarsi il riconoscimento, nei 90 anni di storia del premio. Con lei è stato premiato un altro matematico cinese, Yu Deng dell’Università di Chicago, il canadese Jacob Tsimerman, dell’Università di Toronto, e l’americano John Pardon, del Simons Center for Geometry and Physics in Stony Brook, New York.
L’annuncio dei premi è stato dato negli Stati Uniti, a Philadelphia, in apertura del Congresso internazionale di matematica, Icm 2026. La prima donna ad aggiudicarsi la Medaglia Fields era stata, nel 2014, l’iraniana Maryam Mirzakhani, morta tre anni più tardi e la cui data di nascita, il 12 maggio, è diventata quella della Giornata internazionale delle donne nella matematica. Nell’ultima edizione del premio, del 2022, aveva vinto l’ucraina Maryna Viazovska, che dal 2018 lavora al Politecnico di Losanna.
Tlc, le reti satellitari soppianteranno quelle mobili?
Il dibattito attuale sulle telecomunicazioni via satellite sembrano quasi suggerire che le tecnologie satellitari – in particolare i satelliti in orbita bassa Leo come quelli di Starkink – sostituiranno le tradizionali reti mobili, perché in grado di risolvere le sfide della connettività nelle aree remote o difficilmente accessibili e di garantire la banda larga globale. Tuttavia, come sottolinea un report di Strand Consult (“Will Leo satellite Direct-to-Cellular networks make traditional mobile networks obsolete?”), le reti satellitari come quelle gestite da Starlink offrono opportunità sì rivoluzionarie, ma difficilmente renderanno obsolete le reti mobili terrestri. Invece, queste tecnologie coesisteranno, ciascuna svolgendo ruoli distinti nell’ecosistema della comunicazione.
Lo studio si concentra sulle capacità e sfide delle reti Leo Direct-to-Cell (D2C), che portano il segnale satellitare direttamente agli smartphone comuni, e sostiene che esistono diversi ostacoli tecnici ed economici, nonché regolatori, alla possibilità che i satelliti Leo raggiungano la stessa qualità di servizio delle reti terrestri. Allo stato attuale della tecnologia, non possono reggere il confronto con il 4G e il 5G.
“La premessa secondo cui i servizi D2C satellitari Leo renderebbero le reti cellulari terrestri ridondanti ovunque offrendo la parità di servizio appare molto improbabile, e certamente non con l’attuale generazione di satelliti Leo in fase di lancio. L’altitudine dei satelliti Leo (300 – 1200 km) e le bande di frequenza utilizzate per la maggior parte dei servizi cellulari terrestri (da 600 MHz a 5 GHz) rendono molto difficile e persino poco pratico raggiungere la parità di qualità e capacità con le reti cellulari terrestri esistenti”, scrive Strand Consult.
Starlink e i satelliti Leo: confronto con le reti mobile
Tra gli ostacoli tecnologici che incontrano le reti satellitari Leo Direct-to-Cell, c’è innanzitutto il fatto che devono superare una sostanziale perdita di segnale nello spazio libero e garantire la connettività uplink da dispositivi mobili a bassa potenza con antenne omnidirezionali. Solitamente, infatti, ci si concentra sulla qualità del servizio dal satellite allo smartphone, ma esiste anche la comunicazione in senso opposto. I dispositivi cellulari trasmettono a bassa potenza (in genere 23-30 dBm), rendendo molto difficile per i segnali cellulari uplink raggiungere i satelliti in Leo a 300-1.200 km di altitudine, in particolare se il dispositivo cellulare è al chiuso.
Inoltre, i segnali di uplink provenienti da più dispositivi all’interno di un’area del raggio satellitare possono sovrapporsi, creando interferenze che mettono a dura prova la capacità del satellite di separare ed elaborare i singoli segnali di uplink.
I satelliti devono anche affrontare le limitazioni della larghezza di banda e riutilizzare in modo efficiente lo spettro riducendo al minimo le interferenze con le reti terrestri e satellitari.
La scalabilità a livello globale potrebbe richiedere che i satelliti trasportino diverse configurazioni di carico utile per soddisfare i requisiti di spettro regionali, aumentando la complessità tecnica e le spese di implementazione.
Ancora, operare su frequenze terrestri richiede la condivisione dinamica dello spettro e strategie di mitigazione delle interferenze, soprattutto nelle aree densamente popolate, limitando l’efficienza e la capacità di copertura.
“La fisica ci dice come un segnale perde la sua forza (o…
Intelligenza artificiale: giovedì Urso in India interverrà all’AI Impact Summit di New Delhi
Durante la missione indiana anche bilaterali istituzionali e incontri con le imprese italiane presenti all’AI Impact Expo
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, al termine del Consiglio dei ministri di domani partirà per l’India, dove giovedì 19 febbraio interverrà – in rappresentanza della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – all’AI Impact Summit in corso a New Delhi.
Urso prenderà parte alla sessione inaugurale alla presenza del Primo Ministro indiano Narendra Modi. A seguire interverrà quindi alla ‘Discussione Ministeriale di Alto Livello’, contribuendo al confronto tra i rappresentanti governativi sulle strategie comuni per uno sviluppo etico, sicuro e sostenibile dell’intelligenza artificiale.
La partecipazione italiana si inserisce nel quadro del rafforzamento del partenariato strategico tra Italia e India e conferma l’impegno del Governo a promuovere l’intelligenza artificiale come leva per una crescita inclusiva, uno sviluppo equo e sostenibile. Il Summit mira a rafforzare le capacità globali nel settore attraverso azioni multilaterali concrete, favorendo un’innovazione condivisa e responsabile, con particolare attenzione al capitale umano, all’inclusione sociale, alla sicurezza e affidabilità dei sistemi, alla resilienza, alla ricerca scientifica e alle applicazioni per lo sviluppo economico e il bene comune.
Nell’arco della giornata, il Ministro visiterà l’AI Impact Expo, dove incontrerà imprese e startup italiane presenti al Padiglione Italia, a testimonianza del dinamismo e della capacità innovativa del nostro sistema produttivo nel settore. È inoltre prevista una visita al padiglione dell’AI Hub for Sustainable Development, programma lanciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy durante la Presidenza italiana del G7 con l’obiettivo di accelerare la crescita industriale e tecnologica in Africa attraverso un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale.
Nel corso della missione sono in agenda infine incontri bilaterali con aziende e rappresentanti istituzionali, tra cui il Ministro dell’Informazione ed Elettronica indiano Ashwini Vaishnaw, per approfondire le opportunità di collaborazione industriale e tecnologica tra i due Paesi.
La presenza italiana all’AI Impact Summit di New Delhi – dopo gli analoghi Summit di Londra, Parigi e Seul – rappresenta un ulteriore passo nel percorso di posizionamento dell’Italia tra i protagonisti del dibattito globale sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di coniugare competitività, responsabilità e sviluppo sostenibile.
Cina, un fulmine colpisce il razzo poco dopo il lancio
Un fulmine attraversa il cielo e colpisce il razzo circa trenta secondi dopo il decollo, senza comprometterne la missione. Le immagini diffuse sui social cinesi mostrano il Long March-3B durante la fase iniziale dell’ascesa dal centro spaziale di Xichang, nel sud-ovest della Cina.
Il vettore continua regolarmente il volo e le fonti ufficiali cinesi confermano il successo della missione: il satellite per telecomunicazioni e trasmissione dati Tianlian II-06 è stato correttamente immesso nell’orbita prevista.
Il lancio è avvenuto nella serata del 23 luglio e diversi filmati ripresi da punti di osservazione differenti documentano l’episodio, rapidamente diventato virale sui social.
Le comunicazioni ufficiali diffuse dalle autorità cinesi non fanno invece alcun riferimento al fulmine, limitandosi a riferire l’esito positivo della missione.
AI Impact Summit 2026: accordo strategico Italia, India e Kenya per progetti AI in Africa
Urso, “insieme per rafforzare cooperazione nel Piano Mattei”
Raggiunto a Nuova Delhi un accordo di collaborazione strategica trilaterale tra Italia, India e Kenya per sviluppare in Africa, nell’ambito dell’AI Hub for Sustainable Development promosso dal Mimit con l’UNDP e in coerenza con il Piano Mattei, la diffusione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
L’intesa, nel quadro del Piano d’Azione Strategico India–Italia 2025-2029, è stata formalizzata a margine dell’AI Impact Summit dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso – presente al vertice globale in rappresentanza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – insieme al ministro indiano dell’Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione, Ashwini Vaishnaw, e al ministro dell’Informazione, Comunicazioni ed Economia Digitale del Kenya, William Kabogo Gitau.
“Con questo accordo consolidiamo la collaborazione tra Italia, India e Kenya per sviluppare l’intelligenza artificiale nel continente africano, in linea con gli obiettivi del nostro Piano Mattei”, ha dichiarato il ministro Urso. “L’India – grande partner dell’Italia e interlocutore cruciale per le nostre imprese nello sviluppo dell’IA e dell’innovazione – potrà svolgere un ruolo centrale al fianco dell’AI Hub promosso dal Mimit durante la Presidenza italiana del G7: insieme trasformiamo la cooperazione in progetti concreti al servizio dello sviluppo sostenibile in Africa”, ha aggiunto il ministro.
L’intesa punta a costruire percorsi strutturati di adozione dell’intelligenza artificiale, avviando dal 2026 quindici casi d’uso prioritari ad alto impatto e contribuendo all’obiettivo di creare cento percorsi di diffusione dell’AI nei Paesi del Sud Globale. Accanto all’AI Hub del Mimit sono coinvolte la EkStep Foundation / People+AI per l’India e la Direzione per l’Economia Digitale e le Tecnologie Emergenti del Governo del Kenya. La collaborazione rafforzerà infrastrutture abilitanti, modelli operativi e competenze per accompagnare le soluzioni di IA dalla fase pilota alla piena scalabilità.
Particolare attenzione sarà dedicata alla diffusione della voice AI nelle lingue africane, per ampliare l’accesso ai servizi digitali e ridurre le barriere linguistiche. È inoltre prevista l’istituzione di un gruppo di lavoro trilaterale Italia–India–Kenya per guidare e monitorare i primi 15 casi d’uso, in raccordo con le strategie nazionali.
La Lettera di Intenti, di natura non vincolante, conferma l’impegno comune per una diffusione dell’intelligenza artificiale inclusiva, trasparente e rispettosa della sovranità dei dati. Con questa firma, l’Italia rafforza il proprio ruolo di ponte tra ecosistemi innovativi e promotrice di un approccio multilaterale orientato all’impatto concreto sullo sviluppo economico e sociale.
Vedi anche
Galleria fotografica
]]>
‘ }, infobar : 1, baseClass : ‘thumb_right’ } }); // jQuerOs(“.tab-click-loadMore”).click(function(){ // gallery.loadMore(“0”); // }) // // // gallery.loadMore(“0″); // add social sharing script // var href = window.location.href; // var img_el_id = ”; // var pos1 = href.indexOf(‘os_image_id’); // var pos2 = href.lastIndexOf(‘#’); // var os_show_load_more = “0”; // if (pos1 > -1 && pos2 > – 1) { // img_el_id = href.substring(pos1, pos2); // }else if(pos1 > -1 && pos2 == -1){ // img_el_id = href.substring(pos1); // } // os_fancy_box_getInst = jQuerOs.os_fancybox.getInstance(); // // if(!os_fancy_box_getInst){ // if(img_el_id && img_el_id.indexOf(‘os_image_id’) > -1) { // // if(document.getElementById(img_el_id) == null){ // if (os_show_load_more == ‘auto’){ // gallery.loadMore(“auto”); // // } // else if (os_show_load_more !== null){ // // } // else if (os_show_load_more !== null){ // gallery.loadMore(“button”); // // jQuerOs(‘#load-more-812_833391987’).trigger(‘click’); // // } // // } // // else { // jQuerOs(‘#’ + img_el_id).trigger(‘click’); // } // } // } // var position_gallery = href.indexOf(‘cat’); // var gallery_cat_id = ”; // var gallery_cat_id = href.substring(position_gallery); // if(gallery_cat_id.indexOf(‘&’) > -1){ // gallery_cat_id = gallery_cat_id.substr(0, gallery_cat_id.indexOf(‘&’)); // } // // if(gallery_cat_id && gallery_cat_id.indexOf(‘cat-‘) > -1 && gallery_cat_id.indexOf(‘=’) == -1){ // // jQuerOs(‘#’ + gallery_cat_id + ‘812_833391987’).trigger(‘click’); // } window.onpopstate = function(event) { //alert(“location: ” + document.location + “, state: ” + JSON.stringify(event.state)); from_history = true; var href = window.location.href; var img_el_id = ”; var pos1 = href.indexOf(‘os_image_id’); var pos2 = href.lastIndexOf(‘-‘); os_fancy_box_getInst = jQuerOs.os_fancybox.getInstance(); if (!os_fancy_box_getInst && (pos1 > -1)){ if (pos1 > -1 && href.indexOf(‘#os_fancybox’) > – 1) { pos2 = href.lastIndexOf(‘#os_fancybox’) img_el_id = href.substring(pos1, pos2); }else if(pos1 > -1 && href.indexOf(‘#os_fancybox’) == -1){ img_el_id = href.substring(pos1); } jQuerOs(‘#’ + img_el_id).trigger(‘click’); } else if (pos1 > -1) { img_el_id = href.substring(pos1); var ordering_id = jQuerOs(‘#’ + img_el_id).attr(‘data-index’); os_fancy_box_getInst.jumpTo(ordering_id); }else if(pos1 == -1 && href.indexOf(‘os_fancybox’) == -1 && os_fancy_box_getInst){ os_fancy_box_getInst.close(); window.history.back(); } var cat_id = ”; if(href.indexOf(‘cat-‘) > -1 && href.indexOf(‘os_image_id’) == -1){ cat_id = href.substring(href.indexOf(‘cat-‘)); jQuerOs(‘#’ + cat_id + ‘812_833391987’).trigger(‘click’); } from_history = false; }; // end sharing script });
Banda ultralarga, il Piemonte accelera: fibra in tutti i comuni entro il 2025
Il traguardo è segnato: “Entro la fine del 2025 la totalità dei Comuni piemontesi potrà avere la dotazione della fibra ottica, sottoterra o wireless, a conclusione del progetto Bul (Piano banda ultralarga), uno dei più grandi progetti di telecomunicazione dal dopoguerra a oggi, che porta Internet veloce ovunque in Piemonte”.
Lo ha detto l’assessore regionale all’Ambiente, Intelligenza Artificiale, Energia, Innovazione, Ricerca, Servizi digitali per cittadini e imprese Matteo Marnati, parlando in Sesta Commissione, presieduta da Paola Antonetto e riunita per l’espressione del parere consultivo su Defr e Bilancio in tema di ricerca, innovazione e connessi rapporti con Atenei e centri di ricerca.
Lo sviluppo del piano
Marnati ha aggiunto che “in tre anni, con le risorse messe a disposizione, tra fondi regionali ed europei (Fesr), abbiamo permesso di innovare il sistema imprenditoriale per un totale di 180 milioni di euro. In particolare con gli accordi di innovazione, che sono quelli diretti verso grandi imprese o imprese che vogliono sviluppare proprie idee, abbiamo permesso di utilizzare 307 milioni di ulteriori fondi, con un effetto moltiplicatore, e soddisfatto le richieste per 22 imprese con progetti all’avanguardia”.
Le risorse regionali destinate a ricerca e innovazione previste per il 2025 ammontano a 1,2 milioni di euro circa e a 1,35 milioni per il 2026 e saranno destinate, fra le altre iniziative, a completare la copertura dei progetti ammessi a finanziamento.
Per il 2025 sono previsti 4,5 milioni da fondi statali per reti e altri servizi di pubblica utilità, 8,7 milioni rientreranno nella misura del Pnrr inerente le “competenze digitali di base”, mentre 48,18 milioni, quasi interamente fondi regionali, sono stanziati per statistica e sistemi informativi. In questo ambito è stato evidenziato un risparmio del 9% circa rispetto al bilancio di previsione e gestione 2024-26, grazie anche all’avvio di un percorso di ammodernamento del sistema informativo regionale.
Una nuova edizione del bando Swich
Nell’ambito dei fondi Fesr 2021-2027 è prevista poi l’attivazione di una nuova edizione del bando Swich di 50 milioni di euro nel terzo trimestre dell’anno a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo e valorizzazione economica dell’innovazione, di un bando di 5 milioni a sostegno della prima crescita delle start up innovative e di un bando di altri 5 milioni a sostegno delle pmi per l’acquisizione di servizi per l’innovazione presso enti e infrastrutture di ricerca.
L’Ue accusa TikTok: “Gli account dei minori non rispettano gli standard di sicurezza”
La Commissione Ue contesta il modo in cui TikTok gestisce la visibilità degli account dei giovani utenti, la piattaforma social controbatte sottolineando che sono oltre 50 le funzioni preimpostate per la privacy e la sicurezza messe a disposizione.
Nel mirino di Bruxelles, la possibilità per i minori di scegliere di impostare il proprio profilo come “pubblico”, consentendo a chiunque, anche a persone che non dispongono di un account TikTok, di visualizzare i contenuti pubblicati. Una possibilità che, sempre secondo Bruxelles, espone gli adolescenti a rischi significativi e incompatibili con gli standard di tutela previsti dalla normativa europea.
“Siamo una delle poche piattaforme su cui gli adolescenti più giovani non possono utilizzare la messaggistica diretta né vedere i propri contenuti inseriti nella pagina Per te”, scrive TikTok in una nota.
L’esecutivo comunitario evidenzia in particolare la situazione dei ragazzi tra i 16 e i 17 anni, i cui contenuti possono essere raccomandati automaticamente ad altri utenti attraverso il feed algoritmico “Per Te”: questo meccanismo, osserva la Commissione, aumenta notevolmente la platea di persone che possono entrare in contatto con i contenuti dei minori, favorendo potenzialmente contatti indesiderati, episodi di cyberbullismo e persino comportamenti predatori da parte di adulti.
“La tutela dei minori online è un obiettivo che condividiamo e restiamo impegnati a migliorare continuamente le misure che adottiamo per proteggerli” si legge ancora nella nota di TikTok. “Esamineremo queste conclusioni preliminari e continueremo a collaborare in modo costruttivo con la Commissione”.
Le preoccupazioni di Bruxelles
La Commissione sottolinea inoltre che l’esposizione online può avere conseguenze durature. I contenuti pubblicati in età adolescenziale possono infatti restare disponibili nel tempo e continuare a circolare anche anni dopo, con possibili ripercussioni nella vita adulta degli utenti coinvolti. Per questo motivo la Commissione ritiene che la progettazione della piattaforma debba privilegiare in modo automatico le opzioni più protettive per i minori.
I punti della contestazione
Le criticità non riguarderebbero soltanto gli account pubblici: dall’indagine emerge infatti che, anche quando i minori impostano il proprio profilo come privato, gli account possono comunque essere individuati con relativa facilità attraverso gli elenchi di utenti seguiti e follower di altri iscritti. Inoltre, le fotografie del profilo restano visibili a chiunque e, secondo la Commissione, questo espone i minori a rischi che il DSA impone invece di ridurre al minimo.
Bruxelles chiede che i contenuti dei ragazzi tra i 16 e i 17 anni non siano accessibili a un pubblico globale esterno alla piattaforma e che TikTok interrompa la raccomandazione automatica di contenuti pubblicati da minori attraverso il feed “Per Te”.
L’indagine europea
Le conclusioni diffuse sono il risultato di un’indagine approfondita avviata il 19 febbraio 2024, che ha incluso l’analisi dell’interfaccia della piattaforma, l’esame di dati e documenti interni e una serie di consultazioni con rappresentanti delle forze dell’ordine ed esperti di protezione dei minori, abusi online e neuropsicologia. Le contestazioni attuali non rappresentano tuttavia una decisione definitiva: TikTok potrà ora esaminare gli atti e presentare le proprie osservazioni prima che la Commissione adotti eventuali provvedimenti formali.
L’inchiesta rientra in una più ampia attività di controllo che Bruxelles sta conducendo nei confronti delle grandi piattaforme digitali. Oltre alla tutela dei minori, il procedimento aperto nei confronti di TikTok comprende altri filoni, tra cui il possibile carattere dipendente di alcune funzionalità della piattaforma, il cosiddetto effetto “rabbit hole” generato dai sistemi di raccomandazione algoritmica, l’accesso ai dati pubblici da parte dei ricercatori e l’efficacia dei meccanismi di verifica dell’età degli utenti. Il capitolo relativo alla trasparenza pubblicitaria era stato invece chiuso nel dicembre 2025 dopo l’accettazione di impegni vincolanti da parte della società.
Il Digital Services Act
La vicenda si inserisce nel quadro più ampio del Digital Services Act, entrato progressivamente in applicazione tra il 2023 e il 2024, che attribuisce alle grandi piattaforme la responsabilità di identificare e mitigare i rischi sistemici derivanti dai propri servizi. Per Bruxelles, la protezione dei minori deve essere integrata nella progettazione stessa delle piattaforme e non può dipendere esclusivamente dalle scelte effettuate dagli utenti o dalle loro famiglie. Un principio ribadito anche dalla vicepresidente della Commissione europea, Henna Virkkunen, secondo cui un elevato livello di protezione per i minori deve costituire l’impostazione predefinita dei servizi digitali.
Cosa rischia Tik Tok
Se le contestazioni dovessero essere confermate al termine del procedimento, TikTok potrebbe andare incontro a una delle sanzioni più pesanti previste dal DSA. La normativa europea consente infatti alla Commissione di imporre multe fino al 6% del fatturato annuo globale dell’azienda in caso di mancato rispetto degli obblighi previsti dal regolamento.
Artemis II, un successo anche grazie all’Italia: il modulo di servizio della navicella Orion
Esplorazioni dello Spazio
Alla missione ha contribuito l’Esa, l’Agenzia spaziale europea, con in prima linea l’Asi, ente italiano per lo spazio e l’astronautica, che ha realizzato il modulo di servizio. In sostanza, motori, elettricità e supporti vitali agli astronauti
12/04/2026
Giorgio Demetrio/Tg1
Spotlight. Un chatbot per amico
Spotlight. Un chatbot per amico
Secondo dati di Save the Children e Fondazione Carolina, circa la metà degli adolescenti italiani ha una relazione personale, intima e perfino romantica con una intelligenza artificiale. Cosa sta succedendo alla Generazione Alpha? Luca Gaballo
L’astronauta Christina Koch torna dallo spazio: l’entusiasmo incontenibile della cagnolina Sadie
Rientro sulla Terra carico di emozione per Christina Koch, astronauta della NASA, che dopo una missione spaziale di dieci giorni ha potuto finalmente riabbracciare la sua cagnolina Sadie.
Il momento, condiviso su Instagram, mostra il cane in attesa dietro la porta prima dell’ingresso di Koch, ancora in tuta di volo blu, e il successivo incontro tra le due, tra salti e feste incontenibili. Un video che in poche ore ha conquistato il pubblico, raccontando il lato più umano di un’impresa storica.
La 47enne faceva parte dell’equipaggio di quattro astronauti della missione Artemis II, che ha raggiunto una distanza di oltre 400mila chilometri dalla Terra, spingendosi più lontano nello spazio di qualsiasi altro volo umano precedente.
La capsula Orion, soprannominata “Integrity”, è ammarata con successo al largo della California meridionale poco dopo le 17:07 ora locale, concludendo la prima missione con equipaggio umano nelle vicinanze della Luna dopo oltre cinquant’anni.
Il volo Artemis II rappresenta un passaggio cruciale nel programma Artemis, che punta a riportare gli astronauti sulla superficie lunare entro il 2028. Dopo un viaggio complessivo di oltre un milione di chilometri, tra orbite terrestri e flyby lunare, la missione segna infatti il ritorno dell’esplorazione umana nello spazio profondo.
Ma, al di là dei numeri e dei record, è l’abbraccio con Sadie a raccontare meglio di tutto il significato del ritorno a casa











