Ex Ilva: Urso incontra istituzioni liguri

Ex Ilva: Urso incontra istituzioni liguri

Il ministro: “Nessun piano di chiusura”

Comunicato congiunto Mimit / Regione / Comune Genova

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato al Mimit il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e il sindaco di Genova, Silvia Salis, per fare il punto sul futuro dell’ex Ilva e sulle prospettive di rilancio dello stabilimento di Genova-Cornigliano.

La struttura commissariale sta lavorando a un percorso che possa rispondere alla principale richiesta dei lavoratori, ovvero rimettere in funzione anche la linea dello zincato, bilanciandola con la produzione della banda stagnata, con i numeri complessivi dei lavoratori impiegati che sono stati comunicati la scorsa settimana.

Il ministro Urso ha ribadito anche alle istituzioni liguri che non vi è alcun piano di chiusura e che il programma di manutenzione avviato a Taranto è orientato a ripristinare una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate. La riduzione dei flussi di coils verso il Nord è quindi temporanea, legata ai lavori sugli impianti, in vista della ripresa produttiva.

Urso ha infine confermato che il Governo è pienamente impegnato a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e il percorso di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, ove richiesto e necessario, a sostegno del piano industriale.

 

 

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Ex Ilva: Urso incontra istituzioni pugliesi al Mimit

Ex Ilva: Urso incontra istituzioni pugliesi al Mimit

Al centro del confronto il rilancio dell’impianto di Taranto e i progetti di reindustrializzazione gia’ in valutazione sul territorio

Comunicato congiunto Mimit / Regione Puglia / Provincia Taranto / Comuni Taranto e Statte

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha incontrato al Mimit il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, e il sindaco di Statte, Fabio Spada, per discutere del futuro dell’ex Ilva, delle prospettive di rilancio dell’impianto di Taranto e dei progetti di reindustrializzazione già in valutazione con importanti player nazionali e internazionali.

Il ministro Urso ha innanzitutto ribadito, anche alle istituzioni locali pugliesi, che non vi è alcun piano di chiusura, che il processo di decarbonizzazione resta prioritario e che il programma di manutenzione avviato dai commissari straordinari a Taranto è finalizzato a ripristinare entro marzo una capacità produttiva di almeno 4 milioni di tonnellate.

Il Ministro ha inoltre confermato che non è previsto alcun incremento di lavoratori in cassa integrazione e in formazione. La continuità produttiva degli stabilimenti del nord dell’ex Ilva verrà garantita esclusivamente attraverso la fornitura di coils dallo stabilimento di Taranto.

Urso ha quindi aggiornato i presenti sullo stato dei negoziati in corso, confermando che il Governo è in campo per assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti e il processo di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, laddove richiesto e necessario, a supporto del piano industriale.

Il Ministro ha quindi informato la Regione e gli enti locali delle interlocuzioni avviate in questi mesi con importanti player industriali, che hanno manifestato il proprio interesse a investire nell’area di Taranto. La prima ricognizione ha portato a individuare oltre 15 potenziali progetti d’investimento (nei settori della manifattura avanzata, energia, logistica, tecnologie digitali e agroindustria), con ricadute occupazionali prioritariamente indirizzate al bacino di lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto. I progetti e le loro ricadute occupazionali verranno ulteriormente approfonditi con Regione ed enti locali in un apposito tavolo tecnico di prossima convocazione.

Gli investimenti potranno insediarsi su diverse aree già individuate: porzioni dello stabilimento ex Ilva non più destinate ai fini produttivi (140 ettari immediatamente disponibili e 30 da bonificare), aree demaniali portuali (210 ettari in concessione e 240 non concessi), aree del demanio militare dismesse o in corso di dismissione per oltre 350 ettari, oltre a 2.000 ettari industriali già fruibili nel Consorzio ASI di Taranto. Potranno altresì insediarsi su aree idonee che possano in futuro rendersi disponibili, incluse le aree SIN.

Il ministro Urso ha infine ribadito che, in raccordo con le organizzazioni sindacali e con la Regione Puglia, il Governo opererà affinché la transizione industriale avvenga nel pieno rispetto delle tutele occupazionali, adottando – nei tempi e nei modi più appropriati – ogni iniziativa utile, incluse misure straordinarie, per garantire un percorso equilibrato per i lavoratori coinvolti.

 

 

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Invest in Italy: l’Italia consolida la crescita degli investimenti diretti esteri

Invest in Italy: l’Italia consolida la crescita degli investimenti diretti esteri

In aumento i progetti nei settori dell’industria avanzata, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale

Prosegue l’impegno del Mimit nelle politiche di attrazione degli investimenti esteri in Italia, attraverso l’azione del CAIE, organismo interministeriale cui partecipano anche Ministero degli Affari Esteri e la Conferenza del Regioni con il supporto di Invitalia ed ICE.

Secondo i dati dello Sportello Unico Invest in Italy – piattaforma governativa dedicata ad accompagnare e supportare gli investitori esteri in tutti gli adempimenti – sono in aumento i progetti ad alto valore aggiunto nei settori dell’industria avanzata, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.

Tra i più recenti si segnalano l’iniziativa del gruppo giapponese Renesas Electronics Corporation, che ha scelto Catania per aprire un nuovo centro di ricerca e sviluppo sui semiconduttori; il progetto di NTT Data, che realizzerà a Milano un campus per data center e sviluppo dell’IA tra i più potenti in Italia; e l’investimento di DHL Express in nuovi gateway a Fiumicino e Venezia.

Nelle scorse settimane, inoltre, sono stati designati altri 10 Tutor per accompagnare le imprese che stanno attualmente avviando nuovi investimenti in Italia o stanno accrescendo quelli già realizzati come Astrazeneca (Regno Unito e Svezia), Eemaxx (Paesi Bassi), GlobalWafers (Taiwan), Martur (Turchia), Nestlè (Svizzera), NipponGases (Giappone), Siemens Energy (Germania), Takeda (Giappone), Kagome (Giappone) e Vestas (Danimarca).

Negli ultimi tre anni il sistema CAIE ha gestito 745 progetti qualificati, di cui 71 già conclusi. Sono invece oltre 61 quelli di maggiore rilevanza attualmente in gestione i quali cubano un valore complessivo dichiarato di oltre 43 miliardi di euro e un impatto occupazionale stimato in circa 24.300 unità lavorative. Numeri che consolidano la reputazione dell’Italia come destinazione affidabile, innovativa e competitiva per le multinazionali che guardano all’Europa.

I settori industriali coinvolti – dai semiconduttori, ai data center hyperscale, alla logistica avanzata – testimoniano la capacità del sistema italiano di rispondere alle sfide della transizione ecologica, della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica.

 

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UE: Urso a Bruxelles per Alleanza ministeriale industrie energivore e Consiglio Competitività

UE: Urso a Bruxelles per Alleanza ministeriale industrie energivore e Consiglio Competitività

Previsti bilaterali con Polonia, Paesi Bassi, Francia e Cipro

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, sarà domani a Bruxelles dove presiederà la quarta riunione dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica, cui aderiscono 25 Paesi europei, tra cui Germania, Francia, Spagna e Polonia. Tra i temi: competitività energetica, decarbonizzazione e strumenti comuni di protezione commerciale nei settori più esposti quali chimica e siderurgia, oltre che della disponibilità di rottami metallici e di misure contro la concorrenza sleale.

A seguire, il ministro Urso interverrà al Consiglio Competitività dell’UE, che affronterà dossier di prioritaria importanza per l’industria europea, dalla Relazione annuale sulla semplificazione normativa al progresso dei negoziati sul Fondo Europeo per la Competitività (ECF), oltre al punto dedicato alle industrie ad alta intensità energetica, presentato dall’Italia insieme a Francia, Spagna e Polonia. In agenda anche aggiornamenti rilevanti per la sicurezza delle catene del valore dei semiconduttori e la prima discussione sull’iniziativa REsourceEU per la resilienza europea nelle materie prime critiche. Il ministro Urso parteciperà inoltre alla sessione su investimenti in nuove tecnologie innovative, tra cui AI e tecnologie quantistiche.

Il ministro inoltre avrà incontri bilaterali con gli omologhi Andrzej Domański (Polonia), Vincent Karremans (Paesi Bassi), Serge Papin (Francia) e con la Presidenza cipriota del Consiglio dell’UE.

 

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UE: Urso presiede a Bruxelles l’Alleanza per le industrie energivore, “Proteggere l’industria europea è una priorità assoluta, no a misure tampone”

UE: Urso presiede a Bruxelles l’Alleanza per le industrie energivore, “Proteggere l’industria europea è una priorità assoluta, no a misure tampone”

Dai rottami metallici al CBAM, dall’Industrial Accelerator Act al fast fashion: l’Italia guida la richiesta di strumenti immediati per difendere la competitività europea

“Chiediamo alla Commissione di agire immediatamente per proteggere l’industria del nostro Continente dalla competizione sleale dei players non europei, favorirne lo sviluppo e assicurare un’adeguata dotazione finanziaria per supportare la transizione industriale. Non accetteremo misure tampone: servono riforme immediate, chiare, radicali, efficaci”. Esordendo con queste parole, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha aperto a Bruxelles la quarta riunione dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica, presieduta dall’Italia e alla quale hanno partecipato i ministri e i sottosegretari omologhi di 25 Paesi europei, tra cui Germania, Francia, Spagna e Polonia.

Urso ha innanzitutto evidenziato come l’Europa si trovi in un momento cruciale “per la presentazione di alcune proposte normative che saranno fondamentali per rilanciare la competitività delle industrie ad alta intensità energetica”. Dal 3 dicembre è sul tavolo il Pacchetto sulla Sicurezza Economica con ‘RESource EU’, iniziativa faro sulle materie prime critiche e strategiche essenziali per le catene del valore dell’industria europea: “È importante che la Commissione Europea prosegua nel monitoraggio dei flussi di rottami verso Paesi extra UE, alla luce del quale dovranno essere adottate misure urgenti di limitazione”, ha evidenziato Urso.

Nelle prossime settimane la Commissione si esprimerà inoltre sull’Industrial Accelerator Act e sulla revisione del CBAM, su cui l’Italia ha ribadito aspettative chiare e condivise con i settori più esposti: “Dal primo ci attendiamo un quadro organico di promozione delle tecnologie pulite, tra cui l’acciaio e il cemento verde, la semplificazione dei permessi e l’introduzione del principio di Preferenza europea, base per promuovere beni e servizi ‘Made in Europe’. Dal secondo pacchetto dovranno giungere invece risposte concrete per l’estensione mirata del CBAM ai prodotti a valle, per bloccare fenomeni di aggiramento del meccanismo e per tutelare i nostri esportatori”.

Al centro delle richieste italiane anche la tutela delle filiere più esposte. Per la chimica il ministro Urso ha richiamato “la recente creazione dell’Alleanza europea per la chimica”, strumento cruciale “per definire azioni a tutela della capacità produttiva e della competitività del settore, sia nella chimica di base che nella biochimica, entrambe strategiche per l’Europa”. Per la siderurgia ha rimarcato come “abbiamo accolto con favore la proposta di aggiornamento delle misure di salvaguardia. Analogo sostegno per la recente proposta di salvaguardie per le ferroleghe. Auspichiamo un’approvazione rapida: devono entrare subito in vigore”.

Su questi tre snodi principali si è quindi sviluppato il dibattito tra i ministri dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica: le prime reazioni al Piano RESource-EU, le ulteriori azioni di protezione dell’industria europea dopo le salvaguardie su acciaio e ferroleghe, e la valutazione delle possibili restrizioni alle esportazioni di rottami metallici.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai comparti che stanno soffrendo maggiormente la concorrenza distorta proveniente dall’Asia, come quello della moda, del tessile e della plastica. Urso ha portato al centro dell’agenda dei ministri la “lotta contro il fast fashion”, ammonendo sulla pressione crescente dei flussi extra UE: “È in atto una invasione di prodotti asiatici, anche come effetto indiretto dei dazi americani ai prodotti cinesi e indiani. Occorre che le misure annunciate, come quelle sui dazi anche per i prodotti di valore inferiore a 150€, entrino subito in vigore. Non possiamo aspettare il 2028”.

I lavori dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica proseguiranno già nelle prossime ore al Consiglio Competitività, che includerà un punto dedicato alle industrie ad alta intensità energetica, presentato dall’Italia insieme a Francia, Spagna e Polonia, quest’ultima chiamata ad assumere la Presidenza nella prossima riunione di febbraio.

 

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Riello: pervenute manifestazioni di interesse

Riello: pervenute manifestazioni di interesse

Mimit monitorerà su rilancio industriale e salvaguardia occupazionale

Nuovo tavolo al Mimit sulla vertenza Riello, azienda specializzata nella produzione di sistemi di climatizzazione con circa 600 dipendenti distribuiti nei due stabilimenti produttivi di Volpago (TV) e Legnago (VR) e in tre centri di ricerca.

Nel corso della riunione convocata per seguire gli sviluppi del processo di vendita avviato dal gruppo Carrier, attuale proprietario, è stato comunicato che sono pervenute manifestazioni di interesse, al momento non vincolanti, a conferma della forte attrattività che Riello esprime sul mercato.

Il Mimit ha ribadito con fermezza che qualsiasi percorso dovrà garantire un rilancio industriale effettivo, assicurando continuità produttiva e salvaguardia occupazionale. Carrier, dal canto suo, dovrà presentare la notifica relativa al “golden power”, alla luce della natura strategica del settore in cui opera Riello.

L’azienda è stata invitata ad aggiornare il tavolo quando le manifestazioni di interesse diventeranno vincolanti, così da consentire una condivisione concreta del progetto industriale e occupazionale con tutte le parti coinvolte – dalle organizzazioni sindacali alle regioni Veneto e Lombardia – e da assicurare garanzie adeguate affinché la scelta del futuro acquirente non sia guidata da logiche esclusivamente finanziarie. Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 18 dicembre.

 

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