Prorogare i termini delle notifiche delle cartelle esattoriali che facciano riferimento al periodo della pandemia e aprire alla Rottamazione quater per le cartelle degli anni compresi tra il 2018 e il l 2019. Sono alcune delle richieste della maggioranza al governo messe nero su bianco nella bozza della risoluzione alla Nadef, che dovrebbe essere votata il 5 ottobre in Parlamento. Tra gli impegni vincolanti anche il proseguimento «nell’azione di sostegno» a tutti coloro che sono stati più colpiti dalla crisi dovuta al Covid e la proroga del superbonus del 110% fino alla fine del 2023, ampliandolo anche a tutte le strutture ricettive.

Il calendario fiscale

Dal 1° settembre sono ripartite le notifiche delle cartelle esattoriali, dopo che la tregua introdotta dal decreto Sostegni in piena pandemia si era conclusa il 31 agosto. Nel Consiglio dei ministri dello scorso 23 settembre si sarebbe dovuto già affrontare il nodo delle cartelle esattoriali e l’eventualità di una nuova dilazione dei pagamenti, cosa che però non è stata fatta. L’ipotesi comunque di data della possibile dilazione dei pagamenti resta quella del 31 dicembre 2021, attuale termine dello stato di emergenza. Nell’attesa che il governo prenda un decisione, c’è la legge di conversione del decreto Sostegni bis, che stabilisce che i pagamenti delle rate scadute lo scorso anno debbano essere effettuati entro ottobre 2021, mentre le rate scadute nel 2021 dovranno essere pagate in un’unica soluzione entro il prossimo 30 novembre. Un nuovo e pesante appuntamento con la pace fiscale è poi fissato per il 30 novembre, data entro la quale chi non è in regola con i versamenti delle rate del 2019 e del 2020 dovrà pagare tutte le rate dovute per il 2021.

Unimpresa: l’obiettivo nel 2021 è di 7,1 miliardi di riscossione

L’obiettivo del governo con l’attività della riscossione fiscale è quello di raggiungere quasi 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Per l’esattezza, 7,1 miliardi nel 2021, 11,7 miliardi nel 2022 e 10,3 miliardi nel 2023. Questo, almeno, è quanto emerge dall’analisi del Centro studi di Unimpresa, che ha analizzato la convenzione tra il ministero dell’Economia e delle Finanze con l’agenzia delle Entrate. «Il documento, che viaggia sotto traccia ed è al vaglio delle Commissioni parlamentari per il prescritto parere, si intreccia con le prese di posizioni di alcuni partiti, che vorrebbero un’ulteriore sospensione delle attività di riscossione delle imposte e delle tasse, accompagnata da una nuova sanatoria delle cosiddette cartelle fiscali», spiegano gli analisti di Unimpresa.

Il rischio disagi per le famiglie

«Tenuto conto che al termine del 2021 mancano ormai meno di tre mesi, l’obiettivo di 7,1 miliardi per quest’anno, imporrebbe all’agenzia delle Entrate di accelerare massicciamente l’attività di riscossione, imponendo tempi e modalità di pagamento, per i contribuenti, particolarmente stringenti. Tale situazione è in grado di creare disagi a fasce importanti sia delle famiglie sia delle imprese del nostro Paese», si legge nel report di Unimpresa. E di tutto questo il governo ora deve tenere conto.

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