La Rappresentante di lista, dopo Sanremo arriva il romanzo «Maimamma»:

La Rappresentante di lista, dopo Sanremo arriva il romanzo «Maimamma»:

Si sono fatti conoscere al grande pubblico all’ultimo Festival di Sanremo con il brano «Amare», certificato disco di Platino e per mesi ai vertici delle classifiche radiofoniche. Poi, dopo l’uscita dell’album «My Mamma», hanno girato l’estate in tour, quasi sempre sold out. Ora, La Rappresentante di lista, progetto della cantante Veronica Lucchesi e del polistrumentista Dario Mangiaracina, pubblica il primo romanzo: il 28 ottobre arriva infatti «Maimamma», libro scritto a quattro mani che riprende il titolo e le tematiche dell’ultimo disco e che racconta la storia di Lavinia, una giovane donna che rimane incinta proprio qualche mese prima della fine del mondo. «Maimamma», che verrà presentato con vari instore in tutta italia, affronta temi cari a LRDL, come quelli del corpo, della maternità, dell’ecologia, dell’eredità che lasceremo ai nostri figli. A marzo 2022 arriva invece «My Mamma – Tour Club 2022» che vedrà La Rappresentante di lista sui palchi dei principali club italiani: il tour prenderà il via a Roma (17 marzo 2022, Atlantico Live), per poi proseguire a Napoli (18 marzo 2022, Casa della Musica), Torino (22 marzo 2022, Teatro della Concordia, Venaria), Padova (23 marzo 2022, Hall), Bologna (29 marzo, Estragon), Firenze (30 marzo, Tuscany Hall), Milano (5 aprile, Fabrique).

27 ottobre 2021 – Aggiornata il 27 ottobre 2021 , 16:49

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Charlene di Monaco, parla il principe Alberto: «A casa prima

Charlene di Monaco, parla il principe Alberto: «A casa prima

di Federica Bandirali

«L’ ultima operazione ha riguardato il setto nasale» ha detto il sovrano alla rivista Point De Vue «sarà a Monaco molto prima della festa nazionale». I sudditi però restano preoccupati per le sue condizioni di salute

A pochi giorni dall’apertura della COP26 che inizierà il 31 ottobre 2021, il Principe Alberto di Monaco ha concesso un’intervista esclusiva alla rivista «Point De Vue». Il sovrano ha parlato anche dello stato di salute della moglie, la principessa Charlene di Monaco che si trova ancora in Sudafrica. Dopo aver parlato del suo impegno e di quello del Principato a favore dell’ambiente, Alberto ha voluto portare buone notizie ai lettori e sudditi sulla convalescenza di Charlene, che l’8 ottobre ha subito un ultimo intervento chirurgico. «Sta molto meglio» ha detto «quest’ultima operazione che ha riguardato il setto nasale ed è andata nel migliore dei modi tanto che potremo pensare al suo ritorno molto presto. Sarà a Monaco molto prima della festa nazionale, prima del 19 novembre».

Il ritorno a casa

La moglie del sovrano è da diversi mesi in cura medica in Sudafrica a seguito di una pesante infezione otorinolaringoiatrica che la sta tenendo lontano dal principato. Charlene di Monaco, dopo due operazioni in anestesia generale, era tornata a presenziare a un evento pubblico mercoledì 6 ottobre. Due giorni dopo una nuova operazione che aveva fatto preoccupare ancora una volta per la sua salute. Alberto aveva sempre rassicurato sulle sue condizioni post intervento ma mai fino a ora si era sbilanciato nel dare una data, che tutti sperano possa essere rispettata.

27 ottobre 2021 (modifica il 27 ottobre 2021 | 18:13)

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La digitalizzazione dei Comuni arriva anche in bicicletta

La digitalizzazione dei Comuni arriva anche in bicicletta

In Italia la strada per la digitalizzazione è ancora lastricata di buone intenzioni, ma si percorre anche su 2 ruote, pedalando su una bicicletta elettrica. In fondo è quello che è successo ad Ala, quasi 9mila anime nella provincia autonoma di Trento, allo sbocco della valle dei Ronchi nella verdissima Vallagarina. Qui l’amministrazione comunale ha messo in piedi l’”amico digitale”. Un servizio in carne e ossa: si tratta di Giacomo, 22enne impiegato nel servizio civile, impegnato a pedalare per il paese.

La consegna a casa dei documenti

Giacomo consegna direttamente a casa dei suoi concittadini decine di documenti, da quelli per la registrazione delle nuove nascite al modulo per la prenotazione dei vaccini fino all’apertura dell’account Spid. La digitalizzazione a domicilio arriva fino alla rete: nasce così nel sito del comune la “Stanza del cittadino”, dove si accede con Spid per ottenere molti servizi, dai certificati anagrafici al cambio di residenza. «In questo modo diventiamo sempre più vicini alle persone e ai loro bisogni», afferma Claudio Soini, sindaco di Ala.
Puntare sulla digitalizzazione con servizi più accessibili e inclusivi basati sull’esperienza diretta e coinvolgendo tutti, nessuno escluso. E farlo perché un cittadino connesso costa meno. «Oggi molte realtà hanno compreso che il digitale non è una ciliegina sulla torta, ma è parte integrante del percorso di crescita. E c’è una maggiore consapevolezza culturale che il digitale rappresenti un cambiamento indispensabile per comprendere la continuità dei servizi», afferma Gianni Dominici, direttore di Fpa-Forum Pa. Un’evoluzione necessaria dettata anche dall’ emergenza pandemica .

La «maturità» dei grandi comuni

È quanto emerge dall’indagine sulla maturità digitale dei comuni capoluogo, realizzata tra aprile e maggio 2021 da Fpa per Dedagroup Public Services. La ricerca analizza il grado di maturità digitale dei 110 comuni italiani capoluogo sulla base di 3 dimensioni: servizi, piattaforme e interoperabilità degli open data. Sono 49 le città italiane che nel 2021 hanno raggiunto un livello elevato di maturità digitale (14 in più rispetto al 2020).
Le città più mature si collocano prevalentemente nelle regioni del Nord-ovest (15 comuni su 24 in fascia alta) e del Nord-est (17 comuni su 24 in fascia alta) e presentano mediamente un’elevata densità abitativa. Ma tra i 49 comuni più digitali figurano anche 9 città del Sud: Bari, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Lecce, Matera, Napoli, Palermo.

La reazione digitale alla pandemia

«La ricerca dimostra come i comuni italiani abbiano reagito bene agli stimoli portati dall’emergenza sanitaria, accelerando il proprio processo di maturazione digitale. La relazione però è ancora incostante sui canali digitali, mentre c’è necessità di fidelizzare il cittadino. Il futuro deve partire dal co-design dei servizi, quindi dalla co-progettazione», dice Dominici. I servizi maggiormente offerti sono quelli legati allo Sportello unico delle attività produttive (Suap), disponibile in 109 comuni, e alla prenotazione di appuntamenti per il rinnovo della carta d’identità, online in 107 città. Seguono l’iscrizione alla mensa scolastica (96), la presentazione di pratiche di edilizia privata (84) e la visualizzazione e il pagamento di contravvenzioni (81).



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Morto Ciro Paone, il patron di Kiton ha portato nel

Morto Ciro Paone, il patron di Kiton ha portato nel

di Maria Teresa Veneziani

Partito da un laboratorio di Arzano, Paone ha portato i suoi capi in giro per il mondo, diventando uno dei brand più richiesti dai potenti del mondo

Il mondo della moda perde una grande protagonista: il 27 ottobre è morto a 88 anni nella sua Napoli Ciro Paone, genio visionario, fondatore di Kiton, brand di sartoria napoletana diventata riferimento dei potenti del mondo.

Paone aveva 17 anni quando seguì lo zio commerciante di tessuti in Venezuela e al ritorno creò la sua azienda di «abiti speciali e mai monotoni» che oggi vanta cinque siti produttivi in Italia, 800 dipendenti, 54 boutique monomarca e 73 Paesi serviti.

Era un imprenditore creativo e carismatico, Ciro, amatissimo in Italia e all’estero, stimato per la sua forza, la simpatia. Non si è mai lasciato piegare dalla malattia, applauditissimo quando al Pitti di Firenze si è presentato fiero in carrozzina per ritirare il premio alla carriera. Meritatissimo, perché a Paone si deve il merito di aver diffuso nel mondo — con la sua Kiton ad Arzano, alle porte del capoluogo campano — l’eccellenza della sartoria napoletana, elegante con brio. E soprattutto di aver saputo conservare un patrimonio storico: l’artigianato sartoriale (ogni vestito realizzato a mano in ogni passaggio), che rischiava di essere disperso, schiacciato dai ritmi della produzione industriale del pret-à-porter. Fino all’ultimo è rimasto un riferimento per gli eredi che portano avanti il suo impero e lo piangono, la figlia Maria Giovanna e il nipote Antonio De Matteis.

Era il 1956 quando Paone, commerciante di tessuti a piazza Mercato, nella Napoli caratterizzata dai suoi sarti, uno ad ogni angolo, intuì che il mondo stava cambiando. Creò il suo laboratorio a Secondigliano per una piccola produzione di cappotti con l’etichetta CiPa, nel 1968 trasformata in Kiton, nome ispirato dalla toga degli aristocratici greci e più adatto al mercato internazionale. Nel 1999 il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, lo nominò Cavaliere del Lavoro, onorificenza di cui andava fiero.

Con l’idea di proiettare sempre la tradizione nel futuro nel 2013 aveva acquistato il Palazzo di via Pontaccio che fu sede di Gianfranco Ferré – 4.000 mq. di spazio diventati il cuore dei prodotti e dell’azienda – cui è seguito lo stabile di New York, sulla 5th Avenue e l’inaugurazione di un punto vendita nella 54ma Strada. Oggi il brand vanta oltre 73 show-room di rappresentanza in tutto il mondo, 5 solo in Italia. Non solo abiti maschili, ma anche una linea femminile affidata alla figlia Maria Giovanna, e poi scarpe, profumi.

Tanti messaggi di cordoglio per la scomparsa del grande imprenditore — anche attraverso i social — alla famiglia che ha dato la notizia della scomparsa. «Le maestranze dei 7 opifici sparsi in tutta Italia — si legge nella nota — sono rimasti attoniti e hanno già raggiunto il capezzale di un uomo che per tutti rappresentava più di un imprenditore. Da sempre accoglieva i dipendenti con passione stimolandone la grinta e la voglia di lavorare sempre con il massimo della cura e dell’amore, ricordando il motto con il quale ha guidato l’azienda: «Il meglio del meglio più uno».

27 ottobre 2021 (modifica il 28 ottobre 2021 | 13:49)

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Ilaria Capua: «L’ho fatta e sono contenta

Ilaria Capua: «L’ho fatta e sono contenta

di Redazione Online

Vaccino Covid, la direttrice dell’UF One Health Center dell’università della Florida, a Di Martedì ha parlato della sua esperienza dopo aver fatto la dose booster

«Ho fatto la terza dose, sono contenta di averla fatta». La professoressa Ilaria Capua, direttrice dell’UF One Health Center dell’università della Florida, a DiMartedì accenna alla propria esperienza da vaccinata con la dose booster contro il Covid. Iniezione appena fatta. «Ieri ho fatto la cosiddetta “terza dose”— ha spiegato martedì 26 ottobre ai microfoni di Giovanni Floris —. Insomma, diciamo che si sente, ecco. Quindi è una stimolazione aggiuntiva che avviene per moltissimi tipi di vaccini… però insomma alle persone che adesso si vaccineranno sappiate che si sente: ve lo dico in modo tale che poi dopo non vengano fuori chissà quali storie».

L’invito

La scienziata, commentando l’andamento dell’epidemia, ha sottolineato che comunque l’unica strada per uscire dall’incubo del virus è il vaccino. «Sappiamo che cosa dobbiamo fare, adesso che c’è il vaccino dobbiamo vaccinarci». Anche se la situazione in Italia è migliore rispetto a quella di altri Paesi, come aveva affermato pure sabato scorso al festival L’eredità delle donne, a Firenze, anticipando che avrebbe fatto la terza dose lunedì 25 ottobre. La pandemia «l’abbiamo messa in un recinto, questo mi sembra chiaro — aveva detto al festival — è chiaro anche che bisognerà iniziare a fare le dosi di richiamo, perché pochissimi vaccini durano tutta la vita, quindi molti programmi di vaccinazione prevedono tre interventi, alcuni prevedono un intervento l’anno. Io mi sono già vaccinata contro l’influenza, e vi invito a fare altrettanto». Aggiungendo: «Vediamo che in alcuni casi il virus riesce a bucare l’immunità e io non voglio neanche stare male, perché ho i miei studenti e ho le mie attività che devo continuare a seguire».

Niente social

Mentre per la prima dose Capua aveva pubblicato sui social la foto durante l’inoculazione del vaccino, per mostrare a tutti il momento, per la terza dose non ha voluto fare la stessa cosa: niente foto social al centro vaccinale.

27 ottobre 2021 (modifica il 27 ottobre 2021 | 16:54)

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